La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 20/01/2010 - 07:53 
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Iscritto il: 27/05/2009 - 15:39
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L’H1N1? Una truffa colossale. Il j’accuse del responsabile sanità del Consiglio d’Europa
L'"influenza A", le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realtà era una "falsa pandemia" orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l'accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d'Europa.

Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Pesante il j'accuse di Wodarg, ex membro dell'Spd, medico ed epidemiologo, secondo cui le multinazionali del farmaco hanno accumulato "enormi guadagni" senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i magri bilanci sanitari spendendo milioni nell'acquisto di vaccini contro un'infezione che in realtà era poco aggressiva.

Wodarg ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d'Europa che chiede un'inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche; e sulla questione il Consiglio d'Europa terrà un dibattito a fine mese. La denuncia, riportata con grande evidenza dal Daily Mail, arriva qualche giorno dopo quella secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino, ordinate all'apice della crisi. Il Mail ricorda che, in Gran Bretagna, il ministero della salute aveva previsto 65.000 decessi, creato una linea-verde e un sito web per dare consigli, sospeso la regola che vieta di vendere anti-virali senza prescrizione medica; furono allertati gli obitori e persino l'esercito, che doveva essere pronto a entrare in campo qualora si fossero verificati tumulti tra la popolazione a caccia dei farmaci.

Secondo Wodarg, il caso dell'influenza suina è stato "uno dei più grandi scandali sanitari" del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare "i propri uomini" negli "ingranaggi" dell'Oms e di altre influenti organizzazioni; e in tal modo potrebbero aver persino convinto l'organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo.

"Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l'influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati".

Wodarg non fa alcun nome esplicito di persona in conflitto di interessi; ma lo scorso anno il Daily Mail aveva rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato consulente del governo britannico sull'influenza suina, fa parte del consiglio d'amministrazione della GlaxoSmithKline. L'azienda farmaceutica, che produce antinfluenzali e vaccini, ha immediatamente replicato alle accuse, definendole "sbagliate e infondate".

Fonte: AGI


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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 22/01/2010 - 06:19 
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Influenza A, tre nuovi casi
alle Molinette di Torino



torino
Tre nuovi casi di influenza A a Torino. Due uomini e una donna, tutti ricoverati nel reparto di rianimazione delle Molinette. La donna, con problemi di obesità, è originaria del Bangladesh ma da tempo residente in Italia. Problemi di salute anche per il secondo paziente: è un uomo italiano di 55 anni cardiopatico che in passato era stato affetto da linfoma. Il terzo paziente è un ragazzo rumeno di 25 anni che non presenta altri problemi di salute.

Le condizioni dei tre pazienti sono molto gravi. Il prof. Marco Ranieri, primario della rianimazione, riflette: «Da fine dicembre non avevamo più avuto segnalazione di casi di H1N1, nelle ultime 48 ore ci sono state invece queste tre segnalazioni. Dire se si tratta di episodi causali, se della seconda ondata di casi che era prevista per dicembre o di episodi anticipati della terza ondata prevista per marzo, al momento non si può ancora. Bisognerebbe verificare cosa sta accadendo a livello nazionale».

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 31/01/2010 - 06:24 
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Influenza A: 19 mln vaccini di troppo
Fazio,prossima settimana quadro unita'crisi,non c'e' nuovo picco



(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Potrebbero essere in tutto 19 milioni le dosi di vaccino di troppo per l'Italia. Il ministero della Salute sta valutando cosa fare. Sono nove milioni i vaccini gia' consegnati alle Regioni e altri 10 milioni che non sono stati ancora prodotti. Lo ha detto il ministro della salute Fazio spiegando che la questione e' all'attenzione degli esperti del ministero.'Giovedi',al massimo venerdi' - ha detto Fazio - avremo un quadro piu' chiaro della situazione''.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 06/05/2010 - 05:01 
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H1N1, le colpe dei media
Un convegno per capire cosa non ha funzionato nella comunicazione del rischio e gli errori commessi dalle autorità sanitarie. Parla Massimo Valsecchi, direttore della rivista Dialogo sui farmaci, che ha promosso l’incontro


