La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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MessaggioInviato: 30/08/2010 - 03:16 
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"Troppe aggressioni agli omosessuali"
In città il turismo gay perde il 30 per cento
Vladimir Luxuria "Le guide estere stanno rivedendo in negativo le loro valutazioni". L'anno prossimo il raduno europeo ma il Mario Mieli si sfila dal Pride
di GABRIELE ISMAN



"Il turismo gay a Roma cala del 30 per cento a causa delle aggressioni omofobiche, e anche le guide specializzate stanno per rivedere in negativo le loro valutazioni sulla città". Vladimir Luxuria lancia l'allarme per una Capitale sempre meno gay friendly. "Le notizie arrivate da Roma sulle ultime aggressioni hanno avuto una vasta eco all'estero, assieme alla mancata approvazione in parlamento della legge antiomofobia e all'assenza di volontà politica. Così molti gay hanno disdetto le loro prenotazioni. Il calo è valutabile attorno al 30 per cento, e comprende numerosi romani che vivono all'estero anche per motivi di lavoro ed erano soliti tornare d'estate" dice ancora Luxuria. "So anche - spiega ancora l'ex parlamentare - che guide come Spartacus, la più importante nel mondo gay e lesbo, stanno per inserire rispetto ad alcuni luoghi della città e ad alcuni comportamenti la dicitura ayor, ovvero "at your own risk", letteralmente "a vostro rischio". Per esempio viene sconsigliato l'allontanarsi a piedi dai locali per omosessuali, e il suggerimento è di prendere il taxi. La verità è che, guardando Roma dall'esterno, c'è la percezione di una scarsa sicurezza, ma la violenza contro i gay inibisce tutto il turismo".

A confermare il calo è anche il tour operator Quiiky, con le sue 400 agenzie sparse in tuta Italia specializzate in turismo per omosessuali: "Il calo si aggira attorno al 40 per cento - dice Alessio Virgili, 26 anni - ma non deriva soltanto dalle aggressioni e dalle situazioni di omofobia. Roma non è pubblicizzata come meta per il turismo gay. Gli omosessuali arrivano dall'estero e magari vanno in strutture tradizionali perché quelle per loro, quando ci sono, non vengono pubblicizzate".

Ancora Luxuria cita l'episodio dell'estate scorsa quando, a Trastevere, una coppia di ragazzi stranieri - uno statunitense e un italocolombiano - furono picchiati a sangue. "Una vicenda - ricorda l'ex parlamentare - che negli Stati Uniti ha trovato molto spazio su televisioni e giornali". "In quell'occasione - dice Fabrizio Marrazzo, presidente dell'Arcigay Roma - intervenne anche l'ambasciata americana, ma i colpevoli non sono mai stati trovati. Il calo del turismo gay? Sì, abbiamo anche noi questa percezione, ma già l'anno prossimo, a giugno, Roma ospiterà un appuntamento importante come l'Europride e quest'anno per la prima volta una guida come quella dell'Azgay ha avuto il patrocinio del Comune. Si può fare di più: a Berlino vi sono infopoint dedicati a gay e lesbiche, e forse quello che manca è un impegno più complessivo dal mondo della politica: il turismo gay è una risorsa per tutta la città". Intanto però il movimento omosessuale capitolino si è già spaccato nell'organizzazione del Gay pride che il prossimo 3 luglio partirà dalla Piramide: il circolo Mario Mieli ha annunciato che non parteciperà. "Un errore dividersi in questa fase complessa per tutto il mondo omosessuale" dice Luxuria. "Sarebbe bene essere uniti" conferma Marrazzo.


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MessaggioInviato: 31/08/2010 - 05:13 
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DI NOTTE A PADOVA
Pestati davanti al bar perché gay
e dai vestiti sembravano comunisti
Matteo D., 27 anni, ed Enrico B., 31 anni mercoledì notte stavano passeggiando abbracciati davanti a un bar di largo Europa quando sono stati brutalmente picchiati a calci e pugni da alcuni avventori seduti ai tavolini perchè "gay" e "comunisti". I medici del Pronto soccorso hanno firmato una prognosi di otto giorni ciascuno
di Enrico Ferro

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La coppia aggredita in centro a Padova

PADOVA. «Oltre che merde siete anche froci». Merde sta per «comunisti», per via dell’abbigliamento. Froci sta per «gay», visto che Enrico e Matteo stavano passeggiando abbracciati. È bastato questo a far scattare la violenza, mercoledì notte, quando due ragazzi gay sono stati brutalmente picchiati in largo Europa, davanti al «P.Bar».

