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Israele in un weekend
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Autore:  Mirtilla_Malcontenta [ 08/05/2014 - 06:27 ]
Oggetto del messaggio:  Israele in un weekend

Scoprire Israele. In un weekend
di Sara Ficocelli
Dal mare d'inverno di Tel Aviv a Gerusalemme, dai mercatini ai luoghi sacri. Idee per una visita-lampo nel periodo delle feste

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Sono tante le ragioni per cui la gente è attratta da Israele. Una terra che sa di agrumi e melograni, di sole e tramonti, di spezie, di mare, di notti nere e stellate. Israele è una piccola fetta di terra che racchiude infiniti tesori: città antiche, chilometri di deserto, le depressioni del Mar Morto, e su tutto la più grande delle ricchezze, un melting pot senza pari di culture e religioni. L'antico e il moderno si fondono nello stato ebraico come nell'animo si mescolano le emozioni un istante dopo averci messo piede, perchè nessun luogo emana la stessa energia spirituale, indipendentemente da ciò che si crede.

Visitare in tre giorni questo Stato di poco più di 20mila chilometri quadrati è possibile: le città principali distano un centinaio di chilometri l'una dall'altra e l'ideale, per non fare e disfare troppe volte la valigia, è far tappa a Tel Aviv e poi spostarsi noleggiando una macchina, prima verso Gerusalemme e poi a Nazaret.

L'arrivo al Ben Gurion International Airport (dal nome del politico israeliano che nel 1948 fondò lo Stato) può risultare un po' traumatico se non si sopportano bene gli interrogatori e occorre fare attenzione a riporre tutti gli oggetti tecnologici esclusivamente nel bagaglio a mano, a meno di non voler trascorrere tre ore in compagnia delle guardie. Dopo le domande di rito salirete sull'aereo della compagnia israeliana El Al, che per rispetto della religione ebraica non vola di sabato, e in poco più di tre ore sarete a destinazione.

Dall'aeroporto alla città di Tel Aviv il tragitto è breve, circa 20 minuti. Un buon posto in cui alloggiare è l'hotel Dan Panorama, che affaccia sullo splendido lungomare della città ed è situato a 10 minuti di passeggiata da Giaffa, durante il medioevo il principale porto della Palestina, oggi situata nella parte sud-occidentale di Tel Aviv. Qui, perdersi tra negozi di frutta e bancarelle di stoffe e ceramiche è facile e i vicoli che si inerpicano verso l'alto offrono allo sguardo scorci di mare che non si dimenticano facilmente. Così come è difficile scordare, a Tel Aviv, l'atmosfera di Rothschild Boulevard, la via principale della città, piena di hotel, ristoranti e negozi di pregio. Antico e moderno, passato e presente, una fusione continua.

Ma la cosa più sorprendente dell'area metropolitana più grande e popolosa in Israele, denominata Gush Dan (Blocco di Dan), è la sua vita notturna, tanto che un detto popolare israeliano dice "Gerusalemme prega e Tel-Aviv si diverte". Locali come il Social Club Restaurant, gremiti di persone di tutte le età, sono il simbolo di una night life che non conosce pari nel resto del Paese e che tiene testa senza difficoltà alla movida di Londra, Roma e Parigi. Tel Aviv è inoltre una delle principali mete del turisto gay e lesbian, e le strade pullulano di locali gay-friendly. Insomma, ce n'è per tutti i gusti. Attenzione però a non lasciarvi trasportare troppo dai bagordi notturni, perchè il giorno dopo la sveglia suonerà presto. Destinazione: Gerusalemme, la città santa.

Il viaggio verso la capitale, punto di riferimento di tre religioni monoteiste (giudaismo, cristianesimo, islamismo), dura circa un'ora. Una volta arrivati, si può cominciare il giro visitando l'Israel Museum, dove sono esposti i Rotoli del Mar Morto e altri rari manoscritti biblici e dove è possibile ammirare un affascinante modello del secondo Tempio di Gerusalemme e della città prima della sua distruzione ad opera dei romani, nel 66 d. C. Costruito originariamente per il Jerusalem Holyland Hotel, oggi il plastico è una delle attrattive principali del museo.

Il tour vero e proprio può cominciare dal Monte degli Ulivi, per una vista integrale della città dall'alto da mozzare il fiato. Evitate di farvi la foto a dorso di uno dei cammelli messi a disposizione per i turisti perché questi animali vengono a questo scopo costretti a inginocchiarsi e rialzarsi di continuo a colpi di frusta, e accontentatevi della più semplice, meravigliosa immagine della città, tra cupole di moschee, sinagoghe, alberi di ulivo e agrumeti.

