La Torre della Rosa d'Argento

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Svezia: nozze in chiesa per coppie omosessuali
Dopo il sì alle unioni civili, il sinodo luterano ammette quelle religiose



di Livia Sansone

COPENAGHEN - In Svezia, a partire dal primo novembre le coppie gay, già ammesse da alcuni mesi alle unioni civili, potranno sposarsi anche in chiesa. La decisione é stata presa oggi a larga maggioranza dal Sinodo generale della Chiesa luterana svedese, la prima delle grandi chiese del mondo pronte a consentire che le persone dello stesso sesso possano unirsi in matrimonio con il rito religioso. Il dibattito all'interno e fuori della chiesa è stato ampio e tormentato a partire dalla primavera scorsa, quando è entrata in vigore una legge che consente agli omosessuali il matrimonio civile. Contrasti sono emersi anche oggi nella riunione del Sinodo che si è tenuta ad Uppsala, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata superiore alle previsioni.

Dei 250 delegati che compongono il Sinodo 176 hanno votato a favore, 62 contro e 11 si sono astenuti. A decidere per il sì è stata dunque una maggioranza ampia, ma ciò non toglie che nella Chiesa svedese si possa aprire un periodo di tensioni che porteranno alcuni pastori a rifiutarsi di celebrare nozze gay. In una conferenza stampa che si è tenuta al termine dei lavori, il vescovo Esbjorn Hagberg si è detto preoccupato per i contrasti che ora potranno accrescersi nei rapporti con le grandi chiese del mondo. Al contrario l'Arcivescono Anders Wejryd non ritiene che vi saranno profonde fratture. "I cambiamenti - è stato il suo commento - comportano sempre tensioni e dissidi. Ma non credo che rimarremo a lungo proprio soli". Wejryd ha aggiunto che questa svolta ha a che vedere con lo scarso valore che in Svezia hanno le tradizioni in rapporto ai diritti ed ha ricordato che fin dagli anni 90 i vescovi della Chiesa di Svezia si erano espressi unanimemente a favore delle relazioni omosessuali. Del resto nel Paese, prima ancora che per le persone dello stesso sesso venisse introdotto il matrimonio civile, le coppie gay venivano riconosciute come coppie di fatto ed avevano ottenuto il diritto all'adozione. Il pronunciamento del Sinodo naturalmente viene accolto con entusiasmo dall' organizzazione cristiana degli omosessuali EKHO, che raggruppa anche i bisessuali e i transessuali. "La decisione - si legge in suo comunicato stampa - mostra che quella svedese è una chiesa aperta, e che si guarda con serietà all'amore fra le persone dello stesso sesso".

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MessaggioInviato: 25/10/2009 - 06:22 
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Congresso Usa approva legge federale contro omofobia
di Alessandra Farkas



NEW YORK – Chi continua ad accusare l’amministrazione Obama di inerzia dovrà ricredersi. Il Congresso americano ha approvato una legge contro l'omofobia, definita storica dagli attivisti gay, che aggiunge le violenze e gli attacchi contro i gay nella lista degli «hate crimes», puniti da una legge federale varata dopo l'assassinio di Martin Luther King nel 1968 per i crimini provocati dall'odio razziale. Il presidente Obama ha già fatto sapere che la firmerà.

La legge, dedicata alla memoria di Matthew Shepard, uno studente del Wyoming assassinato 11 anni fa perché omosessuale, estende la definizione di “hate crime” ai crimini provocati dal sesso e dall'orientamento sessuale delle vittime. Era da 10 anni che i sostenitori della legge, tra i quali lo scomparso Ted Kennedy, si battevano per farla approvare, contro il ripetuto ostracismo dell’Amministrazione Bush che aveva minacciato di porre il veto se avesse raggiunto il suo tavolo per la firma.

Per evitare nuove sconfitte i leader democratici al Senato sono ricorsi ad un geniale escamotage: hanno collegato l’emendamento ad una legge di bilancio da 680 miliardi di dollari della Difesa, già approvata il mese scorso dalla maggioranza democratica alla Camera, con il voto contrario dei repubblicani (68 a 29).

Joe Solmonese, presidente dell’ Human Rights Campaign, la più grande organizzazione di difesa dei diritti gay, parla di “evento storico”. "E' la prima legge federale americana che protegge lesbiche, gay, bisessuali e transgender", spiega Solmonese "troppi, nella nostra comunità, hanno pagato di persona a causa dei crimini dell'odio".