Dopo i casi di Roma, anche Padova ha il suo rigurgito di omofobia. Matteo D., 27 anni e Enrico B., 31 anni, entrambi padovani, quasi stentano a credere alla situazione in cui si sono trovati nella loro città. E a due giorni di distanza il pensiero di ciò che è successo fa più male degli ematomi. Dopo essere stati in pronto soccorso (8 giorni di prognosi a testa) i due sono corsi a denunciare l’episodio negli uffici della Digos.

IL RACCONTO. «Stavamo passeggiando lungo via Matteotti per raggiungere via Giotto - raccontano - erano circa le 3 di notte. Siamo passati davanti al locale P.Bar e abbiamo visto che c’erano alcune persone sedute ai tavolini. Camminavamo abbracciati, quando abbiamo sentito ripetere per ben tre volte a voce alta la frase: “Oltre che merde siete anche froci”. A quel punto ci siamo fermati e abbiamo chiesto a quelle persone se ce l’a vevano con noi». Così è scoppiato il finimondo. «Uno di loro si è alzato e ci ha raggiunto - ricorda Matteo - dopo averci spiegato che ci considerava comunisti per il modo in cui eravamo vestiti, mi ha sferrato un pugno al viso e mi ha rotto la lente degli occhiali da vista». «Ha colpito anche me - racconta Enrico - infatti ho un dente che “dondola”. Poi mi ha colpito anche un calcio. A quel punto sono corsi lì vicino anche i suoi amici e hanno iniziato dirci di andare via, perché se restavamo lì era peggio per noi. A fatica siamo riusciti a sottrarci da quella furia, e a raggiungere finalmente via Giotto, dove ci siamo fermati a telefonare alla polizia. Purtroppo quando è arrivata la volante, al P.Bar non c’era più nessuno».


LA DENUNCIA. I due ragazzi giovedì mattina sono corsi in ospedale a farsi medicare. Gli occhiali da vista mandati in frantumi hanno causato una ferita all’occhio destro di Matteo. Ieri mattina invece hanno dovuto raccontare tutto ciò che è accaduto negli uffici della Digos. «L’aggressore aveva tra i 25 e i 27 anni, capelli corti, italianissimo. Abbiamo avuto l’impressione che fosse un ragazzo aderente ai gruppi di destra. In questura ci hanno fatto vedere alcune fotografie. Ora speriamo che le telecamere della zona abbiamo ripreso la scena e che in qualche modo si possa risalire alla sua identità».

ATTONITI. «Siamo gay e giriamo assieme ormai da tempo, ma una cosa del genere non ci è mai successa. Padova è una città aperta, quel che è successo è molto strano. È una anomalia. Di certo non ci faremo spaventare e continueremo a passeggiare abbracciati, ancora più di prima. Non abbiamo paura».

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MessaggioInviato: 25/09/2010 - 04:14 
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Picchiano due gay e rapinano uno straniero. Arrestati due militanti di estrema destra



Era accaduto a Milano il 30 maggio scorso. Oggi i due skinheads, con precedenti alle spalle, sono stati arrestati dalla Digos
Prima prendono a calci e pugni una coppia di omosessuali. Poi rapinano un cittadino di origine africana. E’ accaduto lo scorso 30 maggio, alle Colonne di S. Lorenzo, uno dei luoghi più affollati dai giovani milanesi. Questa mattina, i due militanti di estrema destra, Marco Ciampa, 41 anni, e Andrea Filippos Tatoli, 42 anni, sono stati arrestati dalla Digos.

Secondo le indagini, l’aggressione ai gay e la rapina sarebbero state il culmine di un raduno di skinhead nel milanese. Entrambi gli arrestati hanno precedenti per rissa, anche se mai a sfondo omofobico. Le indagini sono partite dalla denuncia che la coppia gay presentò qualche giorno dopo l’aggressione.

Gli agenti della Digos di Milano hanno recuperato le immagini di un’auto che fuggiva dopo l’aggressione per le strade del centro di Milano. Dal modello dell’auto sono riusciti a risalire agli aggressori. Nelle case dei due skinhead gli agenti hanno trovato tirapugni, un manganello e un coltello.

