La Torre della Rosa d'Argento

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MessaggioInviato: 19/10/2010 - 03:41 
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Sadous finalmente si ricorda di Licio Gelli
Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato martedì 13 luglio 2010 in Argentina.
[Página|12]


Per fortuna l’ambasciatore Eduardo Sadous sta recuperando la memoria.

Esattamente come pubblicato da Página/12, il curriculum che Sadous ha inviato al ministero degli Esteri presenta una curiosa omissione: le sue destinazioni nel 1974 e 1975 appaiono con le parole “Non pervenuto”.

I lettori sanno che presso il ministero degli Esteri c’è un suo curriculum completo. Attesta che nel 1975 Sadous si unì al ristretto gruppo di diplomatici che ruotava intorno all’allora ministro degli Esteri Juan Alberto Vignes.

Vignes divenne ministro degli Esteri il 13 luglio del 1973, quando Héctor Cámpora fu rimosso dalla presidenza, e mantenne il ruolo fino al 1975 inoltrato. Fu Ministro degli Esteri del cognato di José López Rega, Raúl Lastiri [Lastiri fu al governo in Argentina dal 1° luglio al 12 ottobre 1973, ed è accusato di avere avuto contatti con la Loggia P2, NdT], di Juan Domingo Perón e di Isabel Perón [Vignes rimase ministro fino all'agosto del 1975, NdT].

In un’intervista pubblicata su La Nación domenica scorsa, Sadous dice che egli stesso si incaricava di bruciare le denunce anonime ricevute da Vignes con epurazioni suggerite dal Ministero.

L’umanitarismo di Sadous è una doppia novità. Da un lato, non aveva mai raccontato pubblicamente di avere accesso ai cassetti dell’allora ministro. D’altro canto, sarebbe bene che ampliasse la sua testimonianza sul tipo di denunce che circolavano allora: le rappresaglie che si sarebbero fatte sistematiche nel 1976, col colpo di stato, cominciarono sporadicamente nel 1973 e si intensificarono dopo la morte di Perón, il primo luglio del 1974.

Molti degli epurati hanno recuperato gli incarichi diplomatici regolari solo nel 1983, con il ritorno della democrazia. In mezzo rimasero i morti ammazzati, come Elena Holmberg, uccisa a Parigi nel pieno funzionamento del Centro Pilota, e Marcelo Dupont, in rappresaglia per l’attività del fratello, il diplomatico Gregorio Dupont.

In un altro punto del reportage, Sadous recupera di nuovo la memoria quando ricorda che si incontrò con Licio Gelli nell’ambasciata argentina in Italia, dove lavoravano insieme. Gelli, uno dei capi dell’organizzazione fascista P2, godeva allora dell’immunità diplomatica grazie ad un passaporto emesso dal ministero degli Esteri argentino. Prima era stato decorato da Perón, il 18 ottobre 1973, su proposta di Vignes e di López Rega.

Vignes, come Gelli, era membro della P2. Lo erano anche Emilio Eduardo Massera, Carlos Guillermo Suárez Mason e l’attuale primo ministro del governo italiano, Silvio Berlusconi. Sadous ebbe la prima destinazione all’estero nell’ambasciata argentina di Roma nel 1976, a cavallo tra gli ultimi giorni di Isabel Perón e i primi tempi della dittatura militare. Tanto Massera quanto Gelli fecero da ponte tra i due momenti storici.

Sadous ricoprì successivamente altre cariche diplomatiche per lo Stato argentino. Nel frattempo lavorava in maniera organica per un altro Stato come Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, che negli ultimi anni è guidato dall’ex ambasciatore di Carlos Menem in Vaticano, ed ex Segretario del Culto sotto Carlos Ruckauf, Esteban Caselli [Caselli dall'aprile 2008 è senatore in Italia per il PDL, NdT].

Nel 1992 Caselli dava ordini fuori da ogni regola ai diplomatici distaccati nella Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, perché si opponessero a qualunque progresso sanitario in materia di procreazione. Allo stesso tempo l’allora ministro della Salute, Ginés González García, proponeva misure concrete per il controllo delle nascite nell’adolescenza, una delle principali cause di morte in Argentina perché il fatto che l’aborto sia considerato reato obbliga a operazioni senza le necessarie precauzioni igieniche.

Lo stesso anno Sadous si unì al Consiglio di Valutazione del ministero degli Esteri, che decide sulle promozioni, ed egli stesso venne nominato ambasciatore a Caracas. Adesso, se rinfresca la sua memoria e chiarisce le sue intenzioni, magari potrebbe ricordarsi se ha lavorato per lo Stato argentino o se è statoambasciatore di un altro Stato.

[Articolo originale "Sadous ya se acuerda de Licio Gelli" di Martín Granovsky]


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MessaggioInviato: 30/10/2010 - 03:58 
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Il premier italiano su tutti i giornali del mondo. Importanti questioni politiche? No, le solite storie di troie........ :?


http://www.lastampa.it/multimedia/itali ... n_post.jpg[/img]

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... come dire famoso nel mondo!!! :evil:

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Bunga bunga
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato lunedì 1 novembre 2010 in Gran Bretagna.
[The Economist]




Gli avversari di Silvio Berlusconi hanno provato di tutto per liberarsene. Hanno manovrato contro di lui, screditato le sue politiche, condannato i suoi metodi e, come lui ripete da tempo, fomentato i magistrati di sinistra affinché lo processassero e lo mandassero in galera.

Ma dal 26 ottobre è emersa una nuova possibilità: che il 74enne Berlusconi venga semplicemente cancellato dalla scena politica italiana con una risata. Alcuni dettagli dell’ultimo scandalo che lo coinvolgono sono di tale portata che persino i più fedeli sostenitori devono essersi resi conto che fa dell’Italia un oggetto di derisione.

