La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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MessaggioInviato: 04/12/2009 - 06:29 
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Influenza A, aggiornamento di giovedì: 111 vittime in Italia




ROMA - Sono 111 le vittime in Italia causate dal virus della nuova influenza A/H1N1. E' quanto emerge dal bollettino di giovedì del ministero del Welfare. La percentuale delle vittime sul totale dei malati di influenza A è dello 0,0032% contro lo 0,2% della normale influenza. La Campania si conferma la regione dove finora è più alto il numero di decessi: 27. Seguono il Lazio con 13; la Calabria con nove; la Lombardia ed il Veneto con otto; l'Emilia Romagna, il Piemonte e la Puglia con sette; e la Sicilia con sei.



I casi stimati nella 48esima settimana sono 400mila, per un totale di 3.438.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza Influnet (43esima settimana: 19-25 ottobre). Il valore dell'incidenza totale delle sindromi influenzali è pari a 6,64 casi per mille assistiti, in forte flessione rispetto al valore osservato nella settimana precedente (11,19 casi per mille assistiti). Le Regioni hanno segnalato al Ministero 730 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 391 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,011 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A.



Le Regioni dove si è registrato il maggior numero di casi rispetto alla popolazione in osservazione sono la Sardegna con un incidenza del 3,2%, le Marche (2.5%), e il Friuli Venezia Giulia (1.5%) La fascia di età più colpita continua ad essere quella pediatrica (0-14 anni), con un'incidenza pari a 17,44 casi per mille assistiti (17,44 per mille nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 17,79 per mille nella fascia 5-14 anni). Nella fascia di età 15-64 anni l'incidenza è pari a 4,41 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 1,14 casi per mille assistiti . Si osserva un calo dell'incidenza in ogni fascia di età anche se più accentuata nelle fasce pediatriche in cui l'incidenza si e' quasi dimezzata.



Il primo dicembre si è conclusa la sesta distribuzione di vaccini pandemici, di 1.138.900 dosi di vaccino pandemico, in confezionamento pluridose alle Regioni e Province Autonome. Complessivamente, tra il 12 ottobre ed il 1° dicembre le dosi consegnate alle Regioni sono state 5.030.851. La prossima distribuzione, per un totale di 2.692.530 dosi (di cui 239.730 monodosi) avra' inizio venerdì. Entro la fine del mese di dicembre 2009 si prevede la consegna di un totale di 10 milioni di dosi di vaccino pandemico, in vario tipo di confezionamento. Al 29 novembre le persone vaccinate erano almeno 611.425.

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MessaggioInviato: 10/12/2009 - 06:13 
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Influenza A: stazionarie ma critiche condizioni uomo
Ancora non e' stata accertata la positivita' al virus H1N1



(ANSA) - PISA, 8 DIC - Stazionarie, anche se molto critiche, le condizioni del paziente 44enne, pisano, sottoposto da ieri alla ventilazione extracorporea.

L'uomo, che soffre di asma e allergia, e' stato trasferito dal Santa Chiara nell'Unita' operativa di anestesia e rianimazione cardiotoracica del Cisanello. L'uomo sta rispondendo positivamente all'intervento della macchina 'cuore-polmoni' per garantire l'ossigenazione del sangue. La positivita' al virus H1N1 non e' ancora stata accertata.

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MessaggioInviato: 10/12/2009 - 07:15 
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Influenza A, aggiornamento di mercoledì: 137 le vittime in Italia



ROMA - Sale a 137 il numero dei morti in Italia causati dal virus della nuova influenza A/H1N1. E' quanto emerge dal bollettino di mercoledì del ministero del Welfare. La percentuale delle vittime sul totale dei malati di influenza A è dello 0,0033% contro lo 0,2% della normale influenza. La Campania si conferma la regione dove finora è più alto il numero di decessi: 30.

Seguono la Puglia con 18 vittime, il Lazio con 14; la Calabria con 13; l'Emilia Romagna e la Sicilia con 9; la Lombardia, il Piemonte e il Veneto con otto; l'Umbria con cinque; la Toscana con quattro; la Liguria ed il Molise con 3; e l'Abruzzo con 2. Un decesso in Basilicata, Marche e la Provincia autonoma di Bolzano.