Da qui, riprendete la macchina e scendete, per andare a scoprire i tesori della città vecchia. Una tappa obbligatoria è naturalmente quella al Muro Occidentale, o semplicemente Kotel, o Muro del Pianto, un muro di cinta risalente all'epoca del secondo Tempio di Gerusalemme dove la gente prega, perchè qui, secondo la tradizione, era la casa di Dio. Se siete amanti della fotografia, fate attenzione a non venire di sabato, perchè per la cultura ebraica questo è un giorno sacro in cui non è concesso svolgere alcun tipo di attività lavorativa, neppure quella fotografica.

Lungo la via Dolorosa, la strada che, sempre secondo la tradizione, corrisponde al percorso lungo il quale Gesù, portando la croce, fu condotto al luogo della crocifissione, vi emozionerete e soprattutto vi sentirete parte di qualcosa: della Storia, della spiritualità che è dentro di voi, e se siete atei, più semplicemente, della bellezza. Di stazione in stazione, come recita una canzone di Fossati, ripercorrerete le tappe di un dolore che oggi è simbolo di altre e diverse sofferenze, e in questo fluire di sensazioni contrastanti giungerete, in pieno quartiere cristiano, al Santo Sepolcro di Cristo. La fila per accedere al sepolcro vero e proprio può essere lunga anche due ore, ma una volta entrati l'emozione è fortissima. Tutto intorno, la basilica del Santo Sepolcro, o Chiesa della Tomba o della Resurrezione, ingloba sia quella che è ritenuta la "collina del Golgota", luogo della crocifissione, sia il sepolcro scavato nella roccia, dove il Nuovo Testamento riferisce che Gesù fu seppellito. Corpi genuflessi, mani in preghiera, rosari poggiati sulla roccia per essere benedetti: il contesto, inutile dirlo, è suggestivo, e dappertutto regna un religioso silenzio, disturbato solo dal brusio della folla, che qui accorre da tutto il mondo. Per godersi un po' di shopping l'ideale è il mercato arabo, con le sue spezie e le sue stoffe meravigliose, o anche il Cardo, nel quartiere ebraico.

La sera potrete fermarvi a cenare in città nell'ottimo Racha Restaurant, specializzato in cucina georgiana ma eccellente anche nella preparazione di piatti tipici della cucina ebraica. Gustatevi una delle specialità a case di carne (squisito il filetto alla brace) e poi fate ritorno a Tel Aviv. Pronti per l'ultima, sorprendente giornata di viaggio.

A Nazaret, situata nel distretto Nord di Israele, nella regione storica della Galilea, la maggioranza della popolazione è cittadina araba di Israele e si divide in un 31,3% di cristiani e un 68,7% di musulmani. Universalmente come la città d'origine di Gesù, che, secondo i Vangeli, pur essendo nato a Betlemme, vi abitò durante la sua infanzia e giovinezza, è il luogo suggestivo in cui potrete ammirare la casa di Maria e la chiesa dell'Annunciazione, che secondo la tradizione qui venne fatta alla Madonna dall'Arcangelo Gabriele. Nella chiesa dell'Annunciazione bagnatevi le dita alla fonte di una delle sorgenti d'acqua più antiche, che sempre secondo la tradizione esisteva anche quando Gesù era bambino. Duemila anni fa qui c'erano solo due capanne e qualche animale da pascolo, ed è quindi probabile che quest'acqua sorgiva sia la stessa che allora dava da bere agli abitanti.

Tornando verso Tel Aviv, un'ultima tappa può essere a Cesarea, città e porto fondata da Erode il Grande tra il 25 a. C. e il 13 a. C, e sul Monte delle Beatitudini, la collina da cui Gesù declamò quello che viene chiamato il "discorso della montagna". Il paesaggio è meraviglioso perchè il monte crea un anfiteatro naturale che degrada fino alla riva del lago. Tutto intorno al Santuario, piante e fiori straordinari riempiono di colori e profumi un altro luogo simbolo della tradizione cristiana.

L'ultima sera, a Tel Aviv, un luogo simpatico per consumare un'ottima cena è il Dr. Shakshuka, con le sue pentole appese al soffitto e il suo giardino coperto decorato con sedie e tavoli colorati. Ordinate una porzione di Hummus e poi tornate all'albergo a piedi, per un'ultima passeggiata a Tel Aviv. Israele vi mancherà, e ve ne andrete con la voglia di tornarci, come accade nei viaggi migliori.

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