La ragazza al centro della vicenda – una 17enne marocchina scappata di casa – si fa chiamare Ruby Rubacuori. Su Facebook la ragazza indica tra le attività la danza del ventre e prima di entrare in contatto con il Presidente del Consiglio italiano sembra che abbia lavorato nei nightclub di Milano.

La natura del loro legame non è chiara. “Ruby” – il cui vero nome sembrerebbe essere Karima El Mahroug – ha dichiarato sabato in un’intervista di essere andata alla villa di Berlusconi appena fuori Milano solo una volta, per San Valentino di quest’anno. Rivela, inoltre, che, dopo aver parlato al premier delle sue sventure, lui le diede 7 mila euro e dei gioielli. Tuttavia, secondo indiscrezioni trapelate da un’inchiesta a Milano, la ragazza aveva raccontato in precedenza a polizia e magistrati di esserci stata tre volte, e che uno dei festini si era concluso con un gioco erotico chiamato “Bunga, Bunga”.

Come era prevedibile, questo ha scatenato un numero infinito di barzellette e persino una canzone eseguita sulla TV italiana a partire dalle note dell’inno ufficiale della coppa del mondo di Shakira, Waka waka.

Per quanto divertente per gli altri, la faccenda potrebbe rivelarsi molto seria per Berlusconi. Tre stretti collaboratori del Presidente del Consiglio sono ufficialmente indagati per favoreggiamento della prostituzione a partire dalle testimonianze della El Mahroug. Quest’ultima nega di aver avuto rapporti sessuali con il Presidente, ma gli inquirenti stanno lavorando per scoprire se altre persone ne abbiano avuti e abbiano ricevuto qualcosa in cambio per averlo fatto. Questo non incriminerebbe Berlusconi. Ma potrebbe essere sufficiente a produrre accuse nei confronti dei suoi collaboratori, su cui grava il sospetto di procurargli le donne.

Tra questi, Nicole Minetti, ex showgirl, ora consigliere regionale del partito di Berlusconi, che, nel maggio scorso, andò a prendere la El Mahroug al suo rilascio dalla questura. La giovane marocchina, arrestata per il furto di 3.000 euro, è stata poi rilasciata. Il 29 ottobre, il questore ha dichiarato in un’intervista che qualche tempo prima uno dei suoi funzionari aveva ricevuto una telefonata dagli uffici del Presidente del Consiglio che lo informavano, in maniera errata, che la El Mahroug era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Questo, come prontamente hanno notato i politici di opposizione, potrebbe significare che Berlusconi abbia abusato della sua posizione commettendo un reato per la legge italiana. Invece di smentirlo, il Presidente del Consiglio sembra aver ripiegato sulla difesa.

Il 29 ottobre ha ammesso di aver mandato la Minetti a prestare aiuto a qualcuno che avrebbe potuto essere mandata non a casa o in prigione (…) ma data in affido”. Berlusconi ha aggiunto di non avere intenzione di cambiare il proprio stile di vita o di spiegare cosa sia accaduto a casa sua. Questa specie di faccia di bronzo lo ha accompagnato per l’ultimo periodo di scandali sessuali del 2009. Ma ci sono diverse ragioni per chiedersi se funzionerà anche questa volta.

Berlusconi è molto più debole ora. I suoi sondaggi sono crollati e gli italiani stanno sono sempre più scettici nei confronti delle sue sconsiderate rassicurazioni sullo stato dell’economia. E questo li ha resi meno tolleranti verso le riprove di corruzione nel governo. Dall’inizio di luglio inoltre, quando il suo ex alleato Gianfranco Fini ha dato vita ad un gruppo parlamentare autonomo, il presidente del Consiglio è rimasto senza una maggioranza sicura alla Camera.

L’anno scorso, la maggior parte dei sostenitori del presidente del Consiglio erano dalla sua anche quando ignorava le richieste di presentarsi in Parlamento, scrollava via le accuse di essersi esposto a ricatti e allegramente ammetteva di non essere un santo. Ma ci si aspettava che almeno li avrebbe messi al riparo da imbarazzi futuri con una condotta più discreta, se non più virtuosa. Berlusconi ha deluso quelle speranze, mettendo in discussione non solo la sua vita privata ma anche il suo buon senso.

[Articolo originale "Bungled bungled"]

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Newsweek, vergogna Berlusconi
"Disinteresse e cultura dell'harem"
Il nuovo numero del settimanale americano dedica quattro pagine al presidente del Consiglio. "Escort, minorenni e ballerine che saltellano intorno a un 74enne". Critiche pesanti per la discriminazione femminile, "ha inculcato negli italiani l'idea che la donna sia solo un oggetto sessuale". Durissimo anche il Guardian: "Che cosa deve ancora fare per essere cacciato?"

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ROMA - "Berlusconi's girl problem", Berlusconi e il problema-donne. Ecco il titolo che campeggia sulla copertina del numero del 22 novembre del settimanale americano Newsweek. Illustrato da un paio di gambe femminili con scarpe dal tacco a spillo. Quattro pagine dedicate alle vicende italiane. E un ritratto impietoso dell'Italia berlusconiana, di quella che viene definita "la cultura dell'harem che sta minando l'economia italiana e il suo stesso governo".

Le donne, gli scandali, la televisione, l'incuria nei confronti dei beni culturali del Paese. Una serie di vergogne, quelle passate in rassegna dal settimanale americano. "Per Berlusconi, l'eguaglianza di genere è una barzelletta", titola l'articolo di Barbie Nadeau; "Silvio si fa buttare giù, ma l'ultimo scandalo sessuale è solo uno dei suoi problemi" è invece il pezzo firmato da Jacopo Barigazzi. In un articolo si ripercorrono le recenti vicende italiane, partendo dal crollo di Pompei. "Il ministro in carica (Bondi, ndr), quando gli hanno chiesto se si sarebbe dimesso, ha risposto che non era responsabile. E' così che funziona il governo in italia. Nessuna responsabilità. Nessuna vergogna. Nessuna attenzione a un paese che si sbriciola". E ancora: "Per quasi vent'anni l'Italia praticamente non è cresciuta e nessuno accetta la colpa".