I dati confermano per la terza settimana consecutiva un calo degli accessi al pronto soccorso, così come dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta per tutte le fasce d'età. Dalle Regioni sono stati segnalati al ministero 764 ricoveri in ospedale per casi gravi di influenza, di cui 410 hanno avuto bisogno dell'assistenza respiratoria, pari allo 0,011% del totale dei contagiati che risultano 3,4 milioni dal 19 ottobre, data di inizio della sorveglianza.

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MessaggioInviato: 10/12/2009 - 09:12 
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Tu vedi cose che esistono
e ti chiedi: perché?

Io sogno cose mai esistite
e mi chiedo: perché no?

(G.B.Shaw)


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MessaggioInviato: 11/12/2009 - 06:26 
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In Francia un gatto contaminato dal virus H1N1
Viveva in una famiglia affetta dalla malattia



PARIGI - Un gatto è stato contaminato in Francia dal virus dell'influenza A/H1N1: lo ha annunciato il Direttore generale della sanità Didier Houssin in un incontro con la stampa. La contaminazione con il virus H1N1 è stata confermata dalle analisi, ha precisato Houssin. Il gatto, che viveva in una famiglia affetta dall'influenza, ha sviluppato una broncopolmonite.

«Sono stati già osservati casi di questo genere all'estero in allevamenti di maiali, anche fra i cani, in Cina recentemente, e poi di un gatto negli Stati Uniti», ha ricordato Houssin. «Il miglior modo di evitare questo è che le persone che hanno animali domestici si facciano vaccinare», ha sottolineato il Direttore generale della sanità.
L'Istituto nazionale di vigilanza sanitaria ieri ha annunciato altri 11 decessi per il virus, portando a 118 le bilancio dei morti dall'inizio dell'epidemia in Francia e nei territori d'Oltremare.

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MessaggioInviato: 13/12/2009 - 08:48 
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INFLUENZA A: 3,4 MLN DI CASI, IN SARDEGNA MAGGIORE INCIDENZA

(AGI) - Roma, 11 dic. - Sono 142 in Italia le vittime dell’influenza A, mentre 439 sono i casi gravi che hanno necessita’ di assistenza respiratoria. Sono gli ultimi dati forniti dal ministero della Salute nel bollettino quotidiano sulla pandemia. I nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 49° settimana sono 224.000, per un totale di 3.438.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza Influnet (43° settimana: 19-25 ottobre). Per un conteggio totale dallo scorso mese di Maggio, a questi vanno aggiunti i circa 17.000 casi registrati precedentemente da altri sistemi di sorveglianza per un totale di 3.455.000 casi. Il valore dell’incidenza totale delle sindromi influenzali nella settimana 49 e’ pari a 3,73 casi per mille assistiti, in forte flessione rispetto al valore osservato nella settimana precedente (6,68 casi per mille assistiti). Le Regioni dove nella settimana 49 si e’ registrato il maggior numero di casi rispetto alla popolazione in osservazione sono la Sardegna con un incidenza del 2,0 per cento , Marche (1,1%), Friuli Venezia Giulia (0,6%),Provincia Autonoma di Trento(0,6%). La fascia di eta’ piu’ colpita e’ sempre quella pediatrica (0-14 anni), con un’incidenza pari a 9,63 casi per mille assistiti nella fascia dei bambini piu’ piccoli di 0-4 anni e 7,94 per mille nella fascia 5-14 anni). Nella fascia di eta’ 15-64 anni l’incidenza e’ pari a 2,88 e tra gli individui di eta’ pari a 65 anni e oltre a 0,84 casi per mille assistiti . Si osserva un calo dell’incidenza in ogni fascia di eta’ anche se piu’ accentuata nelle fasce pediatriche in cui l’incidenza si e’ quasi dimezzata. Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 811 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,012 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. La percentuale delle vittime correlate all’influenza A e’ stata aggiornata rispetto al numero totale di casi stimati da Influnet ed e’ pari a 0,0039 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Ancora scarsa l’adesione alla vaccinazione: nell’ultima settimana sono state somministrate 52.662 dosi, mentre dall’inizio della campagna vaccinale complessivamente sono state somministrate, per le categorie considerate prioritarie per la prima fase della vaccinazione, 689.172 prime dosi e 5.730 seconde dosi, su oltre sette milioni di dosi gia’ distribuite alle regioni. Gli operatori sanitari e sociosanitari che si sono vaccinati sono 153.852, pari al 14,64% del totale. (AGI)