Quarantacinque stati dell'Unione posseggono già degli statuti che criminalizzano questo tipo di reato. La nuova legge permette per la prima volta al Governo Federale di intervenire qualora il Dipartimento della Giustizia Usa stabilisca che uno Stato è inadempiente nel perseguire i crimini contro i gay.

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MessaggioInviato: 25/10/2009 - 06:35 
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Macellai
Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it

Ma cosa state dicendo tutti? Ma cosa c’entra la privacy? Ma chi se ne frega se Marrazzo era o non era al Family day? Se la vita privata di un uomo pubblico sia o no pubblica? Ma di cosa state, di cosa stiamo parlando? Cosa c’entra se Berlusconi ha portato lui a Porta a Porta la propria vita familiare e Marrazzo no? Chi se ne frega se Marrazzo è (era) solo Presidente della Regione Lazio e Berlusconi Presidente del Consiglio?

E davvero l’unico problema di cui si può parlare per restare nel politicamente corretto è se Berlusconi o Marrazzo siano ricattabili, e il resto niente, non c’è nient’altro, tutte queste storie si riducono a questo?

Ma siete, siamo pazzi?


Ma lo sapete come vivono i transessuali? Lo sapete chi sono? Come sono “percepiti” dal senso comune?

Qualcuno si mette dal loro punto di vista, almeno quando è davvero impossibile dimenticarli?

A qualcuno importa qualcosa?

C’entreranno, o no, con Sircana, con Lapo, con Marrazzo e con tutti gli altri, i transessuali, la vita che fanno, che sono costretti a fare o che perfino scelgono?

Prima di ogni altra questione per me viene la seguente, così banale e così rimossa da dare le vertigini: un politico di centrosinistra – no, cosa dico? una persona perbene, una persona che io senta di poter rispettare, prima ancora che rappresentarmi – va con un trans.

Ok. Poi però allora si batte pubblicamente per i diritti dei transessuali. Punto.

Se non lo fa, che non lo faccia per me è il vero, forse l’unico scandalo, la vera intollerabile contraddizione fra pubblico e privato.

Vale per le prostitute, per le “minorenni”, per i “minori”, per un sacco di persone, non ne posso parlare qui e non faccio di tutta un’erba un fascio, ma segnalo che le analogie sono più e più importanti delle differenze.

Debolezza, dice Marrazzo, dicono tutti.

Eh No.

Non è con categorie come questa che possiamo leggere la sua storia e mille simili.

Vizi privati pubbliche virtù – come ha detto Marrazzo – è roba vecchia, materiale scarso, basta, armamentario – esso sì – meschino e ignorante e deprimente.

Qui siamo nel campo del desiderio, dell’identità, del sesso che si paga. Matasse che ci portiamo dietro, dentro da secoli, che non solo non abbiamo risolto ma che non abbiamo ancora capito nemmeno da che parte cominciare a districare.

Allora cominciamo. Facciamolo.

Cominciamo a non ridurle a “debolezza della carne”. Su, non lo fanno più nemmeno i cattolici, santiddio. C’è molto altro, molto di più. Ve lo ricordate Heinrich Böll in “Opinioni di un clown”? Recito la sua frase a mo’ di preghiera prima di addormentarmi tutte le sere: «Non conosco niente di carnale all’infuori delle botteghe di macellaio, e anche quelle non sono del tutto carnali».

Insomma, nella storia di Marrazzo e in mille altre simili c’è più dignità e più miseria di quanto non immaginiamo. Sia più dignità che più miseria, e assai probabilmente non dove ci viene di collocarle. Questa dignità, questa complessità, questo mistero debbono avere visibilità, venire alla luce, insieme alle persone che li portano più di altre nel corpo e nell’anima.

La bugia di Marrazzo che non mi va giù, la mistificazione, la meschinità, la doppiezza sono queste, prima e più delle altre che ovviamente ci sono: ridurre tutto a debolezza privata.

Il mistero più vero che c’è in questa storia – più ancora del ricatto, della insopportabile bassezza della lotta politica, dei quattro carabinieri e tutto il resto – è il mistero del desiderio umano, quel desiderio così ricco, complesso, sfaccettato ma che continuiamo a nascondere, sminuire, ridurre, banalizzare (ridicolizzare).

È questo che nascondiamo, e solo come conseguenza si nascondano i trans, e si nasconde chi va con loro (che non è un alibi, l’ho detto prima: chi va con loro come minimo dovrebbe lottare pubblicamente per i loro diritti).