Un altro articolo di Newsweek è invece dedicato al ruolo delle donne nel nostro Paese. Con una paginata fotografica di ragazze seminude in televisione e la descrizione - imbarazzante - di Striscia la notizia: "Due uomini di mezz'età in piedi sotto i riflettori, uno fa penzolare da una cintura una treccia d'aglio dalla forma vagamente fallica. Una ragazza striscia sul pavimento, indosso ha un costume di paillette, la scollatura a V profondissima e un perizoma. Prende la treccia d'aglio in mano e se la strofina sul viso mentre l'altro conduttore - si legge sul settimanale - le dice 'dai, girati, fammi dare un'occhiata', e le tocca il sedere. Questo è il prime time in Italia. Una parata di temi pruriginosi, un'espressione del marciume evidente proprio ai vertici del governo, un riflesso del problema più profondo della società rispetto al ruolo delle donne. Una storia senza fine di modelle minorenni, escort a pagamento, ballerine del ventre marocchine che se la spassano con un 74enne presidente del Consiglio".

E ancora, osserva l'articolo di Newsweek: "Proteste e lamentele sono rare, e se ci sono, pochi le ascoltano". Una situazione che Berlusconi "potrebbe aver creato" grazie al fatto che "il 95% del mercato televisivo è sotto il suo controllo" e per questo "è difficile fare una stima di quanto gioco abbia la sua influenza nel modo in cui le donne sono viste e vedono loro stesse. E mentre altri Paesi europei promuovono attivamente l'uguaglianza di genere come un pilastro della prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, relegando le donne con la creazione di un modo di vederle solo come oggetti sessuali". E conclude: "E' chiaro che la caduta di Berlusconi, se avverrà, indebolirà la commistione negativa fra politica, media e discriminazione di genere. Ma perché ci siano reali progressi bisognerà riprogrammare il modo di pensare degli italiani, uomini e donne. E non basterà cambiare canale".

Con il premier oggi non è tenero neppure il Guardian. In un lungo articolo a firma di Tobias Jones, ci si chiede come sia possibile che Silvio Berlusconi sia ancora al potere. "Diventa sempre più difficile capire che cosa debba fare ancora Silvio Berlusconi per essere cacciato. Nella maggior parte dei Paesi, soltanto uno delle decine di scandali che lo hanno visto coinvolto sarebbe bastato per finirlo politicamente. Ogni volta che ne esplode uno nuovo, più sordido e incredibile del precedente, viene da pensare che questa volta non riuscirà a scamparla. Si pensa, speranzosi, questa volta non riuscirà a sopravvivere ad una sentenza che afferma che ha corrotto un avvocato perché testimoniasse il falso. O a scrollarsi di dosso la montagna di prove a sostegno del fatto che organizza con regolarità orge con escort a pagamento, nelle sue residenze private e ufficiali. Invece è ancora al potere, ancora il leader di uno dei paesi più colti ed importanti d'Europa. Dopo tutti questi anni, continua a sembrare incredibile", si legge nella dura analisi sul quotidiano britannico. Che ripercorre tutti gli scandali, dalla scalata a Mondadori al caso Mills, passando per lo stalliere Mangano e la Banca Rasini, dedicando ampio spazio al problema "prostitute". La conclusione è che "l'unico modo per liberare la politica italiana dalla sua immensa e deleteria influenza sarebbe che morisse, oppure che il Paese subisse una completa e programmatica deberlusconizzazione, nel tentativo di tornare alla normalità dopo 20 anni di lavaggio del cervello televisivo". Fra le due è più probabile la prima, si legge sul Guardian, "anche se appare molto lontana".

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MessaggioInviato: 17/11/2010 - 16:48 
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... Gasparri, Lupi, Frattini, Brambilla, Bondi, Cicchitto ecc...hanno nulla da dire?

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I politici Fini e Bersani battono ogni record di ascolto a ‘Vieni via con me’
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato martedì 16 novembre 2010 in Spagna.
[El Mundo]


Gli interventi di due tra i politici principali dell’attuale crisi del Governo italiano, Gianfranco Fini e Pierluigi Bersan, hanno battuto ogni record di ascolto nel programma “Vieni via con me” del canale dell’emittente pubblica RAI 3, condotto dal presentatore Fabio Fazio e dallo scrittore Roberto Saviano.

Preceduti dalla polemica dopo che il direttore generale della televisione pubblica RAI Mauro Masi si era opposto alla partecipazione di entrambi i politici, “Vieni via con me” ha ottenuto il 30,21% di share, il che significa che è stato visto da nove millioni di spettatori.

Alcuni dirigenti della RAI hanno sostenuto che la partecipazione dei due politici avrebbe violato i diritti della pluralità dell’informazione poiché non è stato invitato alcun rappresentante del Governo.

Si tratta di cifre record per la televisione italiana, eguagliate solamente dalle partite di calcio o dal Festival di Sanremo ma soprattutto un dato storico per RAI 3.

Pierluigi Bersani è il leader del partito di opposizione Partito Democratico (PD) che ha da poco presentato una mozione di sfiducia contro il Governo di Silvio Berlusconi.

Bersani ha letto in tre minuti un elenco di valori della sinistra, tra cui la difesa dei lavoratori più deboli, la laicità e il riconoscimento dei figli degli immigrati ad essere italiani a tutti gli effetti.