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MessaggioInviato: 13/12/2009 - 08:49 
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Nuova influenza/ Ministero Salute: 142 morti accertati in Italia
La percentuale delle vittime è pari a 0,0039 per cento dei malati


Roma, 12 dic. (Apcom) - I morti accertati della nuova influenza umana in Italia sono 142, lo 0,0039% dei malati, mentre sono 811 i ricoveri in ospedale per casi gravi, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria, ma continuano a diminuire i contagi, lo riferisce il bollettino ufficiale del ministero della Salute. Alle ore 17,00 di ieri, 11 dicembre - si legge nel bollettino - le vittime correlate alla nuova influenza A sono 142, di cui 32 in Campania, 18 in Puglia, 14 nel Lazio, 13 in Calabria, 11 in Sicilia, 9 in Emilia Romagna, 9 in Lombardia, 8 in Piemonte, 8 in Veneto, 5 in Umbria, 4 in Toscana, 3 in Molise, 3 in Liguria, 2 in Abruzzo, 1 nelle Marche, 1 in Basilicata, uno nella Provincia autonoma di Bolzano. La percentuale delle vittime correlate all'influenza A è stata aggiornata rispetto al numero totale di casi stimati da Influnet ed è pari a 0,0039 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Le Regioni, inoltre, hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 811 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,012 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. Il totale dei casi stimati di influenza dall'inizio della pandemia al 6 dicembre è 3.650.000. Nella 49esima settimana (30 novembre - 6 dicembre) il valore dell'incidenza totale delle sindromi influenzali è pari a 3,73 casi per mille assistiti, in forte flessione rispetto alla settimana precedente (6,68 casi per mille assistiti). La fascia di età più colpita è sempre quella pediatrica (0-14 anni), con un'incidenza pari a 9,63 casi per mille assistiti nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 7,94 per mille nella fascia 5-14 anni). Nella fascia di età 15-64 anni l'incidenza è pari a 2,88 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 0,84 casi per mille assistiti. Ma - sottolinea il ministero - si osserva un calo dell'incidenza in ogni fascia di età anche se più accentuata nelle fasce pediatriche in cui l'incidenza si è quasi dimezzata. La rete sentinella di strutture di pronto soccorso ha segnalato inoltre che dal 30 novembre al 6 dicembre, il 5,4 % di tutte le persone che si sono rivolte ai pronto soccorso è stato visitato per sindrome respiratoria acuta. Di questi, il 26% è stato ricoverato. Si conferma così per la terza settimana consecutiva la riduzione degli accessi al pronto soccorso e del numero dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta, per tutte le fasce d'età. Nella 49esima settimana sono state somministrate 52.662 dosi. Dall'inizio della campagna vaccinale, complessivamente sono state somministrate, per le categorie considerate prioritarie per la prima fase della vaccinazione, 689.172 prime dosi e 5.730 seconde dosi.

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immunizzato il 14% del personale sanitario e l’11% delle donne incinte
Virus A, si vaccinano in pochi
Utilizzata solo una dose ogni 70

Contagi in calo, ma Fazio avverte: «Può arrivare una seconda ondata»