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MessaggioInviato: 01/01/2011 - 07:58 
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Roma: insultato, e colpito perché gay
Fermato uno dei presunti aggressori

ROMA (30 dicembre) - Le battutine diventano velocemente insulti. Dallo scherno si passa alla violenza, e l'aggressione, per poco, non finisce in tragedia. Un ragazzo di 22 anni è stato preso di mira da tre coetanei perchè gay, nel quartiere romano di Trastevere. Quindi è stato attaccato in modo brutale: con un coccio di bicchiere, all'orecchio. Dopo due giorni, con la divulgazione della denuncia, si arriva però anche all'identificazione dell'esecutore materiale di questa ennesima aggressione omofoba. Nell'ambito delle indagini della squadra mobile di Roma, è stato identificato, in serata, proprio chi avrebbe colpito la vittima. Emerge, poi, anche un altro particolare inquietante: qualcuno, nell'imminenza della aggressione, avrebbe infatti coperto i tre giovanotti. Si tratterebbe del dipendente di un ristorante che, vedendo la scena, avrebbe incitato i tre a scappare, per non essere intercettati dalla polizia.

L'aggressione era accaduta due sere fa, il 28 dicembre. Il giovane era in compagnia di alcune amiche, quando è diventato oggetto delle attenzioni di tre bulli, che alla fine lo hanno tagliato avventandosi contro di lui con il coccio del bicchiere. Il ragazzo ha denunciato i fatti alle forze dell'ordine e si è rivolto alla Gay help Line per ricevere sostegno. A denunciare pubblicamente l'episodio di omofobia è stato, infatti, il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo, responsabile di Gay Help Line, che ha espresso poi soddisfazione per gli esiti delle indagini, ringraziando le forze dell'ordine. «Lo studente - aveva ricostruito Marrazzo - sempre in compagnia delle sue amiche ha lasciato il locale ed è stato inseguito dai tre ragazzi che hanno ripreso a insultarlo e, dopo un diverbio, è stato colpito con un coccio di un bicchiere al padiglione auricolare, riportando una ferita che avrebbe anche potuto costargli la vita, se il colpo fosse stato inferto pochi centimetri più in basso, all'arteria».

Indignazione e solidarietà alla vittima sono state espresse dalle istituzioni locali: «Sono gesti vergognosi che condanniamo fermamente - ha detto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini -. È importante che chiunque possa contribuire ad individuare i responsabili faccia la sua parte dimostrando, soprattutto in questo periodo, sensibilità e senso civico, affinchè chi ha commesso la violenza sia punito. La Regione Lazio è impegnata con convinzione nella lotta all'omofobia e a qualunque forma di intolleranza». Solidarietà alla vittima dell'aggressione a Trastevere è stata espressa anche dal delegato di Gianni Alemanno per il centro Storico, Dino Gasperini: «Un episodio di violenza motivato dalla discriminazione che giudico inconcepibile e inaccettabile». Per il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, infine, vanno «isolati e puniti i violenti che infangano il nome della nostra città e bisogna rilanciare con forza l'impegno per una norma severa contro l'omofobia, che va contrastata soprattutto dal punto di vista sociale».

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MessaggioInviato: 31/08/2011 - 14:20 
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In Brasile le cose stanno peggiorando a vista d'occhio: il mese scorso, a una festa in spiaggia, padre e figlio sono stati aggrediti e massacrati da un gruppo di pezzi di merda che li avevano scambiati per una coppia gay (al padre hanno fatto quel che Tyson fece a Holyfield sul ring); e nell'ultima settimana un operaio, nel pieno centro di San Paolo, è stato oggetto di lancio di pietre e tentativo di aggressione da un altro gruppetto che pensava fosse un gay dall'aspetto esteriore (io l'ho visto, era belloccio e sbarbato, come se questo bastasse); un ragazzo effettivamente gay è stato ferito con una lampada al neon sbattutagli in faccia all'uscita dall'università, da un ragazzino in compagnia degli amici.