Gianfranco Fini è Presidente della Camera dei Deputati e leader del gruppo Futuro e Libertà (FLI), i cui membri hanno abbandonato il partito di Governo e hanno nelle loro mani la possibilità di far cadere Berlusconi se appoggeranno la mozione del PD o se voteranno contro il Governo durante la prossima richiesta di fiducia.

Nel suo elenco Fini ha riportato come valori della destra l’orgoglio di essere Italiani, la difesa della legalità e il corretto comportamento delle istituzioni.

Non ci sono state domande da parte del conduttore del programma a nessuno dei due leader che si sono limitati a leggere le proprie liste.

Tuttavia la polemica è continuata e Fabrizio Cicchitto, portavoce del partito governativo, Popolo della Libertà (PDL) alla Camera dei Deputati, ha accusato il programma di essere “un miscuglio di settarismo e mediocrità”.

“Vieni via con me” aveva già alimentato la polemica con la prima puntata, al punto che il direttore generale della RAI aveva manifestato la propria opposizione alla partecipazione dell’attore comico e regista italiano Roberto Benigni dopo aver evidenziato problemi di budget.

Benigni aveva accettato di partecipare gratuitamente alla trasmissione e anche il suo spettacolo, durante il quale ha attaccato con ironia gli scandali sessuali che ruotano attorno a Berlusconi, aveva raggiunto il 30% di share.

[Articolo originale "Los políticos Fini y Bersani baten récord de audiencia en 'Viene via con me'"]

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Berlusconi applica una protesi a Marte e Venere
Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato venerdì 19 novembre 2010 in Olanda.
[NRC Handelsblad]


Nel frattempo a Roma.

Un nuovo pene per Marte, il dio della guerra. E due nuove mani per Venere, la dea dell’amore. Questi due regali del premier Silvio Berlusconi hanno provocato una sommossa nel mondo della storia dell’arte in Italia. Berlusconi ha fatto applicare le protesi all’antico gruppo statuario risalente all’anno 185 che aveva in precedenza fatto trasferire a Palazzo Chigi, sua sede istituzionale nel cuore di Roma.
L’opposizione grida allo scandalo per i costi (70.000 euro) di questa ‘chirurgia estetica’, in tempi in cui si è costretti a risparmiare sulla cultura. Gli storici dell’arte sono infuriati perché il restauro non è stato condotto secondo le regole che valgono per la cultura classica, secondo il quotidiano La Repubblica.

Le sculture marmoree sono state trasferite a febbraio dal Museo delle Terme di Diocleziano alla residenza ufficiale di Berlusconi, che ha quindi dato l’incarico di completare il gruppo statuario al suo architetto personale Mario Catalano. Perchè in Cina le statue sembrano nuove, mentre alle nostre mancano braccia e teste? “Ricostruiscile”, sembra sia stato il suo ordine. Secondo alcune voci, una squadra di dodici persone si è quindi impegnata a stabilire di che dimensioni dovesse essere il pene di Marte e in che direzione dovessero puntare le dita mancanti di Venere. Da secoli i restauratori non osavano più ricostruire una statua antica in modo così radicale.

A Palazzo Chigi il gruppo statuario è stato sistemato contro uno sfondo azzurro. Si discute anche su questo, visto che sembra essere kitsch. Secondo La Repubblica è un tipico esempio del gusto Hollywoodiano dell’architetto di Berlusconi.

I curatori criticano aspramente l’operazione sulle statue di Venere e Marte. Le nuove parti costituiscono un enorme danneggiamento della statua, afferma Antonio Forcellino, da trent’anni restauratore presso il Museo di Paestum. Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, parla di una falsificazione dell’originario splendore delle statue. “Questo genere di intervento con l’aggiunta di mani o peni non viene più fatto da secoli”, e spiega che se si effettuano restauri deve rimanere ben chiaro cosa è antico e cosa è nuovo. “Non c’è altra spiegazione se non che questo sia stato fatto per obbedire a ordini dall’alto, cioè dal premier. Suppongo che l’ordine sia stato così perentorio che nessun restauratore abbia osato opporsi, purtroppo”, spiega Paolucci a La Repubblica.

Il Ministro della Cultura Bondi, che alla fine del mese dovrà confrontarsi con una mozione di sfiducia a causa del crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei, difende l’intervento. Secondo Bondi il pene e le mani potranno essere rimossi senza causare danni. Vista la precaria situazione del governo Berlusconi la rimozione potrebbe aver luogo a breve. Venere e Marte potrebbero quindi tornare al Museo delle Terme di Diocleziano nel loro stato originale.

[Articolo originale "Berlusconi helpt Venus en Mars aan een prothese" di Bas Mesters]

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Amico di Berlusconi legame con la mafia
Articolo di Politica interna, pubblicato mercoledì 1 dicembre 2010 in Svezia.
[Sydsvenskan]


Uno degli amici più intimi di Silvio Berlusconi fece da tramite tra la mafia e il giro di affari di Berlusconi negli anni ’70 ed ’80. Lo mostrano nuovi documenti, che difficilmente miglioreranno la già sgualcita reputazione del premier.

Il senatore Marcello Dell’Utri è uno dei più vecchi amici di Silvio Berlusconi. Fu cofondatore del partito di Berlusconi Forza Italia e lavorò per oltre vent’anni per la Fininvest, la holding dello stesso, a partire dagli anni ’70.

In giugno è stato condannato a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Venerdì è stata pubblicata la sentenza intera, di seicentoquarantuno pagine, che difficilmente semplificherà lo sforzo di Berlusconi di rimanere al potere.

Stando alla sentenza, Dell’Utri ha agito da “tramite tra Cosa Nostra… e l’affarista Silvio Berlusconi”. In cambio la mafia avrebbe offerto protezione a Berlusconi, in cambio di estorsioni che sarebbero state pagate dalla Fininvest.