MILANO - L'estate scorsa il Ministe­ro della salute parlava di 48 milioni di do­si di vaccino anti-influenza A da sommini­strare alla popolazione italiana in due tranche , una prima di Natale e una dopo. E firmava il primo contratto di acquisto. Obiettivo: proteggere 24 milioni di cittadi­ni dal virus H1N1. Al 6 dicembre 2009, le persone vaccinate risultavano 689.172, 5.730 di queste anche con la seconda do­se, come previsto dall’Agenzia italiana per il farmaco. In altre parole: finora è sta­ta utilizzata circa una dose ogni 70 ordina­te. I dati sono ufficiali e si possono legge­re nel comunicato n˚ 586 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche so­ciali, rintracciabile anche sul sito Inter­net. Se si guardano le cifre più nel detta­glio, si scopre che la copertura delle cate­gorie a rischio si aggira attorno al 14% per gli operatori sociosanitari (compresi i me­dici) e all’11 per le donne in gravidanza. Gli italiani non hanno creduto, finora, nel­la vaccinazione contro l’influenza A e, di fronte a un’epidemia che potrebbe rivelar­si la più mite della storia — secondo dati ottimistici, ma supportati da una accurata ricerca dell’università Usa di Harvard pub­blicata su Plos —, hanno preferito lavarsi le mani. Letteralmente, perché sembrano avere avuto più successo dell’immunizza­zione i suggerimenti «igienici» di Topo Gi­gio.

Non solo in Italia
Ma gli italiani non sono i soli ad avere snobbato il vaccino. Gli australiani, che per primi si sono confrontati con il nuovo virus nei mesi scorsi, resistono alla cam­pagna di immunizzazione gratuita, previ­sta dal governo contro un’eventuale se­conda ondata di infezioni. Anche in Ger­mania la vaccinazione si è rivelata un flop e solo il 5% della popolazione si è vaccina­ta (il 15% dei medici), così il governo sta progettando di vendere il surplus delle 50 milioni di dosi acquistate a Paesi che ne hanno bisogno; per esem­pio l’Ucraina, che ha mo­strato un certo interesse. E in tutta Europa, tranne che in Francia, l’influenza ha or­mai raggiunto il suo picco, secondo i dati dell’Oms.

Il contratto
C’è da chiedersi adesso che cosa succederà in Italia. Il pri­mo contratto che il governo ha stipulato con un’azienda pro­duttrice, la Novartis, è datato 21 agosto 2009 e si riferisce al pro­dotto Focetria (la seconda azien­da fornitrice di vaccini è la Sano­fi Pasteur che produce il Celva­pan). Un contratto in parte «segre­to »: la cifra che lo Stato deve paga­re alla ditta farmaceutica per l’ac­quisto è «omissis» (secondo indi­screzioni si aggirerebbe attorno ai 200 milioni di euro, come riferito da un articolo del Corriere del 15 ot­tobre), ma in compenso lo Stato si accolla i risarcimenti per eventuali danni da vaccina­zione. Adesso il rischio è quello di buttare via soldi e vaccino, nonostante il vicemini­stro Fazio abbia appena firmato un’ordinan­za per estendere l’offerta vaccinale anche ai sani, fra i sei mesi e i 17 anni di età, e agli adulti a rischio sopra i 65 anni, convinto che nel nuovo anno «il virus si ripresenterà con un altro picco». Se il vaccino non verrà utilizzato, non potrà, presumibilmente, es­sere conservato per l’anno prossimo dal momento che, come il virus dell’influenza stagionale, anche quello della nuova in­fluenza andrà incontro a modificazioni che via via richiederanno aggiustamenti nella composizione del vaccino stesso. Ma per­ché la vaccinazione è andata a rilento e le persone non hanno risposto all’invito delle autorità sanitarie? Il Ministero della salute, interpellato, non commenta, ma si possono ipotizzare al­cune spiegazioni. «La prima sta in un problema tecnico — dice Ovidio Bri­gnoli, vicepresidente della Simg, la so­cietà italiana che raccoglie i medici di famiglia, e membro dell’Unità di crisi per l’influenza del ministero —. L’in­tenzione del ministero era quella di coinvolgere i medici di famiglia, poi sono entrate in gioco le Regioni. Il vaccino è multidose e si rischiava­no sprechi, coinvolgendo i medici invece che i servizi delle Asl». Sol­tanto la Regione Toscana ha dele­gato ai medici la vaccinazione, e la percentuale, in termini di ade­sione alla campagna, non è risul­tata diversa da quella delle altre Regioni. «Quando i problemi or­ganizzativi sono stati superati — continua Brignoli — i casi di influenza hanno comincia­to a diminuire. E parallelamen­te la richiesta di vaccinazione. Rischiamo così di ritrovarci in casa milioni di dosi di antinfluenzale inutilizzabili».

