La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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MessaggioInviato: 15/05/2014 - 04:08 
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Iscritto il: 19/06/2007 - 07:57
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Artico mai così caldo negli ultimi 44mila anni
Lo rivela la datazione al radiocarbonio di muschi millenari



Nell'Artico, o almeno in quello canadese, un'estate calda come quella del 2013 non si vedeva da 44mila anni. Lo sostengono i ricercatori dell'università del Colorado, che hanno datato al radiocarbonio diversi campioni di muschio rimasti 'intrappolati' nel ghiaccio per migliaia di anni e ora venuti alla luce sull'isola di Baffin, nell'Artico canadese orientale.

Stando allo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, gli esperti hanno raccolto 365 campioni di materiale biologico recentemente venuti allo scoperto in 110 zone diverse lungo un asse di mille chilometri a varie altitudini. Per la maggior parte dei campioni la datazione al radiocarbonio ha indicato un'età di 5mila anni, ma alcuni esemplari di muschio risultano essere stati sepolti dal ghiaccio da 24mila a 44mila anni fa.

Tali esemplari di muschio, spiegano i ricercatori, sarebbero stati distrutti dall'erosione se fossero venuti alla luce in precedenza, e per questo si può dedurre che nell'Artico non è mai stato così caldo da quando questi muschi sono stati sepolti dal ghiaccio. In alcune aree dell'Artico canadese orientale le temperature odierne non sono mai state raggiunte negli ultimi 5mila anni, e in altre aree si deve risalire a 44mila anni fa per trovare un caldo simile.

''Il grande arco di tempo in cui queste piante sono state sepolte nel ghiaccio, e la loro attuale esposizione, sono la prima prova diretta che il caldo estivo raggiunto oggi nell'Artico canadese orientale supera il picco di calore registrato all'inizio dell'Olocene'', ha detto Gifford Miller dell'università del Colorado. ''Le nostre scoperte sono una prova ulteriore che le emissioni antropiche di gas a effetto serra hanno causato un caldo estivo senza precedenti, ben superiore a quello attribuibile alla variabilità naturale del clima''.


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MessaggioInviato: 15/05/2014 - 15:20 
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Iscritto il: 20/08/2008 - 08:54
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Località: Provvisoriamente definitiva: la terra di Arlecchino e dei Tasso
blade ha scritto:
Artico mai così caldo negli ultimi 44mila anni
Lo rivela la datazione al radiocarbonio di muschi millenari



Nell'Artico, o almeno in quello canadese, un'estate calda come quella del 2013 non si vedeva da 44mila anni. Lo sostengono i ricercatori dell'università del Colorado, che hanno datato al radiocarbonio diversi campioni di muschio rimasti 'intrappolati' nel ghiaccio per migliaia di anni e ora venuti alla luce sull'isola di Baffin, nell'Artico canadese orientale.

Stando allo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, gli esperti hanno raccolto 365 campioni di materiale biologico recentemente venuti allo scoperto in 110 zone diverse lungo un asse di mille chilometri a varie altitudini. Per la maggior parte dei campioni la datazione al radiocarbonio ha indicato un'età di 5mila anni, ma alcuni esemplari di muschio risultano essere stati sepolti dal ghiaccio da 24mila a 44mila anni fa.

Tali esemplari di muschio, spiegano i ricercatori, sarebbero stati distrutti dall'erosione se fossero venuti alla luce in precedenza, e per questo si può dedurre che nell'Artico non è mai stato così caldo da quando questi muschi sono stati sepolti dal ghiaccio. In alcune aree dell'Artico canadese orientale le temperature odierne non sono mai state raggiunte negli ultimi 5mila anni, e in altre aree si deve risalire a 44mila anni fa per trovare un caldo simile.

''Il grande arco di tempo in cui queste piante sono state sepolte nel ghiaccio, e la loro attuale esposizione, sono la prima prova diretta che il caldo estivo raggiunto oggi nell'Artico canadese orientale supera il picco di calore registrato all'inizio dell'Olocene'', ha detto Gifford Miller dell'università del Colorado. ''Le nostre scoperte sono una prova ulteriore che le emissioni antropiche di gas a effetto serra hanno causato un caldo estivo senza precedenti, ben superiore a quello attribuibile alla variabilità naturale del clima''.


