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 Oggetto del messaggio: Sull'isola di Polvese
MessaggioInviato: 23/05/2014 - 00:35 
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Sull'isola di Polvese a spasso tra canneti e ulivi

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Un fascino calmo avvolge l’Isola Polvese con i suoi canneti, i suoi ulivi e i sentieri dei profumi con la lavanda e le siepi di rosmarino. E’ la più grande delle isole del lago Trasimeno ed è un laboratorio naturale dal punto di vista botanico, perché in questa piccola isola convivono tre aree che si toccano tra loro: la zona umida, il bosco e le colture. Ma l’isola è anche al centro di un progetto di ecosostenibilità e di eco turismo dove vengono anche sperimentate tecniche avanzate per il contenimento energetico e colture biologiche.
Si arriva in battello partendo dal borgo dei pescatori di San Feliciano. Dal molo, l’isola sembra quasi di toccarla, ma sembra così lontana nel tempo perché la luce gioca con l’acqua e le dà un aspetto irreale, complice anche la piccola foschia che spesso l’avvolge e la protegge anche d’estate, tipico delle lagune. Dopo una brevissima traversata, si attracca su un piccolo molo e da qui si attraversa un corridoio sull’acqua che porta alla villa principale e al piccolo borgo.
Si attraversa il grande viale dei tigli e tutto intorno la grande ombra di salici, tamerici acacie, pini platani e oleandri in fiore. Qui si trova un piccolo centro servizi, un bar e l’albergo ricavato nella residenza che una volta era la dimora dei proprietari e che è gestito da una Cooperativa. L’atmosfera della vecchia villa ricorda i fasti della nobiltà fin de siecle quando l’isola era usata come riserva di caccia e la grande casa ospitava proprietari ed amici. Prima di diventare pubblica,tra l’ 800 e il 900, l’isola fu di proprietà di Ferdinando Cesaroni che la donò alla nipote quando sposò il poeta Ugo Ojietti, poi passò ai conti Citterio che furono gli ultimi proprietari fino al 1973 , per poi passare all’amministrazione di Perugia. Se non ci sono turisti , l’isola è praticamente disabitata e se si rimane a pernottare si è davvero tagliati fuori dal mondo, con lo sguardo alla terra che rimane laggiù, al di là dell’acqua.
Per visitare l’isola, basta andare a piedi o in bicicletta, perché le auto non esistono e il silenzio è assoluto, l’intero giro richiede circa un’ora e mezza, perché l’isola ha un perimetro di appena 5 chilometri . Si parte dal centro servizi e si inizia con il corridoio dei profumi uno dei tanti percorsi naturalistici di quest’isola che è anche Parco Scientifico Didattico.Mentre si cammina, sale il profumo di lavanda che è ancora in fiore, si prosegue tra viali alberati di tigli, ippocastani , si incontrano piccole spiagge che si alternano a spiazzi verdi dove crescono salici e tamerici, si prosegue e si incontra un lunghissimo filare di cipressi, maestoso e spettacolare.
La coreografia è perfetta e teatrale, nell’isola hanno lavorato grandi maestri di botanica e architetti di giardini tra i più famosi al mondo e alla bellezza naturale si è aggiunto negli anni un grande gusto estetico Camminando si arriva ai canneti, il più grande si trova sul versante meridionale ed orientale e presenta una ricca vegetazione acquatica che fa dell’isola un centro di ricerca importante per lo studio delle zone umide. In questa zona non è difficile incontrare aironi e germani che spesso danno il benvenuto anche vicino al molo d’attracco. Il bosco invece occupa la parte settentrionale dell’isola, ricco di alberi tipici delle zone mediterranee, in particolare lecci, mentre nel sottobosco si intersecano tra loro gli allori, i pungitopo e nei punti più soleggiati i biancospini. Nelle zone coltivate spiccano invece gli olivi, portati qui dai monaci nell’epoca medievale e che ora si estendono per 40 ettari e che permettono la produzione di un olio locale biologico che viene spremuto a freddo e prodotto dal Frantoio dell’isola. Tra gli olivi si trovano anche antichi ciliegi, albicocchi e alberi monumentali di fichi ricordi di una vita agraria, quando l’isola era abitata da contadini e comunità agresti. Ora l’isola è più che altro un angolo riparato dal mondo, dove le sole voci sono quelle dei visitatori Quest’anno i turisti sono pochi, e così l’isola è ancora più silenziosa. In quest’atmosfera rarefatta si arriva al monastero dove le pietre raccontano dei monaci Olivetani che rimasero sull’isola fino alla metà dell’800 , coltivando per secoli le terre dell’isola regalando ricette e antiche regulae. Lungo il percorso antico c’è la Fortezza di cui sono salve solo le mura esterne e che ora adibita ad anfiteatro per spettacoli ed eventi. Poco distante una piccola chiesa medievale con un belvedere sul lago che in estate è avvolto dal sole. Intorno cipressi e lecci che contrastano con la loro ombra la luce accecante che si infrange sulla pietra chiara . Durante il giro dell’isola si cerca la Porcinaia la grande piscina con il suo Giardino delle Piante Acquatiche. Prende il nome dal Pietro Porcinai, considerato uno dei maggioroi architetti italiani del paesaggio del 900 che costruì la piscina su commissione del conte Giannino Citterio.
La Piscina sorge in una cava di arenaria, utilizzata fin dal’antichità per ricavare la pietra da usare per le costruzioni dell’isola.E’ scavata nella roccia ed è alimentata dalla acque del Trasimeno. Intorno al grande specchio d’acqua centrale ci sono le vasche laterali dove crescono ninfee, fior di loto e gigli d’acqua. Realizzata nel 1959, viene annoverata tra i primi esempi di opere di ecocompatibilità. Porcinai , oltre a innumervoli opere realizzate in Italia partecipò alla sistemazione delle terrazze del Centre Pompidou a Parigi e lavorò con Giò Ponti ad un intenso programma di divulgazione per la difesa del verde, per lanciare la cultura green. Per fermarsi sull’isola o per mangiare le specialità del lago, si può scegliere il piccolo albergo ‘La Villa che è davanti al molo, circondato dalle case rurali che formano il borgo dell’isola una delle quali ospita il vecchio frantoio con la macina in pietra.. la villa ricorda le atmosfere belle epoque e un po’ rural chic’, ma i prezzi sono molto abbordabili.
Dal grande prato antistante si vede l’attracco e il grande lago, ci si siede sotto i tigli che contrastano il caldo dell’estate.Annesso all’albergo c’è anche la Bottega della qualità con i prodotti biologici le paste artigianali e le farine bio Oppure ci si ferma nell’ostello‘La Fattoria’ che sorge nella parte collinare con la sua splendida terrazza sul lago L’ospitalità è allegra, il menù è quello di casa, con i piatti umbri cucinati dalla mamma del gestore,un ragazzo giovane che ha sposato una brasiliana che serve cocktail e capirinha, mescolando tradizioni umbre e carioca.L’ostello, ricavato in una vecchia casa in pietra, era una volta la fattoria dei Citterio, nel menu prodotti biologici locali.

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 Oggetto del messaggio: Re: Sull'isola di Polvese
MessaggioInviato: 23/05/2014 - 14:50 
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Iscritto il: 20/08/2008 - 08:54
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Località: Provvisoriamente definitiva: la terra di Arlecchino e dei Tasso
L'isola vale ampiamente una visita :)

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