La sentenza stabilisce che Dell’Utri “scelse consapevolmente di mediare tra gli interessi della mafia e quelli imprenditoriali di Berlusconi dai quali i movimenti criminali traevano guadagno, nello stesso momento in cui Cosa Nostra veniva consolidata e rinforzata.”

Anche la mafia avrebbe dato un forte sostegno a Berlusconi al momento della fondazione di Forza Italia nel 1994.

Dell’Utri ha impugnato la sentenza ed afferma in un commento alle informazioni che “non c’è nulla di nuovo”.

[Articolo originale "Berlusconis vän länk till maffian"]


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Berlusconi giura sui suoi “figli e nipoti” che non ha fatto affari con Putin
Articolo di Politica estera, pubblicato domenica 5 dicembre 2010 in Spagna.
[El País]




Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi è tornato a smentire di aver approfittato dei rapporti internazionali dell’Italia, come sostenuto dai comunicati di Wikileaks che citano fonti del suo stesso partito, dell’opposizione e del governo della Georgia.

Per cercare di consolidare il peso delle sue parole, Berlusconi ha fatto ricorso a una formula già usata in passato, giurare sui suoi figli, ma con una variante: questa volta ha incluso anche i suoi nipoti. “Posso giurare sui miei figli e i miei nipoti che non ho mai guadagnato un dollaro e che ho sempre ha lavorato nell’interesse del mio Paese”, ha detto.

Parlando al telefono a un meeting del Popolo della Libertà Berlusconi, che il prossimo 14 dicembre affronterà una mozione di sfiducia in Parlamento, ha aperto per la prima volta al suo ritiro dalla politica: “Sono consapevole del fatto che ho una certa età (74 anni) e che prima o poi dovrò ritirarmi “, ha detto,”ma passerò il testimone soltanto quando avrò portato a compimento il programma di Governo e di certo mai ai dirigenti della vecchia politica, ma alle nuove generazioni di politici “.

Berlusconi ha attaccato Gianfranco Fini, suo alleato fino al luglio scorso, e il leader democristiano Pierferdinando Casini, suo alleato al Governo tra il 2001 e il 2006 e che adesso è uno dei firmatari della mozione di sfiducia contro di lui. “Casini ha il solo scopo di eliminare Silvio Berlusconi per prendere il suo posto”, ha detto. E su Fini, seppure senza nominarlo, ha affermato che “è di una totale incoerenza” e che “per ambizioni personali, vuole consegnare il governo del Paese alla sinistra”.

Secondo Il Cavaliere, i suoi attuali nemici del centro-destra sono “tipi di seconda fila” e “aspiranti leader politici di partito” che “non hanno mai fatto niente di importante per il Paese” e stanno “portando avanti un progetto per distruggere la credibilità dell’Italia”.

L’attacco a tutto campo arriva pochi giorni dopo che i dispacci di Wikileaks hanno rivelato che la diplomazia degli Stati Uniti sospetta che Berlusconi abbia tratto beneficio personale dai contratti energetici stipulati tra
Italia e Russia e, secondo il suo braccio destro Gianni Letta e il suo caro amico Giampiero Cantoni, il Primo Ministro sta “pagando il prezzo dei suoi scandali sessuali, famigliari e giudiziari”, è “politicamente e fisicamente debole”, dorme poco perché partecipa a “festini hard” e non si fida nemmeno dei propri servizi segreti.

Senza citare le fonti, oggi Berlusconi si è autodefinito “una star” della politica internazionale: “Pensate se uno di questi si sedesse a un tavolo di negoziati internazionali per difendere la posizione Italiana”, ha scherzato. E ricordando il recente vertice OCSE tenuto in Kazakistan ha aggiunto: “Ero io la star .Tutti venivano a farsi la foto con me. Per la mia esperienza e perché tutti mi conoscono come un tycoon (magnate) e non solo perché sono un politico”.

[Articolo originale "Berlusconi jura por sus "hijos y nietos" que no se ha lucrado con Putin" di Miguel Mora]


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La stampa straniera contro Berlusconi
"Nonostante la fiducia, ha fallito"
New York Times, Economist e Financial Times puntano il dito contro il premier. "Sconfitta personale". "E' aggrappato al potere con le unghie". "Probabili elezioni l'anno prossimo"

ROMA - Non basta la fiducia 1. Perché, nonostante sia ancora in sella il governo, Berlusconi è "scredidato, non ha più una maggioranza in grado di funzionare. Non è una situazione che l'italia può tollerare a lungo. Servono, e servono con urgenza, nuovi leader, nuove elezioni e uno stile di governo più onesto". Berlusconi ha fallito e il suo è "un fallimento personale". Questo il giudizio, sintetico e impietoso dei un editoriale del New York Times sulla situazione italiana.

Il quotidiano ricorda che "gli investitori sono nervosi sull'Italia". Certo il paese "non è la Grecia o l'Irlanda e il suo deficit è ancora gestibile" ma "anche prima della crisi finanziaria" la crescita economica era molto indietro rispetto a quella degli altri Stati europei "affondata da una corruzione pervasiva e da una pesantissima burocrazia ad ogni livello di governo". Berlusconi sinora ha sempre sostenuto di essere una scelta obbligata, cioè di essere l'unico "capace di tenere insieme le varie e disparate fazioni del centro-destra. Ora è incapace di fare persino questo". Considerato che dall'altra parte resta un centrosinistra "fratturato" al suo interno, "incapace di unirsi e formare un governo", il "fallimento di Berlusconi è personale". Dopo una serie di scandali personali o giudiziari, "si è alienato anche i suoi alleati politici più stretti". Il suo "restare in carica ha estenuato l'italia, indebolito il discorso pubblico, indebolito il governo della legge".