La diffidenza
Si ha però l’impressione che una certa diffidenza della gente nei confronti del vac­cino, a fronte di un’epidemia tutto somma­to — e almeno finora — lieve, abbia contri­buito al flop della campagna, in Italia come all’estero. Complici siti Internet e blog che hanno rilanciato dubbi e preoccupazioni su adiuvanti, tipo squalene, e additivi, tipo tio­mersale, che hanno ipotizzato connivenze fra industrie e governi e che hanno accusa­to l’Organizzazione Mondiale della Sanità di avere esagerato con gli allarmismi. «Sicu­ramente va registrata una certa perdita di fiducia nella medicina e nell’informazione ufficiale — conclude Brignoli — a vantag­gio di chi offre pareri sul Web, spesso non 'accreditati'».


Adriana Bazzi

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MessaggioInviato: 16/12/2009 - 06:50 
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Nuova influenza/ Ministero Salute: 146 morti accertati in Italia
Quattro in più rispetto a ieri, invariati i ricoveri




Roma, 14 dic. (Apcom) - Sono 146 i morti accertati della nuova influenza umana in Italia, quattro in più rispetto a ieri, che segnava una stabilizzazione delle vittime a 142 dall'11 dicembre, ma non si segnalano nuovi ricoveri. Alle ore 17,00 del 14 dicembre - si legge nel bollettino ufficiale del ministero della Salute - le vittime correlate alla nuova influenza A sono 146, di cui 32 in Campania, 18 in Puglia, 15 in Calabria, 14 nel Lazio, 11 in Sicilia, 9 in Emilia Romagna, 9 in Lombardia, 8 in Piemonte, 8 in Veneto, 5 in Umbria, 4 in Toscana, 4 in Liguria, 3 in Molise, 3 in Abruzzo, 1 nelle Marche, 1 in Basilicata, uno nella Provincia autonoma di Bolzano. Si aggiungono così quattro vittime rispetto al bilancio di ieri, due in Calabria, una in Abruzzo, una in Liguria. La percentuale delle vittime correlate all'influenza A è pari a 0,0042 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al ministero 811 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria. Numeri che restano invariati dall'11 dicembre.

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Influenza A H1/N1: sono 153 i morti accertati in Italia


Influenza suina. Le vittime in Italia correlate alla nuova influenza A/H1N1 sono fino a ieri 153. Lo ha reso noto il bollettino quotidiano del ministero della Salute. Martedì il bilancio era di 149. Restano fermi a 811, dall'11 dicembre, i casi segnalati fino a ieri dalle Regioni al ministero di ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 439 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,012 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A.
Per oggi, giovedì 17 dicembre, - avvertiva il ministero - insieme all'aggiornamento settimanale dellincidenza delle sindromi influenzali, sarà fornito anche un dato complessivo dei decessi in funzione di una riclassificazione operata dalle Regioni.

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Nuova influenza/ Ministero: ad oggi 182 vittime accertate
Riclassificazione è in corso. Entro dicembre 10 mln dosi vaccino




Roma, 21 dic. (Apcom) - Alle 17 dei oggi il dato complessivo dei decessi per nuova influenza in Italia, in base ad una riclassificazione ancora in opera da parte delle Regioni è pari a 182 vittime. Lo comunica il ministero della Salute nel quotidiano bollettino di aggiornamento della situazione precisando che "tale numero comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l'accertamento dell'infezione da nuovo virus A/H1N1". La percentuale delle vittime correlate all'influenza A è stata aggiornata rispetto al numero totale di casi stimati da Influnet ed è pari a 0,0047 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 832 ricoveri in ospedale per casi severi di influenza, di cui 448 hanno richiesto assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,012 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. Nella 50esima settimana sono state somministrate 35.305 dosi. Dall'inizio della campagna vaccinale, complessivamente sono state somministrate, per le categorie considerate prioritarie per la prima fase della vaccinazione, 749.842 prime dosi e 12.257 seconde dosi. Gli operatori sanitari e sociosanitari che si sono vaccinati sono 156.309, pari al 15% del totale. Alle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza sono state somministrate 21.376 dosi (pari al 11% del totale), alle persone di età compresa tra 6 mesi e 65 anni con condizioni di rischio sono state somministrate 470.514 dosi (11%) mentre ai bambini nati pretermine 1.378 dosi (7%). Alcune Regioni hanno già iniziato a vaccinare bambini e giovani adulti tra 6 mesi e 17 anni senza condizioni di rischio (9.773 dosi) e i portatori di almeno una delle condizioni di rischio di età superiore ai 65 anni (6.305 dosi). Infine, si è conclusa l'8 dicembre la settima distribuzione alle Regioni e Province Autonome di vaccini pandemici. Le dosi consegnate alle Regioni e Province Autonome a partire dal 12 ottobre sono 7.423.851. Entro la fine di dicembre si raggiungeranno circa 10 milioni di dosi.