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MessaggioInviato: 05/09/2011 - 03:41 
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Blitz omofobo contro Luxuria a Como

Militanti di Forza nuova interrompono la presentazione del suo libro "Eldorado" ed esibiscono striscioni con la scritta "pervertiti". La contestazione è stata fermata dall'intervento della polizia. Il romanzo racconta la storia di un omosessuale che si trasferisce da Foggia a Milano


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MessaggioInviato: 24/12/2012 - 09:35 
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Fermate e identificate da un carabiniere per un bacio alla stazione

La vicenda accaduta ad Acilia è stata resa nota dall'associazione "Di' Gay Project". Denunciato l'agente

“Uno schifo, una vergogna”. Così un carabiniere avrebbe commentato un bacio fra due ragazze nel piazzale della stazione di Acilia. I fatti risalgono alla sera dello scorso 19 dicembre: G. saluta la ragazza baciandola sulle labbra, sotto una telecamera di sorveglianza che riprende la scena. Un carabiniere in servizio vede il bacio saffico, e le raggiunge intimando loro a voce alta di andarsene: “Uno schifo, una vergogna” urla alle due ragazze; e ancora: “due femmine certe cose è meglio che le vanno a fare di nascosto”.

G. chiede al carabiniere il perché di un simile comportamento davanti a un normale bacio, e lui reagisce chiedendo loro i documenti e trattenendole per 20 minuti con la minaccia di denunciarle per atti osceni un luogo pubblico. “Ormai so chi siete”, avrebbe detto loro.
Una volta lasciata andare, G. si rivolge alla caserma dei carabinieri di Acilia, che a quell’ora era chiusa,per denunciare l’accaduto, al citofono un carabiniere le spiega di non essere tenuto a comunicare le generalità del collega. Per questo la ragazza su consiglio del suo avvocato ieri sera ha sporto denuncia presso un’altra caserma.

A rendere nota la vicenda Imma Battaglia, presidente dell’associazione: “Di’ Gay Project”. “Sarebbe tempo – dichiara – di porre fine per sempre a queste vicende lesive della dignità e della libertà delle persone: non solo offendono i gay, le donne e tutti i cittadini. La grave ignoranza omofobica di un solo agente rischia di screditare l’immagine di tanti colleghi impegnati ogni giorno nella pubblica sicurezza”. Per questo Imma Battaglia arriva a proporre dei “corsi di aggiornamento alle forze dell’ordine affinché non confondano i veri atti osceni con gesti d’affetto leciti e dignitosi”.

“Di fronte all’atteggiamento rilassato e senza difese di due persone che si salutano – conclude – l’attacco immotivato da parte di un agente in divisa si configura come un abuso di potere a sfondo omofobico. Per questo sono necessarie azioni di formazione e perciò chiediamo un incontro con il dirigente di riferimento. Un bacio è un atto d’amore. A essere oscene in ogni luogo pubblico sono sempre e soltanto la violenza e la discriminazione”.

http://www.controlacrisi.org/notizia/Al ... acio-alla/

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MessaggioInviato: 01/02/2013 - 16:10 
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non è proprio un'aggressione, però fa parte della mentalità...
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La Roccella furiosa: «I gay comprano i figli»

La parlamentare del Pdl afferma con toni volgari che «le famiglie omosessuali non hanno un figlio, al limite lo comprano al mercato della procreazione assistita».

Sodomiti, pederasti, deviati, pervertiti. E adesso anche compratori di figli. Eugenia Roccella, parlamentare del Pdl e candidata alla vicepresidenza della Regione Lazio con Francesco Storace, oggi con una certa leggerezza ha spiegato alle persone intervenute alla presentazione del suo ultimo libro sull'impegno in politica dei cattolici, che gli omosessuali «non hanno figli, tutt'al più comprano figli, c'è una bella differenza». La parlamentare - nota per le sue battaglie contro i diritti degli altri, dall'aborto, alla pillola del giorno dopo, alla procreazione assistita, al matrimonio per le coppie omosessuali - non è nuova a ragionamenti di questo tipo, ma oggi l'ha detta proprio tonda tonda. Tra l'altro basando il suo ragionamento su un assunto di per sé falso. Secondo Roccella, infatti, «la questione del matrimonio omosessuale è collegato alla procreazione assistita. Se ne parla da quando è possibile scindere la procreazione dalla sessualità». Ma, bisognerebbe aggiungere, la procreazione assistita è utilizzata soprattutto e prioritariamente dalle coppie eterosessuali che, per i motivi più disparati, non riescono ad avere un figlio da sole. Invece, secondo il ragionamento di Roccella, talmente al di fuori dalla realtà che è difficile da smontare, vito che non considera volutamente tutta una serie di questioni ampiamente dimostrabili, quello delle famiglie omosessuali altro non è che «una questione di commercio - spiega l'ex sottosegretario alla Salute - si compra un ovocito sul mercato della Pma (procreazione medicalmente assistita, ndr), si prende un utero in affitto e su questo mercato si possono trovare anche fenomeni di sfruttamento delle donne. Ovociti - continua Roccella- da comprare anche con connotazioni razziste perché si cercano quelli di donne bianche che hanno un prezzo maggiore di quelli di donne di colore. E' il mercato che determina il prezzo».