Duro anche l'affondo del Financial Times. Berlusconi deve avere delle "unghie resistenti", scrive oggi il quotidiano, riferendo su come il presidente del consiglio italiano sia riuscito, "tra la violenza nelle strade di roma e le risse in parlamento", a rimanere "aggrappato al potere" con il minimo scarto. Berlusconi può presentarsi come il vincitore, ma la sua "non è altro che una vittoria di pirro - sottolinea il Ft - perchè ha perso la maggioranza assoluta alla Camera e molti suoi ex colleghi sono oggi all'opposizione". Tuttavia, sebbene il governo sia in difficoltà, i suoi oppositori hanno poco da festeggiare, continua il quotidiano economico: "Il loro fallimento a trarne vantaggio serve solo a illuminare il loro scompiglio".

E titola "Aggrappato" (sotto un'irridente vignetta che ritrae il Cavaliere nudo attaccato a una colonna mentre sotto infuria la protesta) anche l'editoriale dell'Economist. Che descrive quanto accaduto il 14 dicembre - tra scontri e voto di fiducia una "giornata non bella per la democrazia parlamentare in Italia - per poi delineare un futuro incerto per Berlusconi, leader di "un governo di minoranza", destinato a barcamenarsi "di crisi in crisi e a racimolare giorno per giorno e legge per legge maggioranze raccogliticce". La sua unica speranza è di "andare avanti finché non ci siano i segni di una ripresa dell'economia e della sua popolarità personale". Il vero perdente, conclude il settimanale britannico, è Fini. "Ma anche il premier è stato gravemente indebolito. A meno che non riesca a concludere un accordo con l'Udc, sembra ancora probabile un'elezione l'anno prossimo".

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MessaggioInviato: 28/12/2010 - 04:41 
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Vecchio di secoli ma vivo e vegeto: macho italiani e femminucce fiamminghe
Articolo di Personaggi d'Italia, pubblicato venerdì 17 dicembre 2010 in Belgio.
[De Morgen]


La rubrica – o meglio, il monologo – del sindaco di Lovanio, Ministro di Stato e grande vecchio del socialismo fiammingo viene pubblicata ogni venerdì. Louis Tobback parla, Walter Pauli prende nota.

L’appendice di Berlusconi è davvero così importante per la Storia come lo fu il naso di Cleopatra?

“La settimana scorsa ho letto soprattutto spiegazioni in chiave personale della crisi italiana: Berlusconi ossessionato dal sesso, il vecchio caprone a cui piacciono le foglioline verdi. Ci sono state persino spiegazioni ‘sociologiche’: ogni italiano sarebbe dunque un macho che vuole cinque minorenni nel suo letto, a condizione che sembrino adulte. Ma la premessa: ‘tutti gli italiani sono macho’, non è al limite del razzismo? E tutti i fiamminghi sarebbero femminucce, giusto?

Quello che poi secondo me manca è l’analisi politica completa. Due donne del gruppo di Gianfranco Fini alla fine hanno sostenuto Berlusconi nella votazione cruciale. L’hanno davvero fatto perché quell’uomo è un atleta a letto? L’appendice di Berlusconi è davvero tanto importante per la Storia quanto lo fu il naso di Cleopatra? Davvero non esiste una spiegazione più razionale del perché 314 parlamentari abbiano votato a favore di Berlusconi e solo 311 contro

Questa settimana ho guardato Porta a Porta alla RAI, presentato da Bruno Vespa, uno degli irriducibili di Berlusconi. Vespa fa in modo che il partito di Berlusconi, il Popolo della Libertà, discuta con partiti di opposizione come l’Italia dei Valori o l’Unione di Centro. Per un’oretta è andata abbastanza bene, poi hanno cominciato a insultarsi – non solo i sei ospiti ma anche il moderatore partecipava con foga.

Un casino, con il Popolo della Libertà di Berlusconi nel ruolo di unico partito che riesce a convincere abbastanza gente, nonostante le volgarità e l’insolenza. Il problema fondamentale non è quindi la forza d’attrazione di Berlusconi, ma il fatto che gli altri non riescano a dar vita a una forza contrapposta unita. Eppure non è mai stato così facile come ora. Non ci sono mai state così tante argomentazioni per convincere l’italiano medio, non estremista, che Berlusconi deve andare via, no?

Dov’è l’Italia progressista e di sinistra? Dove sono i post-comunisti? I verdi? Dove sono le persone di buona volontà? Non esiste in Italia una maggioranza che condanna chi ha abusato di una ragazzina di sedici anni e che prova persino a toglierla dalle mani della polizia? Non lo credo.

Dicono che sia una questione di credibilità ma il problema è che la sinistra è – per quanto possibile – ancor meno credibile di Berlusconi. L’unico modo in cui la sinistra cerca di recuperare credibilità è schierandosi contro Berlusconi. Con tutto il rispetto: è un po’ troppo poco.

Chi non ha una propria forza da mettere in gioco, la scorsa settimana è stato improvvisamente condannato a sperare che Fini ce la facesse, perché solo sostenendolo la maggioranza di Berlusconi sarebbe caduta. Fini è un neofascista! Fini è l’uomo a cui anni fa Louis Michel ha rifiutato di stringere la mano, il politico a causa del quale Elio di Rupo voleva tagliare tutti i ponti con l’Italia. Oggi però la sinistra è così debole che improvvisamente ci spingono a sperare che Fini vinca. Per far sparire il colera devo scommettere sull’arrivo della peste. Meglio il neofascista Fini che l’immorale donnaiolo Berlusconi, è davvero così strano che molti italiani democratici nonostante tutto preferiscano votare il secondo? E dov’è la sinistra in questo dibattito? Da nessuna parte.