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Influenza A: pochissimi coloro che si sono vaccinati
di Stefania Taruffi


E’ recente la notizia di un bambino di 9 anni, piuttosto fragile di salute, deceduto in Francia dopo la somministrazione del vaccino contro l’influenza A. La magistratura francese ha aperto un’indagine. Anche un altro cittadino italiano è morto, ma l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) non ha correlato il decesso al vaccino, perché la persona aveva patologie pregresse. Sempre l’Aifa ha segnalato 190 reazioni avverse che si sono manifestate dopo la vaccinazione, ma sembrano essere simili a quelle dei vaccini stagionali (cefalea, febbre, dolori articolari). Il tema del vaccino contro l’influenza A è controverso, poiché le persone a rischio e soprattutto i medici che dovrebbero consigliarne la somministrazione, continuano ed essere molto scettici, non solo per la mancanza o per la contraddittorietà delle informazioni riguardo alla sua sicurezza, ma soprattutto perché solo pochi hanno reputato necessario vaccinarsi e far vaccinare contro un’influenza che attualmente sembra essere una fra le più miti degli ultimi tempi. Internet ha certamente contribuito al fallimento della campagna, diffondendo preoccupazioni e incertezze sia sugli adiuvanti come lo squalene, reputato rischioso, sia sulle presunte connivenze fra governi e industrie farmaceutiche coinvolte. Tuttavia nessuna autorità si è esposta con dichiarazioni chiare e trasparenti per placare gli animi su queste argomentazioni, fornendo dettagli e informazioni precise, atti a fugare i dubbi al riguardo. Anche le aziende farmaceutiche non hanno reso noti i prezzi pagati dagli Stati per l’acquisto delle dosi, ma si parla di cifre molto alte e prezzi fuori mercato data l’urgenza. Sembra inoltre che i vaccini inutilizzati quest’anno, non potranno più essere impiegati il prossimo in quanto, come la stagionale, anche l’influenza A sarà soggetta a mutazioni che renderanno necessarie delle modifiche alla formula del vaccino.

Una recente ordinanza firmata dal neo ministro della Salute Fazio ha “esteso l’offerta vaccinale anche ai sani, fra i sei mesi e i 17 anni di età, e agli adulti a rischio sopra i 65 anni”, nella convinzione che nel nuovo anno “il virus si ripresenterà con un altro picco”. Sempre il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, nell’ultimo aggiornamento del 19 dicembre informa sulla situazione: “Dall’inizio della campagna vaccinale, sono state distribuite 7.423.851 dosi di vaccino. Entro la fine di dicembre si raggiungeranno circa 10 milioni di dosi. Complessivamente sono state somministrate 749.842 prime dosi e 12.257 seconde dosi”. Lo Stato italiano però ha affrontato la pandemia acquistando 48 milioni di dosi per proteggere 24 milioni di cittadini dal virus A(H1N1); tra questi figuravano soprattutto le categorie considerate ‘a rischio’: tra queste gli operatori socio sanitari (inclusi i medici), che però non hanno creduto in questa campagna e solo il 14% di essi si è vaccinato. E le donne in gravidanza, tra le quali è prevalsa la cautela e solo l’11% si è vaccinato.
D’altra parte vi sono pareri discordanti e contraddittori sull’utilizzo del vaccino per questa categoria. La Francia ad esempio suggerisce di non usare vaccini adiuvati nelle donne in gravidanza e anche gli Stati Uniti hanno bandito lo squalene dai vaccini. In Italia è disponibile, almeno per ora, soltanto un vaccino adiuvato, il Focetria, quindi nel dubbio molte donne incinta non si sono vaccinate. Sempre secondo le nostre fonti ministeriali “il totale di casi stimati di influenza dall’inizio della pandemia al 19 dicembre sono 3.777.000 e il totale delle vittime italiane correlate alla nuova influenza A/H1N1è di 178. Il totale delle vittime mondiali, sempre a questa data, ammonta a 11.877, di cui 1.570 in Europa (fonte ECDC).

