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 Oggetto del messaggio: Diagnosi di tumore
MessaggioInviato: 21/06/2014 - 06:28 
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Iscritto il: 27/05/2009 - 15:39
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Diagnosi di tumore, meglio essere sicuri
In caso di un sintomo dubbio, quasi nove persone su dieci preferiscono andare avanti con gli esami anche se il rischio di cancro è basso: meglio sapere e salvarsi la vita



Fare tutte le verifiche del caso più in fretta possibile. Anche se il rischio che si tratti di un tumore è basso, davanti a un sintomo «sospetto» la maggioranza delle persone preferisce sottoporsi a tutte le analisi necessarie per scongiurare la presenza di un cancro. E poco importa se poi si riveleranno superflue, meglio non farsi scrupoli. È questo l’atteggiamento che emerge da un vasto studio inglese pubblicato sull’ultimo numero della rivista Lancet Oncology dai ricercatori delle Università di Bristol e Cambridge.0

NOVE SU DIECI FANNO GLI ESAMI - L’indagine, condotta su 3.649 partecipanti con più di 40 anni, nasce dalla costatazione di una realtà negativa: in materia di tumori la Gran Bretagna ha tassi di sopravvivenza inferiori alla media europea. «Ed è in ritardo sulla diagnosi precoce rispetto a molti Paesi, Italia compresa - chiarisce Marco Zappa, responsabile dell’Osservatorio nazionale Screening -. Spesso, infatti, scoprire la malattia agli stadi iniziali è fondamentale per poter avere maggiori probabilità di guarire e su questo fronte le autorità britanniche devono ancora lavorare». Mentre il concetto pare ormai essere chiaro alla popolazione, visto che ben l’88 per cento degli interpellati a cui sono state sottoposte delle vignette indicanti alcuni possibili sintomi di tumore (al colon, ai polmoni o al pancreas) ha espresso il desiderio di essere sottoposto a ulteriori indagini anche se gli «indizi» indicavano soltanto l’un per cento di rischio che si trattasse di cancro. In particolare sono i 60-69enni a optare per un percorso diagnostico, più di 40enni e 50enni, ma anche degli over 70. Oltre all’età, altre variabili che influenzano la decisione di fare un esame sono la vicinanza del centro in cui recarsi e la presenza di casi di cancro in famiglia.

UNO SU TRE A RISCHIO DI CANCRO - Oggi una persona su tre in Italia (così come in Inghilterra) è a rischio di ammalarsi di un tumore nel corso della vita e la consapevolezza dell’importanza della diagnosi precoce è sempre più diffusa. «Infatti - commenta Zappa - gli intervistati nello studio inglese dicono di voler fare le analisi in tempi il più rapidi principalmente per due motivi: perché pensano che scoprire in anticipo un eventuale neoplasia può salvare la vita e per poter vivere serenamente. Il motivo che spinge la maggior parte della gente a fare i test è avere una rassicurazione, oltre a capire di cosa soffre per risolvere il disturbo». Pare, insomma, che il vasto pubblico abbia capito: in caso di avvisaglie non c’è da perdere tempo, bisogna parlare con un medico e andare a fondo. Tacere, temporeggiare, non affrontare la trafila diagnostica rinviando continuamente esami e visite è una politica che può costare cara.

SI DIMEZZA IL RISCHIO DI MORTE - «Lo confermano anche i numeri dei programmi di screening italiani - conclude Zappa -: nonostante il periodo di difficoltà l’adesione (fuorché al Sud) è in lenta crescita perché molti italiani ne hanno capito la grande utilità. Si tratta di controlli di routine che, anche se si è perfettamente sani e non si percepiscono dei sintomi, possono fare la differenza nello scoprire e poter curare tempestivamente un tumore. In base alla statistiche ad oggi disponibili, sappiamo che fare una mammografia regolarmente ogni due anni riduce il rischio di morire per tumore della mammella del 40 per cento. Eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni riduce del 20 per cento il rischio di ammalarsi di carcinoma colon-rettale e del 40 per cento quello di morirne. Fare una rettosigmoidoscopia una volta nella vita riduce il rischio di ammalarsi del 40 per cento. Infine, sottoporsi a pap test ogni tre anni riduce del 60-70 per cento la probabilità di sviluppare un cancro della cervice. E con il test per la ricerca dell’Hpv questa protezione cresce ulteriormente».


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