Questo stato di cose non è peraltro recente. Nel 2002, durante il secondo turno delle elezioni presidenziali, i socialisti francesi hanno dovuto subire l’onta di essere costretti a chiedere di votare Chirac, di destra, contro Le Pen, di estrema destra. In Germania i sondaggi svelano che i Verdi sono già più grandi dei social-democratici, un tempo così gloriosi. In Gran Bretagna, sembra che i Laburisti stiano recuperando terreno, ma solo perché i liberal-democratici di Nick Clegg stanno nettamente perdendo consensi. Quindi non perché Ed Miliband abbia così tanto da dire, ma ‘par le vide’, a causa del vuoto lasciato dai conservatori e dai liberal-democratici.

E nel nostro Paese? Cerchiamo innanzitutto di mantenere la calma, esiste la possibilità che Vande Lanotte ottenga un’ipoteca importante sulle questioni belghe. Soltanto per questo motivo spero che per il mio partito sia finalmente giunta l’ora di riflettere. Caroline Gennez ha lanciato il suo ‘Rinnovamento Imperfetto’, ma come lei stessa ammette quel racconto è per ora ancora incompiuto.

Fondamentalmente non si tratta di una malattia nazionale. Cosa proponiamo ancora in Europa? Il Partito del Socialismo Europeo (PSE) produce sterili tesi dottorali che io non leggo più, perché tendono a farmi venire il mal di testa. Noi socialisti ultimamente permettiamo persino che sia la Merkel a riformare le banche. Ma noi cosa ne pensiamo? Non lo so, non lo vedo, non lo sento.

[Articolo originale "Eeuwenoud, springlevend: Italiaanse macho's, Vlaamse watjes" di Louis Tobback - Walter Pauli]


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MessaggioInviato: 31/12/2010 - 05:16 
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Un nuovo scandalo investe Berlusconi
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato mercoledì 29 dicembre 2010 in Spagna.
[El País]



L’Italia si è svegliata oggi convertita nel paese del bunga bunga. Secondo quanto ha dichiarato ai magistrati di Milano la minorenne marocchina Ruby Rubacuori, che si chiama in realtà Karima K., dopo le cene nella villa di Arcore, Silvio Berlusconi invitava alcune ragazze selezionate a fare bunga bunga, spiegando che era un gioco che Muammar Gheddafi pratica con il suo harem africano.

In realtà il bunga bunga o unga bunga è, secondo l’Urbandictionary, una “selvaggia sodomizzazione di gruppo praticata in maniera figurata da alcune tribù africane”. Silvio Berlusconi, 74 anni, è solito spiegare il concetto alle visite delle sue notti “bunga bunga” raccontando una barzelletta che ha come protagonisti due ministri di Romano Prodi che cadono in mano ad una tribù africana.

“Il capo tribù domanda: Morire o bunga bunga?. Il primo risponde “bunga bunga”, e viene violentato. Il secondo sceglie “morire”. Ma il capo della tribù dice: “Bene, prima bunga bunga e poi morire”.

In questo modo oggi i quotidiani ed i social network dedicano grandissimo spazio e riflessioni al caso bunga bunga, mostrano le foto molto audaci della impudica Ruby in diverse discoteche e lanciano critiche fra l’ironico e il disperato sul primo ministro bunga bunga, di un paese bunga bunga, che un Governo bunga bunga diretto dalla villa di Hardcore sta portando al ridicolo internazionale bunga bunga.

Le implicazioni giudiziarie e politiche, in ogni caso, sono più serie di quanto sembra. Al momento tre persone dell’entourage intimo di Berlusconi sono formalmente accusate di sfruttamento della prostituzione: l’agente di spettacolo Dario Lele Mora, l’anziano presentatore del telegiornale di Rete Quattro Emilio Fede, e la ballerina del programma Colorado Café Nicole Minetti, presunta ex igienista dentale di Berlusconi promossa lo scorso marzo consigliere della Lombardia, la regione più ricca d’Italia.

I magistrati di Milano stanno indagando sui fatti successi la notte dello scorso 27 maggio, quando la minorenne Ruby Rubacuori (nome artistico dell’esplosiva ballerina marocchina di 17 anni) è stata arrestata con l’accusa di aver rubato 3000 euro e una collana di oro bianco ad un’amica brasiliana.

La Questura di Milano ha emesso ieri una nota nella quale si afferma che “non c’è stato alcun trattamento di favore della minorenne dopo la chiamata del primo ministro”, fatto che conferma che in effetti è stato Silvio Berlusconi a chiamare da Roma la questura per chiedere ad un alto funzionario di polizia di liberare la giovane, dicendo che era “nipote di Hosni Mubarak”, il presidente egiziano.

L’ambasciata egiziana a Roma, forse per prendere le distanze dalla crisi bunga bunga, ha smentito ufficialmente che il presidente del paese abbia qualche parentela con la minorenne marocchina.

Nel frattempo, Berlusconi ha reagito all’ennesimo scandalo con la solita tattica. All’inizio ha ammesso di aver aiutato Ruby perché è “un uomo di tal buon cuore che aiuta chi ne ha bisogno”; successivamente ha affermato che la sinistra “ha creato un caso dal nulla” ed oggi i media a lui vicini cominciano a indicare che Ruby è stata usata dall’opposizione e dalla magistratura “comunista” per gettare discredito sul primo ministro.

In un’intervista rilasciata alla stampa a Bruxelles dopo il Congresso Europeo, Berlusconi si è giustificato così: “Conduco una vita terribile, di sforzi inumani. Lavoro fino alle due e mezza di notte, mi arrivano i quotidiani, li leggo e non mi mettono di buon umore. Scrivo appunti per dare istruzioni al partito. Alle sette e mezza mi sveglio. Ogni tanto ho bisogno di una notte di distensione per ripulire il cervello dalle preoccupazioni, e nessuno mi farà cambiare stile di vita alla mia età”.