di Tiziana Moriconi
Aprile 2009. Sulle pagine dei giornali comincia a circolare la notizia di un nuovo tipo di influenza che si sta diffondendo dal Messico agli Stati Uniti. In pochi giorni le informazioni si moltiplicano. Il nuovo virus, H1N1, ha raggiunto venti paesi di quattro continenti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) alza il livello di allerta da tre a cinque, per poi portarlo a sei - il massimo - nei primi di giugno. Comincia così la fiera delle dichiarazioni e delle smentite da parte dei ministeri sulla pericolosità del virus e sui piani di azione per contrastarlo. Oggi, a un anno dalle prime notizie, tra i cittadini si diffonde la sensazione di un allarme ingiustificato, mentre l’Oms rende pubbliche le cifre ufficiali della pandemia: 214 paesi hanno confermato casi di contagio per un totale di 17.798 morti. Per fare chiarezza sulle decisioni prese a livello nazionale e internazionale, la rivista Dialogo sui farmaci ha organizzato la conferenza Epicrisi, tenutasi lo scorso 13 aprile a Verona. Galileo ha intervistato il direttore Massimo Valsecchi.

Dottor Valsecchi, perché parlare di H1N1 quando non fa più paura?
“Nel nostro paese manca la consuetudine di analizzare a posteriori gli eventi rilevanti sia per il Sistema sanitario nazionale, sia per l’opinione pubblica. L’assenza di un metodo di analisi critica delle gestioni è un grande limite culturale e scientifico che ci impedisce di imparare dall’esperienza e di evitare di ricadere sempre negli stessi errori”.

Qual è la considerazione più importante emersa dal forum?
“Che chi ha la responsabilità di definire le strategie sanitarie non è in grado di stimare l’entità del rischio. Questa è una considerazione che avevamo già maturato in eventi di minor portata, come l’epidemia di meningite nella provincia di Treviso, ed è un dato di fatto che va tenuto ben presente quando si mette a punto una strategia di comunicazione”.

In che modo?
“La popolazione non sopporta che siano spacciate per certe le informazioni che poi vengono sistematicamente smentite dai fatti. Nel caso dell’H1N1 c’è stata la mancanza di un piano di comunicazione assennato da parte del Ministero. Dichiarare che l’epidemia arriverà il tal giorno, per esempio, è l’aberrazione del pensiero scientifico perché vuol dire non averne capito i meccanismi profondi: si lavora per errori, si fanno stime, si calcolano probabilità. Come diceva l’epidemiologo Geoffrey Rose, chi si occupa di medicina ha l’obbligo di spiegare continuamente al pubblico quanto poco sappiamo. Il problema non è dei modelli, che sono fatti per sbagliare, anche se ogni volta in misura minore di quella precedente. Il punto è non prenderli come verità rivelate”.

Quali altri errori sono stati commessi?
“Non ci è mai scusati. Anzi: ogni dichiarazione smentita è stata rimpiazzata da un’altra verità assoluta. Il risultato? Basta pensare alla questione dei vaccini, i cui risvolti sono tragici: sono state somministrate 900.000 dosi contro gli oltre dieci milioni distribuiti. E c’è stata una bassa copertura proprio nella fascia di popolazione che sarebbe stato opportuno vaccinare. In Italia si stima che si siano infettati 4,5 milioni di persone. Quelli ricoverati con sindrome da stress di polmonite virale sono stati 450 e sono morte 243 persone, un numero non piccolo. Di queste, la maggior parte presentava una condizione di rischio”.