Le osservazioni sui tempi lunghi hanno sicuramente la loro validità ma... noi siamo più propensi a vedere l'immediato.
... come il fatto che certamente l'inverno scorso non è stato un gran che freddo ma anche questa primavera è fortemente atipica ...

_________________
Il cielo è come i numeri, non finisce mai.
(EmmaE detta Emmina)


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MessaggioInviato: 17/05/2014 - 09:27 
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Iscritto il: 19/06/2007 - 07:57
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Noaa, il 2013 quarto anno più caldo dal 1880
Temperatura media Pianeta di 14,52 gradi Celsius

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Il 2013 si aggiudica il quarto posto nella Top Ten degli anni più caldi mai registrati, cioè dal 1880 quando sono cominciate le rilevazioni. Ad affermarlo è il rapporto annuale del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration ) precisando che l'anno scorso si piazza a pari merito con il 2003.

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Dall'analisi è emerso che nel corso del 2013 la temperatura annuale globale combinata di Terra e Mare è stata di 0,62 gradi Celsius al di sopra della media del ventesimo secolo di 13,9 gradi. Il dato conferma la tendenza ad un aumento globale della temperatura: infatti il 2013 è stato il 37/mo anno consecutivo dal 1976, in cui la temperatura globale annua è stata superiore alla media. Rimane ancora "intoccabile" la prima posizione del 2010 con il termometro globale di 0,66 gradi superiore alla media.

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Tra le aree del mondo in cui la temperatura è stata particolarmente alta figurano parti dell'Asia centrale, l'Etiopia occidentale, gran parte dell'Australia meridionale e occidentale ed anche sezioni del Mar Glaciale Artico, una grande fetta del sud-ovest dell'Oceano Pacifico e la zona centrale dell'Oceano Indiano. Nessuna regione invece ha fatto riscontrare temperature più fredde della media.

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MessaggioInviato: 27/05/2014 - 03:19 
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Iscritto il: 27/05/2009 - 15:39
Messaggi: 6403
Le ondate di calore dipendono dai ghiacci artici
La riduzione di neve e ghiaccio aumenta il rischio di eventi estremi



Le ondate di calore estive sono destinate a diventare sempre più frequenti a causa dei cambiamenti in corso della circolazione atmosferica nelle regioni artiche, dove le nevicate diventano sempre meno abbondanti. È quanto emerge dalla ricerca coordinata da Qiuhong Tang, dell'Accademia Cinese delle Scienze, e pubblicata sulla rivista Nature Climate Change.

Finora era noto che la riduzione di ghiacci e neve potesse provocare picchi di calore estivi ed eventi estremi, come piogge improvvise e violente che possono causare le cosiddette 'bombe d'acqua', e alluvioni. L'area a rischio è molto vasta e comprende Europa, Asia e gran parte del Nord America. Tuttavia il legame tra i due fenomeni non era affatto chiaro ed ora è stato individuato combinando i dati su ghiacci e nevicate con le osservazioni sulla circolazione atmosferica fatte dai satelliti.

I dati indicano che negli ultimi dieci anni le regioni artiche hanno perso circa il 75% del volume di ghiaccio marino a causa delle temperature sempre più elevate e che, nella tarda primavera, le nevicate stanno diventando sempre meno frequenti e abbondanti. Questi cambiamenti si riflettono nell'andamento delle correnti atmosferiche.
I ricercatori hanno notato che i venti nell'emisfero settentrionale diventano progressivamente più deboli e che i flussi d'aria chiamati correnti a getto (jet stream) virano verso Nord: questi fenomeni fanno sì che si creino situazioni meteorologiche stabili e che permangono a lungo, aumentando il rischio di eventi estremi.


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MessaggioInviato: 06/07/2014 - 15:46 
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Iscritto il: 15/12/2009 - 00:41
Messaggi: 1015
Dirò che questi ritrovamenti di muschio fossile, se non altro fanno abbassare il prezzi per i presepi, a Natale.
Sono ricerche che lasciano un po' il tempo e lo spazio che trovano, perchè gli effetti saranno a medio termine, quando saremo tutti morti.
A me piacerebbe, ad esempio, vedere la pianura Padana sommersa ed il Mose che non serve più a nulla.
Ostia sommersa, che gusto!
Il Bangladesh sparito, urca!
Tutte le isole vacanziere sparite, troppo forte!
Ibiza che rimane solo un modello di auto e una canzonetta... fantastico!

Senza cataclismi planetari - qui ed ora - gli allarmi degli scienziati non servono.


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