Tutto è sporco – e oggi lo è davvero, insopportabilmente lurido – perché pensiamo sporca la condizione umana, quella di tutti, invece che misteriosa e magnifica.

Ma a ridurla a sporcizia sono secoli di perbenismi e di chiese, e di ignoranza paure tabù. Eppure alla fine non ci riescono, non ci sono riusciti. A cancellarla, inscatolarla, nemmeno a insozzarla totalmente.

Qualcosa vorrà dire. Qualcosa di più della “debolezza della carne”.

Di questo – per una volta, o anche di questo – mi piacerebbe poter parlare.

Piergiorgio Paterlini

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MessaggioInviato: 27/10/2009 - 06:37 
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Saluto romano e pestaggio a sangue, pensavano fosse gay

Ostia, picchiato per il look

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pubblicato il 26.10.09
Massacrato di botte a Ostia ·
Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne assalito da tre persone
"Prima gli insulti, poi l'aggressione, infine il saluto romano"
Massacrato di botte a Ostia
"Mi gridavano: frocio e comunista"

ROMA - "Sono arrivati alle mie spalle, mi hanno gridato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne, di cui non è stata resa nota l'identità, è stato assalito da tre persone a Ostia, sul litorale di Roma. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. L'uomo ha denunciato tutto prima di essere portato all'ospedale per essere sottoposto alle radiografie e alle cure dei medici.

Sabato, 4 della mattina. Il ragazzo, dopo una serata trascorsa nella capitale, fa ritorno a Ostia. Come riferisce il quotidiano romano Il Messaggero, l'incontro con i tre aggressori alla fermata dell'autobus. "Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito per la mia strada. Li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". Il trentenne, giornalista freelance per la rivista musicale "Rumore", aveva trascorso la serata al Circolo degli Artisti di Roma. A scatenare la rabbia dei tre aggressori, molto probabilmete, l'abbilgiamento del giovane: jeans attillati, giacchetta british doppiopetto e ai piedi le 'frankenstein', scarpe da basket all'ultima moda.

Il trentenne scende dall'autobus notturno in via dei Romagnoli. Attraversa il cavalcavia pedonale e si ritrova davanti alla stazione Lido Nord. Lì, appoggiati ad un muretto tre ragazzi capelli corti, jeans e felpe". "Sono arrivati alle spalle mi hanno urlato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Il giovane riece ad arrivare al commissariato e denuncia tutto. Con gli agenti torna sul luogo dell'aggressione e riesce a recuperare chivi di casa e telefonino. Poi viene subito trasportato all'ospedale Giovan Battista Grassi dove i medici gli diagnosticano la frattura del setto nasale, una costola rotta, traumi allo zigomo. Sono in corso le indagini della polizia.

http://www.repubblica.it/2009/10/sezion ... ostia.html

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MessaggioInviato: 27/10/2009 - 09:49 
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Iscritto il: 23/08/2009 - 19:56
Messaggi: 1625
Il cardinale Sepe riceve i gay:
«L’amore di Dio è per tutti»
La Curia di Napoli, prima in Italia, pone fine al tabù
Guida la delegazione Carlo Cremona, leader «I-Ken»




NAPOLI — Detto, fatto. Il presidente dell’associazione gay-lesbo «I-Ken», Carlo Cremona, l’aveva annunciato mercoledì scorso dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno. E ieri, sabato, una delegazione di rappresentanti delle comunità gay con in testa lo stesso Cremo­na, ha incontrato il cardinale di Napoli Cre­scenzio Sepe. È la prima volta che un fatto del genere accada nel Bel Paese. Solo in un caso, il car­dinale torinese incontrò un comitato per l’organizzazione del «Torino Pride», ma quello era un incontro strettamente legato all’allestimento della manifestazione. La riu­nione di sabato, invece, tenutasi in Curia e du­rata più di due ore, ha avuto tutto un altro sapore: quello del dialogo, del confronto tra due punti di vista differenti eppur rispettosi l’uno dell’altro. L’incontro è stato richiesto il 2 ottobre scorso dall’associazione per la di­fesa dei diritti dei gay, e il sì del cardinale Sepe non si è fatto attendere. Tra i principa­li motivi della richiesta, l’ondata di aggres­sioni omofobiche che ha colpito recente­mente il capoluogo campano.