Bisognava vaccinarsi di più?
“Per fortuna è stata un’epidemia poco letale, ma resta il fatto che chi poteva essere efficacemente vaccinato non lo è stato. Il perché va ricercato anche negli errori della comunicazione. Tanto per cominciare, per la questione delle dosi di vaccini, i media hanno alimentato l’ipotesi del complotto e la gente ha pensato subito a una truffa. Nessuno, poi, si è preoccupato di fare controinformazione almeno per le due grandi leggende sul contenuto di mercurio e sullo squalene, un adiuvante della risposta immunitaria che si utilizza da più di dieci anni qui in Italia. Il Ministero avrebbe dovuto intercettare questi due problemi e fare una campagna mirata.”.

La pandemia non è finita perché il virus non è stato annientato e continua a circolare. Come pensa che dovrebbe essere affrontato l’argomento ora?
“Le rispondo con un esempio. L’Oms ha inserito H1N1 tra i virus coperti dal prossimo vaccino. Quando cominciare la profilassi, però, è questione tutt’altro che semplice, perché le influenze hanno tempi di comparsa sfalsati di due-tre mesi. È difficile stabilire cosa fare ed è importante che la gente lo sappia. Tutti sanno che la meteorologia può sbagliare e nessuno si scandalizza se non piove all’ora prevista. Non abbiamo l’onnipotenza sulla predizione. Questo messaggio è antiscientifico, falso e pericoloso”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 13/08/2010 - 04:51 
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Ieri hanno dichiarata ufficialmente terminata la pandemia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 27/09/2010 - 04:44 
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IL VIRUS H1N1 ANCORA PROTAGONISTA
Vaccinazione antinfluenzale:
si parte all'inizio di ottobre
Anticipata di qualche settimana la partenza della campagna di profilassi


MILANO - La pandemia è passata, ma l’influenza c’è ancora. E a dominare la scena, anche il prossimo inverno, sarà di nuovo lui, il virus H1N1. Retrocesso al rango di qualunque altro virus stagionale, non è ancora tuttavia del tutto prevedibile nei suoi comportamenti. Meglio quindi cercare di batterlo sul tempo, anticipando di qualche settimana la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale. «Tanto più che il vaccino c’è già - spiega Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità -. Nell’ipotesi che anche quest’anno l’infezione cominci a prendere vigore prima del solito, come è stato l’anno scorso - prosegue l’esperto - si è suggerito alle Regioni di cominciare dal primo di ottobre a somministrarlo alle categorie per le quali è raccomandato». Nessun pericolo che la troppa fretta riduca l’effetto protettivo se l’ondata dovesse arrivare più tardi: le difese durano parecchi mesi, fino a un anno.

CATEGORIE A RISCHIO - «La sovraesposizione mediatica dell’anno scorso rischia però di ridurre l’attenzione su questa malattia che fa migliaia di vittime ogni anno - mette in guardia Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma -. Le categorie a rischio, chi sta loro vicino, il personale sanitario e gli addetti ai servizi essenziali dovrebbero essere subito vaccinati». Chi ha già ricevuto il vaccino pandemico l’anno scorso non rischia nulla dal fatto che il virus H1N1 sia alla base anche del nuovo. «Ma il vaccino contiene in più gli elementi di un virus di tipo B, che l’anno scorso è stato responsabile di un discreto numero di casi a fine stagione, e di un altro di tipo A, denominato H3N2» aggiunge Rezza. Diversamente che durante la pandemia, e come per ogni vaccinazione stagionale, a essere chiamati per essere vaccinati gratuitamente sono prima di tutto coloro che hanno già compiuto 65 anni, insieme con chi soffre di malattie croniche di una certa entità o per cui sia in programma un trapianto o un intervento chirurgico. «Le persone con il sistema immunitario compromesso da malattie o farmaci devono comunque farsi vaccinare - raccomanda l’esperto -. Anche se in questi casi la procedura può essere meno efficace».