Le fonti ministeriali informano che a gennaio dovrebbe arrivare il secondo picco influenzale, ma la maggior parte dei cittadini non sarà protetta dal vaccino. Resta il forte dubbio che in realtà moltissime persone, soprattutto i bambini, non conteggiati nelle cifre ministeriali, in quanto non hanno fatto i test, abbiano già contratto il virus, immunizzandosi. Intanto l’unico ad aver avuto voce in capitolo in tutta questa faccenda resta Topo Gigio, testimonial della campagna di prevenzione contro l’influenza A e da quando è in tv, tutti i bambini si lavano le mani e le disinfettano con più frequenza.
Quantomeno un obiettivo sarà stato raggiunto: una maggiore sensibilità dei cittadini all’igiene personale. Un insegnamento pagato caro, ma almeno è servito a qualcosa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 13/01/2010 - 06:30 
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Era originaria di Pietrasanta (Lucca)
Influenza A, muore una trentenne a Pisa: non soffriva di altre patologie



Pisa - (Adnkronos/Ign) - La donna, 32 anni con una figlia di 3 anni, era ricoverata dallo scorso 23 dicembre all'ospedale Cisanello. Dalle commissioni bancarie al 'test fai da te' per il virus A. Scatta la corsa alle class action


Pisa, 10 gen. - (Adnkronos/Ign) - Una donna di 32 anni è morta a causa dell'influenza A, all'ospedale Cisanello di Pisa. La vittima, spiega l'Asl locale in una nota, era ricoverata dal 23 dicembre scorso, e non soffriva di altre patologie. Sposata con una figlia di 3 anni, la donna era stata ricoverata a causa di un'insufficienza respiratoria acuta causata dal virus dell'influenza A/H1N1. Era stata curata con l'Ecmo, la strumentazione che permette la respirazione extracorporea Annunci Google

La paziente, originaria di Pietrasanta (Lucca), e' deceduta ieri sera alle 20.30. La donna era stata sottopostsa alla circolazione extracorporea per l'ossigenazione del sangue, spiega la Asl, ma nonostante oltre due settimane di trattamento, i polmoni non hanno mostrato segni di miglioramento e nella serata di ieri la paziente è deceduta.

In Italia salgono così a 204 i morti per l'influenza A mentre dall'inizio del 2010 la trentenne deceduta a Pisa è la quarta vittima per il virus A/H1N1.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
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Influenza A, tornano ad aumentare i casi

ROMA - L'influenza A non è finita. Con il nuovo anno, infatti, sono tornati ad aumentare i casi in Italia, dopo alcune settimane di diminuzione progressiva dell'incidenza seguito al picco raggiunto a metà novembre. E' quanto ha reso noto il sistema di monitoraggio Influnet dell'Istituto Superiore di Sanità. Nella prima settimana del 2010 si è registrata un'incidenza dell'1,30 per mille assistiti, contro l'1,23 della settimana precedente.
In totale, i casi in Italia dall'inizio della pandemia sono stati 4.120.000, con 210 decessi. E' la fascia pediatrica (0-14 anni) quella più colpita, con un'incidenza pari a 1,81 casi per mille assistiti (2,34 per mille nella fascia dei bambini più piccoli di 0-4 anni e 1,55 per mille nella fascia 5- 14 anni).