«Sono state il­lustrate a sua eminenza — recita una nota dell’Arcivescovado di Napoli — le finalità dell’associazione della quale fanno parte persone che vivono un diverso orientamen­to sessuale. A tale riguardo è stato evidenzia­to che tale alterità si impatta spesso con in­terpretazioni culturali e sociali assolutamen­te superficiali e prevenute, che non poche volte si traducono in atteggiamenti di dileg­gio e di offesa, se non addirittura di aggres­sione e violenza, anche in forma grave e de­littuosa, come purtroppo si è potuto regi­strare soprattutto in questi ultimi tempi». Nell’intervista rilasciata al Corriere, Cre­mona aveva preannunciato il desiderio di ottenere un appello, da parte del presule, che condannasse la violenza omofobica. Ciò sarebbe stato, diceva il presidente di I-Ken, di grande conforto per le vittime na­poletane di aggressioni omofobiche, gay, le­sbiche e trans.

Il cardinale ha infatti condan­nato «ogni forma di violenza personale» sot­tolineando «il valore fondamentale dei prin­cipi cristiani che mettono la persona al cen­tro di tutto il lavoro di promozione umana, salvaguardandone la dignità e il rispetto, due parametri irrinunciabili che presuppon­gono comportamenti coerenti da parte di tutti». Sepe ha poi evidenziato come siano «da evitare atteggiamenti esuberanti che possano risultare non solo offesa verso se stessi, ma anche una provocazione». Cremo­na si dice molto soddisfatto dall’incontro, ben consapevole dell’importanza di quanto accaduto: un segnale di apertura da parte della Chiesa, l’inizio di un dialogo che, sep­pur nella sua fase embrionale, potrebbe rap­presentare l’inizio di una nuova fase. «Le pa­rola utilizzate dal cardinale — dice il presi­dente di I-Ken — ci hanno ulteriormente convinti dell’opportunità di avere un rap­porto costruttivo con la Chiesa di Napoli. Quello di oggi (sabato, ndr) è il primo di una lunga serie di incontri con l’arcivescovo, che avranno come oggetto i temi sociali del­la città».

Sepe ha inoltre espresso apprezza­mento per le attività di promozione sociale portate avanti dall’associazione gay. «Le sue parole — prosegue Cremona — ci hanno riempiti di orgoglio. Gli abbiamo detto che abbiamo bisogno del suo conforto, perché lo Stato e le istituzioni locali ci danno anco­ra troppo poco. Il presule ha fatto una smor­fia quando ha saputo che ancora non abbia­mo una sede stabile, e ha detto che siamo un esempio importante di attori sociali al­l’interno della città». Il concetto chiave intorno a cui si è con­centrato il discorso dell’arcivescovo, è quel­lo espresso in due righe anche nella nota in­viata agli organi di stampa: «L’amore di Dio è per tutti. Nessuno è escluso dall’ovile del Maestro». Sulla questione ancora aperta, so­prattutto in ambito politico, dei diritti civili alle coppie gay, Cremona aveva già detto di non voler fare domande al cardinale Sepe. Non è ancora il momento: lo Stato Vaticano è ancora molto distante, e la stessa associa­zione ricevuta ieri da sua eminenza ha pre­so parte, in passato, a manifestazioni che contestavano le decisioni prese dal Vatica­no.

Però un rapido scambio di pareri sull’ar­gomento c’è stato, tant’è vero che il cardina­le ha detto, come riferisce Cremona: «La strada per ottenere i diritti civili è ancora lunga, e tutta in salita». «Ne siamo consape­voli — dice il presidente di I-Ken — ma noi abbiamo pazienza, e siamo carichi di buona volontà». L’incontro tra i gay e l’arcivesco­vo Sepe si è svolto, insomma, in maniera se­rena, ed entrambe le parti hanno usato toni concilianti. Tuttavia, chi si aspettava (inge­nuamente) un terremoto nella comunità ec­clesiastica, è rimasto deluso. «La diversità di opinione tra noi e la Chiesa — spiega Cre­mona — è rimasta integralmente. Però, a pensarci bene, questo è stato il sale del no­stro incontro e di quelli che spero arriveran­no in futuro». E’ di ieri, intanto, la notizia che il cardina­le Sepe è entrato a far parte del comitato d’onore della Fondazione Valenzi, dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italia­no ed europeo sindaco delle prime giunte di sinistra a Napoli dal 1975 al 1983.