Sembra quasi che i genitori omosessuali decidano di avere un figlio, di crescerlo, di prendersi cura di lui per fare dispetto ai cattolici, invece che come presa di responsabilità sociale che andrebbe quanto meno compresa come tale. Senza considerare il bagaglio di emotività e affettività che sta dietro una scelta del genere, che Roccella allegramente ignora usando parole quasi volgari. Bisognerebbe raccontarle di quante famiglie omosessuali, oggi in Italia, hanno già avuto figli senza versare un euro. Ma la canididata alla Regione Lazio se ne infischia, e fa propaganda: «Fino a che non esisteva la procreazione assistita non si parlava di matrimonio omosessuale. Oggi sui giornali leggiamo titoli del tipo 'Famiglia omosessuale ha avuto un figlio'. Ma non è così: non c'è una famiglia omosessuale e non ha avuto un figlio; si tratta di una coppia omosessuale che ha comprato un figlio attraverso una serie di procedure trovandolo su un mercato. Parlare di famiglia omosessuale è quindi terminologicamente sbagliato». Cosa non si dice per vendere un libro in più.


http://cronachelaiche.globalist.it/Deta ... a-furiosa-

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A Sassari due ragazzi gay sono stati insultati e aggrediti da 4 giovani aggressori. "Cercavano a tutti i costi un pretesto per litigare, hanno insistito. Hanno seguito i due ragazzi che passavano per caso in una delle piazzette del centro e continuato a urlare sempre lo stesso slogan: «Noi odiamo i gay, anche i negri ma soprattutto i froci». I due amici hanno capito subito che per loro la situazione si stava facendo troppo rischiosa e così hanno cercato di allontanarsi. Il branco però non li ha lasciati in pace. Finché non si è passati alle mani. Uno dei due trentenni è stato colpito con una cinghiata in faccia e appena è finito a terra, incosciente e in un lago di sangue, è stato colpito ancora con calci e pugni [...] i medici hanno diagnosticato un trauma cranico e facciale. [...] L’amico è riuscito a schivare i primi colpi ma anche lui è finito al pronto soccorso con lividi e ferite. [...] La polizia, chiamata quando il pestaggio era in corso dai titolari di un bar, non ha fatto in tempo a bloccare i quattro aggressori."

http://www.lastampa.it/2013/07/30/itali ... agina.html

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L'Espresso, articolo di Michele Sasso

Saluti romani, odio e tolleranza zero
L’omofobia è l’ossessione dei neofascisti

«È in corso un attacco alla famiglia naturale». Ecco i motivi che fanno scendere in piazza piccoli agguerriti gruppi di estrema destra. Sopratutto contro la scuola. Un’escalation di manifestazioni, picchetti, violenze verbali e fisiche per combattere ogni tentativo di arrivare ai diritti riconosciuti e uguaglianza per i gay

[...] Negli ultimi mesi una escalation di manifestazioni, picchetti, scritte, violenze verbali e fisiche con una dimostrazione di muscoli e idee vecchie perfino per il Novecento.

Filo rosso un lungo elenco di “No” trasformati in slogan: «L’Italia ha bisogno di figli non di coppie omosessuali», «Lo ius soli uccide l’Italia», «L’unica famiglia è quella naturale», «Maschi selvatici non checche isteriche!». Fino a negare l’evidenza: «Se è gay non è famiglia».

Per arrivare immediatamente all’obiettivo si usano messaggi semplici e potenti che fanno leva sulla perdita di identità, lo spaesamento della modernità, l’assenza di punti di riferimento. Efficaci e virali soprattuto tra i più giovani. [...]

http://espresso.repubblica.it/inchieste ... i-1.190982

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