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 Oggetto del messaggio: Re: Una pandemia?
MessaggioInviato: 18/01/2010 - 06:26 
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H1N1, IL VACCINO
Vaccino per il virus H1N1, Novartis-Governo Ecco il contratto segreto

di Adele Sarno



Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate, sui tempi di consegna, sui prezzi. Ma l'accordo tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto

Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’accordo con il ministero della Salute. Ma solo fino a quando ciò sia ritenuto "ragionevole". E ancora, se il siero vaccinale è dannoso per la salute “il Ministero è tenuto a tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole, se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Infine, se il prodotto non viene consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, è ancora il Ministero a pagare. Il forfait è di 24 milioni di euro netti.

Il contratto tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto. Lo pubblica il sito del mensile Altreconomia, proprio adesso che Ferruccio Fazio, ministro della Salute, in un'interrogazione ha annunciato che ha annullato metà delle dosi che avrebbe dovuto ricevere dalla Sanofi, cioè 24 milioni.

Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate dalla Novartis, sui tempi di consegna, sui prezzi. L’unica cosa nota dell’accordo con la multinazionale era che la Corte dei conti aveva 'bacchettato' il governo perché colpevole di aver accettato clausole troppo favorevoli all'azienda. Fra queste l'assenza di penali, l'acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite.

Il contratto è stato firmato il 21 agosto 2009 tra il direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e l'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Nel testo si regolamenta l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa. Di queste sono state prodotte e consegante dieci milioni di dosi. Mentre quelle usate sono quasi 900 mila. Il contratto si può leggere e scaricare, sebbene ci sia la presenza di omissis.

Nell’articolo 1 si stabilisce che Novartis è obbligata a produrre e a rispettare il contratto ma solo fino a quando ciò sia ‘ragionevole’. Dove per ‘sforzi commercialmente ragionevoli’ si intende che l’azienda si impegna ad adempiere all’incarico ma che laddove intervengano ‘fattori esulanti dal pieno controllo della Novartis’ l’accordo decade, e lo Stato paga lo stesso (art.3.1).

Tra questi: “La disponibilità di uova e di altri materiali e il successo delle sperimentazioni cliniche necessarie a convalidare le caratteristiche di sicurezza e immunogenicità del prodotto”.

La confezione? Decide l’azienda. Ancora, il ministero non è autorizzato ad apportare modifiche alla confezione né a oscurare marchi su di essa. Alterare, oscurare, rimuovere o manomettere il marchio commerciale.

La consegna e la spedizione. La multinazionale – si legge nell’articolo 3 – si impegna a consegnare entro una data concordata il vaccino, ma qualora non sia in grado di consegnare il prodotto basta una comunicazione al Ministero sette giorni prima della scadenza, per ottenere un rinvio concordato tra le parti. E se il ministero si dovesse trovare impossibilitato a ritirare il prodotto Novartis potrà rivenderlo ad altri clienti o fatturare al ministero quanto non ritirato, con la possibilità di rivenderlo comunque dopo 90 giorni.

Articolo 4: garanzie e indennizzi. E se dall’assunzione del vaccino deriva un danno alla salute? L’azienda non è responsabile. Si legge nell’articolo 4.6: “Il Ministero è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole se il vaccino è dannoso paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione.

Prezzo. Il prezzo per ciascuna dose di vaccino è pari a 7 euro. Totale: 168 milioni di euro più iva. Il ministero dovrà pagare entro 60 giorni dall'emissione della fattura, su un conto corrente del Monte dei Paschi di Siena (articolo 5).

Cause di forza maggiore. Ministero e azienda non sono responsabili l’uno nei confronti dell’altra se intervengono cause di forza maggiore. Quelle che limitano le responsabilità di Novartis vengono estese a situazioni che dovrebbero invece essere garantite da Novartis, come "epidemie e pandemie", "atti di qualsiasi autorità pubblica", "atti di enti sopranazionali”, come per esempio l'Oms (art. 8.3).

Durata e risoluzione (9.3). Nel caso in cui il vaccino non possa essere consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, il ministero paga Novartis con un forfait: 24 milioni di euro netti. E per chiudere, nell’articolo dieci, le parti si impegnano a mantenere assoluto riserbo sulle informazioni riservate..

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