Stefano Piedimonte


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esempio di omofobia? :roll:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 96432.html


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http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 59915.html


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Inseguito, l'uomo si è nascosto in un Mc Donald's ma è stato raggiunto, picchiato e insultato
Si è salvato riuscendo a rifugiarsi nell'ufficio del direttore
Gay aggredito da tre giovani in un fast food
il pestaggio davanti a diversi testimoni

E' attesa per domani la riapertura del processo nei confronti di Alessandro Sardelli, detto Svastichella
Accusato di aver aggredito una coppia di ragazzi omosessuali, rischia dieci anni di carcere


MILANO - Si era fermato con la sua auto in una zona frequentata da uomini dediti alla prostituzione, e per questo è stato picchiato a sangue da tre ragazzi, tutti italiani di circa 25 anni, vestiti di nero, che lo hanno seguito dentro un Mac Donald's di via Rubicone, lungo la statale Milano-Meda. L'aggressione omofoba è avvenuta verso le 23 di ieri e la vittima, un italiano di 47 anni, ha raccontato alla polizia di aver notato, proprio mentre era fermo al parcheggio che si trova vicino nel piazzale del cimitero di Bruzzano, i tre ragazzi a bordo di una station-wagon.

Il gruppetto ha certo di bloccare la sua auto, accendendo i fari abbaglianti. Spaventato, l'uomo si è allontanato velocemente per trovare rifugio nel Mac Donald's. Pensando che la presenza di altre persone sarebbe bastata a farli desistere, a smettere di seguirlo. L'intento dei tre era chiaro e non si sono fermati, l'hanno comunque raggiunto e picchiato, nonostante diversi testimoni. Lo hanno buttato a terra e riempito di calci e pugni al volto, gridando insulti pesanti, omofobici. L'uomo è riuscito a liberarsi solo entrando nell'ufficio del direttore del fast food. Gli agenti della Questura stanno cercando di risalire all'identità dei componenti della 'spedizione punitiva' anche attraverso le telecamere a circuito chiuso del locale.

Ripartirà domani anche il processo nei confronti di Alessandro Sardelli, detto Svastichella, il pregiudicato 40enne accusato di aver aggredito e ferito gravemente una coppia di ragazzi omosessuali il 22 agosto scorso al gay village dell'Eur, a Roma. Nell'ultima udienza, il 25 novembre scorso, il gup Rosalba Liso aveva accolto la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dalla difesa. Sarà lo psichiatra Francesco Raimondo a valutare la capacità di intendere e volere dell'imputato e la sua pericolosità sociale. Il procedimento si era aperto il 18 novembre scorso con la richiesta da parte del pm Pietro Pollidori di dieci anni di reclusione per i reati di tentato omicidio, lesioni gravi e porto d'arma bianca. Sardelli è in carcere a Regina Coeli dal 25 agosto.

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"Gay, attenti ai pericoli di Roma"
E la guida scatena la polemica

(La Repubblica)


Una guida per aiutare il turista gay, lesbo, bisex, trangender, queer a scampare alle insidie di Roma. Un vero e proprio "manuale di sopravvivenza", ideato e stampato da Sinistra e Libertà in 2000 copie, presto anche in inglese e spagnolo. Questa mattina, dopo essere stato distribuito ai turisti di via dei Fori Imperiali e affisso su paline degli autobus e sui muri, l’opuscolo è stato consegnato anche al sindaco Gianni Alemanno, che alla provocazione ha risposto con un sorriso: "Uuna volta tanto mi sembra una cosa simpatica da parte dell'opposizione".

"Una provocazione" ha spiegato Gianluca Peciola, del gruppo provinciale di Sinistra e Libertà, che insieme Commissione generazionale di Sl ha ideato la guida. In copertina la vignetta di "KAlimanno", il sindaco di Roma con sei braccia, a mo’ di dea Kali, che distrugge a pedate la statua di "Minerva. "Alemanno acchiappa mosche e fa ordinanze inutili - spiega Peciola - muovendo solo tanta aria, ma senza risolvere i problemi. Con tutti questi divieti Roma sta diventando una città inospitale, sia per i romani che per i turisti e i fatti di cronaca degli ultimi tempi ci danno ragione. Per questo li abbiamo riletti in termini provocatori, da una parte per smentire le parole del sindaco che parla di una città sicura e dall'altra perché ci teniamo all'incolumità dei turisti che vengono a Roma".