ALLERGIA ALL'UOVO - Non è una vera controindicazione neppure l’allergia all’uovo, se non ci sono stati in passato episodi di shock anafilattico: «In questi casi però meglio avvisare il medico vaccinatore perché prenda qualche precauzione» dice l’esperto dell’Istituto Superiore di Sanità. La pandemia dell’anno scorso ha portato al centro dell’attenzione bambini e donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza: «Gli studi condotti per l’emergenza hanno dimostrato che anche i vaccini con adiuvante sono sicuri in queste categorie» commenta Ippolito. Le raccomandazioni ministeriali però non ne tengono conto e per la campagna di vaccinazione stagionale conservano il criterio tradizionale, che riserva i vaccini più potenti agli anziani. E i bambini sani, tra sei mesi e sei anni? «Negli Stati Uniti e in molti altri paesi sono un obiettivo cruciale della campagna vaccinale - spiega Giorgio Bartolozzi, una delle massime autorità italiane nel campo delle vaccinazioni pediatriche -. Non solo per proteggere i più piccoli, ma soprattutto perché sono loro gli involontari "untori" che contagiano gli anziani». Senza contare l’impatto economico e sociale della malattia dovuto all’assenza dal lavoro di uno dei genitori. In Italia però la scelta è lasciata al pediatra e ai genitori, purché decidano senza false paure. «È dieci volte più facile sviluppare complicazioni neurologiche come la sindrome di Guillain Barrè facendo l’influenza, che non vaccinandosi» sostiene Ippolito.

Roberta Villa

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 14/12/2010 - 05:05 
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Iscritto il: 19/12/2008 - 14:57
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Torna l'incubo influenza A, otto morti in Gran Bretagna

LONDRA - Torna l'incubo influenza A. Otto persone hanno perso la vita in Gran Bretagna per aver contratto il virus H1N1. Molte delle vittime erano già in cattive condizioni di salute. E' quanto ha reso noto la Health Protection Agency britannica, secondo la quale non è sorprendente che il cosiddetto "virus A" si ripresenti questo inverno.
L'agenzia ha comunque evidenziato che il virus H1N1 è benigno per la maggior parte delle persone. Le categorie a rischio sono le donne incinte, gli anziani, i cardiopatici, gli ammalati di diabete e di patologie renali, epatiche e polmonari.
La pandemia di influenza A sviluppata nell'inverno 2009 è stata dichiarata ufficialmente finita dall'Organizzazione mondiale della sanità il 10 agosto. Secondo il bilancio finale, la pandemia si è rivelata "moderata" e meno aggressiva di una normale influenza stagionale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 12/01/2011 - 03:25 
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Iscritto il: 27/05/2009 - 15:39
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Influenza A, il primo morto in Puglia
grave una donna ricoverata a Barletta
Un uomo di 51 anni, diabetico, è morto a causa del virus H1N1. Due i pazienti in rianimazione: una donna di 60 anni che non aveva patologie pregresse e un uomo ricoverato a Tricase e trasferito al San Raffaele di Milano

Un uomo di 51 anni, diabetico, è morto a causa del virus H1N1 dell'influenza A. Lo ha riferito l'Osservatorio epidemiologico pugliese. La vittima era di Zapponeta, in provincia di Foggia: è il primo decesso di quest'anno in Puglia della cosiddetta influenza A. Si tratta del secondo decesso accertato in Italia. L'uomo, nelle ultime ore, era stato ricoverato nella clinica privata 'Santa Maria' a Bari. "Si tratta di un paziente diabetico - spiega la professoressa Cinzia Germinario dell'Osservatorio regionale - ma la morte potrebbe essere stata causata anche dall'aggressività del virus. Il decorso è stato particolarmente rapido. Il consiglio è di vaccinarsi, non è tardi. Quest'anno -ha osservato- la campagna di informazione sulla vaccinazione non è stata ottimale. C'è ancora tempo, sino alla fine di gennaio, per poter fare il vaccino".