“Sono orgoglioso di questo stile, sono un anfitrione unico, direi irripetibile, allegro e pieno di vita, a casa mia entrano solo buone persone che si comportano bene”, ha aggiunto, e citando Julio Iglesias: “Amo la vita e le donne”. E il bunga bunga?, gli hanno chiesto. “E’ una vecchia barzelletta di molti anni fa che mi è sempre piaciuta. E anche questa volta mi ha fatto ridere”.

La stampa seria, al contrario, mette l’accento sulle implicazioni politiche del caso: La Repubblica e Il Corriere della Sera criticano “l’abuso di potere” del primo ministro che fa pressione per la liberazione della giovane mentendo sulle sue relazioni familiari e sottolinea il fatto che la ragazza sia arrivata ad Arcore di notte in una automomobile scortata dai Carabinieri.

Il Corriere della Sera richiama l’attenzione sulla confesione tra pubblico e privato della vita notturna del Cavaliere, avverte del costante “pericolo di essere ricattato” al quale Berlusconi si espone invitando chiunque alle sue feste. Scrive poi che circolano numerose foto delle notti pazze e documenta il cambio di guardia nella struttura dei “reclutatori” di veline fidate del primo ministro. Oltre ai citati Mora e Fede, Fiorenza Sarzanini cita Luigi Ciardiello, direttore di Publitalia 80, una delle imprese dell’impero Berlusconi.

In questo clima boccaccesco, il caso promette ancora spaventi e amarezze per altri protagonisti della politica nazionale, considerando che la giovane gogò ha dichiarato che alle feste di Arcore hanno partecipato anche parlamentari ed altri esponenti del Governo, uomini e donne.
Il Corriere afferma che Paolo Romani, fiammante ministro per lo Sviluppo Economico, è uno dei frequentatori assidui delle notti pazze del presidente. Non si sa, comunque, se pratica il bunga bunga.

[Articolo originale "Un nuevo escándalo salpica a Berlusconi" di Miguel Mora]

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Alessandro Longo a pagina 9 de La Repubblica odierna così intitola un bel trafiletto all'Egoarca. Ci racconta che "...i lettori dell'Helsingin Sanomat, il principale quotidiano finlandese, hanno attribuito a Silvio Berlusconi il titolo di "cafone dell'anno"....Oltre alla foto del premier, i finlandesi riportano una sua storica frase:"Meglio appassionarsi alle belle ragazze che ai gay". Quelli di Helsinki non hanno evidentemente mai dimenticato quando, nel 2005, Berlusconi ironizzò pesanemente sui cibi, sui monumenti e persino sulla presidente finlandese Tanja Halonen". L'import-export dall'Italia verso la Finlandia ancora ne risente a tutt'oggi: i danni prodotti e causati all'Italia, chi li ripaga? Cosa ne dice l'ectoplasmatico Frattini ad personam, facente (?) funzione di ministro degli esteri di questo disgraziatissimo paese?

http://iomidimetto.blogspot.com/2011/01 ... lanno.html

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Il sistema Berlusconi secondo il Nyt
"Sordido mondo di orge e ricatti"
Nel reportage della corrispondente da Roma gli ultimi sviluppi dell'indagine sul premier italiano e le prospettive incerte del governo: "Gli italiani sempre più preoccupati dalla frattura tra i mali del Paese e le priorità del capo del governo". E sui termini spuntati dalle intercettazioni in redazione si è anche dibattuto...

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"In Italia, dove una facciata di moralità cattolica nasconde una alta tolleranza di rapporti illeciti, Berlusconi è stato segnato dagli scandali per anni. Ma questa volta, con il premier che rischia l'incriminazione e con le intercettazioni che presentano un quadro di un sordido mondo di orge e ricatti di prostitute, le cose cominciano ad apparire diversamente". E' lucido e impietoso il reportage di Rachel Donadio da Roma sugli ultimi sviluppi delle vicende italiane. "Berlusconi è sopravvissuto a stento a due voti di fiducia a dicembre e ora potrebbe vedersi costretto a nuove elezioni se uno degli alleati della sua incerta coalizione si dovesse ritirare".

La sintesi della vicenda, compito non certo semplice, porta il Nyt a concludere che "Lo scandalo ha un cast di personaggi che riempirebbe un'intea soap opera". La sostanza dell'inchiesta - basata su "intercettazioni stupefacenti" - appare incontrovertibile: "Le intercettazioni pubblicate danneggiano l'immagine da superman che Berlusconi ha aiutato a coltivare". "In un messaggio televisivo, un Berlusconi teso, il volto ricoperto di fondotinta, ha attaccatoi magistrati che stanno indagando su di lui (....) Seduto davanti a uno sfondo di foto di famiglia Berlusconi ha aggiunto che le sue feste si svolgevano "nella più assoluta eleganza, decoro e tranquillità".

Oltreoceano, si fa fatica evidentemente a concepire l'evidenza di quel che sta accadendo in Italia. "Spiegare questa storia ai lettori americani è una vera sfida", ci dice Rachel Donadio . Ad esempio, la ormai nota frase di Ruby riportata dalle trascrizioni delle intercettazioni in cui la ragazza così si riferiva a Noemi Letizia "Per lui lei è la pupilla e io il culo", ha creato dibattito tra Roma e New York: "Il New York Times ha un codice di stile molto rigoroso che non permette di riportare parolacce o volgarità compreso ass (culo), né consente formule tipo 'c....' o eufemismi allusivi ("ha usato un altro termine per fondoschiena"). Ho sostenuto un dibattito piuttosto divertente con i miei editor su quella frase. Alla fine, hanno vinto loro. Hanno detto che "culo" non era così essenziale ai fini della storia perché ci fosse bisogno di stamparlo. Ma - conclude - con tanta abbondanza di altro ottimo materiale, non penso proprio che la storia ne abbia sofferto!".


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