In particolare, suscitano polemiche i consigli rivolti ai gay. "Sconsigliate vivamente le zone del Colosseo o Gay Village, rischi accoltellamenti, pestaggi e insulti omofobi”. Battutona sul “ turista rom”: "Assicurarsi di non essere il rom numero 6001. C'è il numero chiuso”. Ma sono i gay a prenderla peggio. "Strano modo di dare consigli” dichiara in una nota Imma Battaglia, presidente di Di-Gay Project. Peciola “consiglia ai turisti omosessuali a Roma di non frequentare la gay street piuttosto che il Gay Village – spiega Battaglia -. Non si accorge Peciola che questa provocazione non serve a nulla se non ad alimentare odio, paure e insicurezze che rischiano di essere soltanto fraintese e manipolate? Un cittadino comune avrà sempre più paura di frequentare luoghi di aggregazione costruiti con tanta fatica dalla comunità gay e che vanno invece sostenuti e rafforzati".

Per Sinistra e Libertà, replica a Imma Battaglia Massimiliano Smeriglio, assessore provinciale: “Dispiacciono le sue dichiarazioni, che sembrano non voler cogliere il senso ironico e provocatorio della guida. Ricordo a Imma che il passaggio della guida che lei cita come 'aggressione alla comunità gay' non è altro che l'evidenziazione, e ovviamente la condanna, di episodi purtroppo realmente avvenuti… Episodi, peraltro, che sinistra e Libertà ha sempre apertamente condannato e combattuto, ritrovandosi in ogni occasione a fianco delle comunità gay, lesbo trans e queer”.

Ma Imma Battaglia non vede alcuna ironia nella guida e lo ribadisce rispondendo anche a Smeriglio: "Gli dico che questa volta Sinistra e Libertà ha sbagliato. Basta ammetterlo. Con l'ironia e la provocazione non si fa politica responsabile. Io la realtà la vedo benissimo da vent'anni di militanza attiva in difesa degli omosessuali e dico che bisogna smettere di strumentalizzare i gay per questioni di polemica politica. Invitarli a non andare al Gay Village o al Colosseo, come si fa nel manuale, perché rischiano di essere aggrediti è soffiare sul fuoco dell'omofobia anche se le intenzioni sono diverse e sono ironiche o provocatorie. Per quanto mi riguarda sono disponibile a un confronto sereno e sensato, ma non a ritrovarmi per le strade di Roma un manuale senza alcuna utilità”. “Se poi le vostre intenzioni erano di attaccare Alemanno – conclude Battaglia - e invece finite per attaccare me, forse vi suggerirei di ricalibrare il vostro senso dell'umorismo".


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Messico: capitale apre a nozze gay
Anche in Argentina campagna per via libera matrimoni omosessuali



CITTA' DEL MESSICO - Città del Messico è da oggi la prima città dell'America Latina ad aver approvato il matrimonio tra omosessuali: è il risultato di una serie di cambiamenti nel codice civile approvato dall'assemblea legislativa della megalopoli latinoamericana. Con 39 voti a favore, 20 contro e 5 astensioni, la 'Asemblea legislativa' della capitale ha dato via libera alle modifiche nella normativa, dopo quanto deciso nel 2007, quando la stessa assemblea approvò le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Nel mondo, solo alcun Paesi (Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Sudafrica, Svezia e Olanda) permettono i matrimoni omosessuali, oltre che alcune città degli Stati Uniti, ricordano i media locali.

I cambiamenti approvati oggi devono ancora avere il via libera dell'esecutivo della città e non contemplano d'altra parte l'adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, aggiungono i media sottolineando la forte opposizione a quanto deciso dai legislatori da parte della Chiesa cattolica messicana. Commentando il voto di oggi, il promotore dell'iniziativa, il deputato David Razù, ha precisato che "ogni uomo e donna ha diritto di sposarsi liberamente, senza alcuna restrizione sulla base del proprio orientamento sessuale". "Per molti secoli - ha aggiunto - leggi ingiuste hanno proibito i matrimoni tra bianchi e neri, o tra indios ed europei. Ora tutte queste barriere non ci sono più, e rimane in piedi un unico ostacolo: proprio quello contro il quale abbiamo votato oggi". Del tema di matrimoni tra omosessuali si è parlato negli ultimi giorni anche in un'altra grande capitale latinoamericana, Buenos Aires, dove lo scorso primo dicembre erano in programma quelle che sarebbero state le prime nozze gay dell'intero continente. La cerimonia tra Alex Freyre e José Maria Di Bello é però saltata all'ultimo momento, dopo l'intervento della magistratura locale, che ha accolto il ricorso di un privato cittadino. In questi ultimi giorni, gli attivisti gay hanno lanciato in Argentina una campagna proprio per superare gli ostacoli posti dalla giustizia, e permettere così il matrimonio tra omosessuali.