Sempre in Puglia, è in gravi condizioni nell'ospedale Di Miccoli di Barletta una donna di 60 anni affetta dal virus H1N1 e ricoverata da circa una settimana nel reparto di Rianimazione, dove è intubata. A quanto si è saputo, la donna non ha patologie pregresse. La sua situazione è definita stazionaria dal primario del reparto di rianimazione, Egidio Fasanella. La donna viene ventilata artificialmente, era stata ricoverata nella settimana di Natale con problemi respiratori, e con una broncopolmonite che è andata peggiorando. Nel reparto di rianimazione hanno sospettato che si potesse trattare di influenza A, e quindi hanno mandato un tampone per le analisi a Bari, e nel frattempo hanno sottoposto la paziente a una terapia antibiotica e antimicotica. L'altro caso, invece, riguarda un un paziente (anche lui senza patologie pregresse) che era ricoverato nell'ospedale di Tricase (Lecce) ed è stato trasferito al San Raffaele di Milano e trattato con il macchinario, l'Ecmo, che consente la respirazione extracorporea.

Sono una mezza dozzina i casi gravi accertati finora nella regione. Un report sulla situazione attuale della diffusione del virus è stato inviato dall'Osservatorio Epidemilogico regionale all'Assessorato alle politiche della salute e a tutti gli organi istituzionali interessati. Il virus era stato già isolato due giorni prima di Natale nei laboratori di biologia ed epidemiologia del Policlinico di Bari. In un tampone inviato da uno dei tanti medici sentinella sparsi per la Puglia, la dottoressa Maria Chironna aveva scovato il ceppo dell´influenza A che nel 2009 ha provocato in Puglia la morte di 13 persone.

"La situazione - ha sottolineato l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore - per ora è tranquilla. Sono pochissimi i casi registrati e l'Istituto di Igiene è completamente attrezzato. Tutti i casi vengono sottoposti a screening". Sino ad ora - ha ricordato - ce ne sono molto pochi e mi auguro, tenendo conto della campagna vaccinale, non ci sia una diffusione molto vasta. Il caso mortale è quello di un signore deceduto a Bari ma l'uomo non è barese ed è stato trasferito in un'altra clinica per un sospetto di infarto ma poi - ha concluso Fiore - si è rivelata la forma molto grave di influenza A".

Sarà purtroppo "inevitabile" qualche caso grave in Italia, spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, secondo il quale l'andamento è assolutamente simile a quello delle normali stagioni influenzali, con un percorso quindi previsto che non desta preoccupazione fra gli esperti. "Questo virus ha nella sua corsa piccole mutazioni che sono del tutto simili a quelle già registrate nell'emisfero australe e che sono del tutto ininfluenti dal punto di vista dell'aggressività della malattia e per la risposta al vaccino o ai farmaci. Qualche caso grave purtroppo era atteso, sapevamo che l'influenza A avrebbe continuato a circolare e proprio per questo il vaccino utilizzato quest'anno ne prevede l'immunizzazione". Con l'arrivo del picco influenzale e con l'aumento dei casi crescerà quindi la possibilità di qualche nuova vittima. "L'anno scorso, visto che il picco era stato anticipato a novembre - ha detto Rezza - in questo periodo si contavano già circa 200 morti" su circa 260 decessi registrati complessivamente a fine stagione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 18/01/2011 - 17:55 
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Influenza A/H1N1: in aumento il numero delle vittime. Altri 3 decessi

(IAMM) Continua a salire il numero delle vittime dell'influenza A. Ancora una volta la regione colpita è stata la Puglia dove la malattia ha aggravato le condizioni di salute, già compromesse da altre patologie, di due persone.
Come riportato su 'La Repubblica di Bari' online, si tratta di una donna di 62 anni, deceduta all'ospedale di Adria, affetta da problemi al cuore e mieloma, e di un uomo della stessa età, con insufficienza respiratoria, morto agli Ospedali Riuniti di Foggia. Affetta dal virus A/H1N1 anche una donna 67enne di Trieste, deceduta nell'ospedale di Cattinara, a Trieste, ed a quanto pare già gravemente malata.



E siamo già a nove nel 2011.

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