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Omofobici si diventa
di Giovanna Dall'Ongaro
Federico Batini e Barbara Santoni (a cura di)
L’identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l’omofobia
Liguori editore 2009, pp. 328, euro 27, 90


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Psicologi, psichiatri, sociologi e antropologi continuano a discutere sulla natura dell’omosessualità, chiedendosi in sostanza se omosessuali si nasca o si diventi. Mentre l’accordo su questo tema è di là da venire, Federico Batini (esperto di formazione) e Barbara Santoni (psicologa) hanno confezionato per Liguori un libro fondamentale che impone agli occhi di tutti un dato di fatto invece difficile da contestare: omofobici si diventa. E, altra amara verità, l’aggressività nei confronti del “diverso” nasce tra i banchi di scuola, si sfoga nei corridoi e nei cortili e cresce nelle comitive che si ritrovano il sabato sera davanti ai cancelli chiusi degli istituti.

Preso atto di questo, non si può fare a meno di domandarsi come evitare che ciò accada. Nasce così “L’identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l’omofobia”, un vademecum indispensabile per insegnanti ed educatori dove vengono affrontati con inusuale rigore scientifico e storico gli aspetti principali legati all’omosessualità e all’omofobia. Punto di partenza e leit motiv dei sette capitoli del libro è l’inconsistenza delle definizioni di omosessualità, bisessualità, eterosessualità. Si tratta di etichette che non riescono a descrivere le tante sfumature dell’orientamento sessuale umano. Esiste una tale varietà di possibili atteggiamenti che qualunque tentativo di catalogazione è destinato a rivelarsi incompleto: ci sono persone che provano un’attrazione sentimentale senza un corrispettivo trasporto erotico o viceversa, altre che hanno avuto esperienze transitorie nel periodo adolescenziale, altri ancora che non si definiscono gay pur frequentando partner dello stesso sesso.

Da qui deve cominciare il lavoro dell’insegnante, che prima di tutto deve far capire quanto il giudizio sull’identità sessuale sia influenzato da dannosi stereotipi.
Le dettagliate schede alla fine di ogni capitolo aiutano chi sta in cattedra a organizzare la strategia più efficace per ottenere la tanto agognata “apertura mentale”, suggerendo di volta in volta gli strumenti più adatti: la lettura di un libro, la visione di un film, o anche la messa in scena del momento in cui avviene l’outing in famiglia.

Ma il libro non è solo una guida pratica a uso dei docenti. C’è un altro obiettivo, altrettanto nobile, che i curatori si pongono: “quello di dare un contributo all’affermazione di diritti civili elementari che, nel nostro paese, nel XXI secolo, dovrebbero essere scontati”. L’anima “attivista” degli autori emerge soprattutto nei capitoli “La questione trans” di Barbara Santoni e “Comprendere la diversità delle famiglie” di Antonella Montano. In quelle pagine vengono esplicitamente indicati i gravi limiti della nostra società dove ancora ci si appella al genderismo (“il pregiudizio che divide e classifica dalla nascita in modo dicotomico le persone in maschi e femmine”) per giustificare le discriminazioni e “dove ancora c’è chi storce il naso quando si parla di famiglie omosessuali e di figli di coppie omosessuali”. Uno spunto di riflessione per tutti, insegnanti e non.


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MessaggioInviato: 29/05/2010 - 17:17 
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Omofobia: ragazzo gay aggredito da italiani. Rischia di perdere un occhio


“Gay di m..”così lo chiamavano mentre lo picchiavano. Il giovane che ha riportato ferite, contusioni e tagli al volto è stato ricoverato d’urgenza. Dopo il pestaggio gli è stato sottratto il telefonino.

“Gli hanno urlato frocio, frocio e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all’addome e al volto fino a farlo cadere. È accaduto nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio, tra l’1.30 e le 2 a S., un ragazzo romano di 22 anni, nei pressi di via Cavour (via del Fagutale). Il ragazzo aggredito si è rivolto a Gay Help Line, il numero verde antiomofobia per denunciare l’episodio e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che la nostra associazione mette a disposizione“. Lo afferma in una nota Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.


PER UN CELLULARE – “Gli aggressori – aggiunge il responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello - quattro italiani tra i 25 e i 30 anni, dopo averlo lasciato privo di sensi per terra, gli hanno poi sottratto il cellulare con il quale, prima di essere colpito era al telefono con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto sul luogo della violenza. Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto e rischiando di perdere l’occhio. Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. È necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili“.

SEMPRE PIU’ GIOVANI -”Facciamo davvero un appello alle forze dell’ordine – conclude Marrazzo - perché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili, come, ad esempio, la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo dè Fiori, quella aggredita ai Fori Imperiali e il ragazzo aggredito al bus notturno qualche settimana fa. C’è da notare, inoltre, che gli aggressori sono sempre più spesso giovani. Le istituzioni si impegnino davvero quanto prima a mettere in campo una campagna di formazione ed educazione contro l’omofobia e la transfobia a partire dalle scuole come avviene in molti altri Paesi europei. È necessario che la comunità lesbica, gay e trans e la città reagiscano a questo ennesimo episodio di violenza“.

http://www.giornalettismo.com/archives/ ... i-rischia/

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MessaggioInviato: 03/08/2010 - 22:32 
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Gay aggrediti mentre si baciano, allarme
omofobia: «Non aspettiamo il morto»
L'episodio è avvenuto a Pesaro vicino a un locale notturno
Colpiti con una bottiglia rotta da due ragazzi e una ragazza


PESARO (3 agosto) - Due ragazzi gay sono stati aggrediti e insultati a Pesaro mentre si baciavano nei pressi di un locale notturno. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 luglio scorso ed è stato segnalato ai carabinieri. Gli aggressori - denuncia il circolo Arcigay Agora - sono altri due ragazzi e una ragazza, che avrebbe aizzato gli amici e colpito K.R con una bottiglia rotta. I due maschi hanno spintonato F.C., facendolo cadere a terra, e poi si sono scagliati contro K.R., prendendolo a pugni e insultandolo: lui ha riportato ferite guaribili in 20 giorni.

L’aggressione è il culmine di una serie di episodi di “dichiarata omofobia”, secondo il circolo Arcigay pesarese: dalla vicenda del coro Komos, “escluso dalla Curia con il beneplacito del Comune di Pesaro perchè formato da omosessuali dichiarati” alla “squallida vicenda politica del rigetto della mozione per introdurre il registro delle unioni di fatto a Pesaro”, bocciata con il voto congiunto del Pd e dell’opposiozione di centrodestra. Intanto, “a due passi da noi, il sindaco di Fano Stefano Aguzzi ha recentemente bocciato la proposta di istituire un osservatorio sull'omofobia motivandolo con la sua inutilità! Dobbiamo aspettare il morto per comprendere quanto razzismo omofobico si sia diffuso all’interno della nostra società?”.

fonte http://www.ilgazzettino.it/articolo.php ... sez=ITALIA

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MessaggioInviato: 04/08/2010 - 03:12 
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Radicali denunciano: 'Gay insultato e sfrattato
intervenga sindaco Alemanno'
L'uomo, che occupava un appartamento al Pigneto, ha trovato le serrature cambiate e i suoi effetti personali in alcuni sacchi di plastica in fondo alle scale.
Secondo l'associazione Certi diritti sarebbe stato aggredito dai proprietari di casa con frasi del tipo: "Sei un frocio di m..."




Un giovane gay di 25 anni, lo scorso 10 giugno è stato cacciato dal suo appartamento al Pigneto. L'uomo rientrando a casa ha trovato le serrature cambiate e alcuni sacchi neri in fondo alle scale dove i proprietari di casa avevano raccolto i suoi effetti personali.

E. R., che l'estate scorsa era stato aggredito per omofobia, nei giorni scorsi era stato gravemente minacciato e insultato dai membri della famiglia proprietaria dell'appartamento, con frasi del tipo: 'Sei un frocio di m..., sei un farabutto... con noi caschi male, ecc'.
Il fatto è stato denunciato dall'associazione Radicale Certi diritti che ha chiesto un rapido intervento al sindaco di Roma Gianni Alemanno per aiutare e sostenere il giovane che da tre giorni non può rientrare in casa

"E' stata immediatamente - si legge nella nota diffusa dall'associazione- sporta una denuncia ai carabinieri per i reati di violazione di domicilio, appropriazione indebita e minacce. Allo stato non si conoscono le evoluzioni delle indagini, ci auguriamo che la magistratura intervenga urgentemente per difendere e tutelare una persona così offesa e maltrattata"


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