La Torre della Rosa d'Argento

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Caorle, l’Adriatico che non ti aspetti
Il tratto di laguna veneta che affascinò Hemingway
GIULIA STOK

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Tra Trieste e Venezia, spunta l’Adriatico che non ti aspetti: due lunghe spiagge di sabbia, ma anche un borgo medievale con calli e campielli su cui si stringono case di pescatori dai colori vivaci, e una laguna quasi intatta che affascinò Hemingway. Siamo a Caorle, in Veneto, dove l’estate si avvicina al termine in una girandola di eventi, avvolti da una rilassante miscela di fascino veneziano e atmosfera anni Sessanta.

I due ampi lidi della cittadina sono separati da un piacevole lungomare che termina alla Madonna dell’Angelo, chiesa di antichissime origini rimaneggiata più volte nei secoli per rimediare alle incursioni delle onde, ma ancora affascinante per la sua posizione spettacolare e per la forza della devozione cittadina che le dedica ogni cinque anni una grande processione tra terra e mare. Senza aspettare il 2015, in suo onore è anche organizzata la Regata della Madonnina del 1° settembre, aperta a tutti i cabinati dell’Alto Adriatico. Un buon punto di osservazione è lo stesso lungomare Petronia, fiancheggiato da una singolare scogliera: nata come semplice diga di protezione, dal 1993 i suoi blocchi di trachite sono insieme sede e materiale di una biennale di scultura. Così tra la Madonna e il borgo si susseguono orecchie in ascolto, tritoni, molluschi inquietanti e uomini in attesa.

Seguite le sculture finché lo sguardo non sarà attirato da un singolare campanile, in mattoni, cilindrico e leggermente pendente: risale al 1100 e accompagna la bella cattedrale romanica dedicata a Santo Stefano. All’interno, influssi bizantini e una bella pala d’oro di bottega veneziana, secondo tradizione il regalo alla città della regina di Cipro, scampata a un naufragio su queste rive a metà Quattrocento. All’ombra del campanile ogni giugno si svolge il festival di poesia FlussiDiversi, che fa incontrare poeti giovani e affermati, veneti e internazionali.

Inoltrandosi nel borgo, le finestre gotiche sulle pareti sgargianti sono una festa per gli occhi, così come i nomi delle vie evocano epoche lontane: Calle delle Liburniche - le navi veloci dei Liburni, popolazione che precedette i Romani in queste terre- , Rio Terà delle Botteghe - strada nata dall’interramento di un fiume a metà Ottocento, per recuperare spazio abitabile e combattere la piaga della malaria.

In breve si raggiunge il porticciolo, da cui partono anche le escursioni in laguna. Caorle ha un’antica tradizione marittima: porto della vicina Julia Concordia in epoca romana, davanti alle sue coste naufragò una nave carica di anfore di vino nel I secolo a.C. Prossimamente aprirà un Museo Nazionale di Archeologia del Mare, di cui oggi è visitabile una piccola anteprima, con sale zeppe di anfore e ancore. Tuttora la città vanta una delle più importanti flottiglie pescherecce dell’Alto Adriatico: per avvicinarsi alla vita dei pescatori, oltre a curiosare tra caorline e bragozzi, vale la pena imbarcarsi sulla Motonave Arcobaleno. Il comandante è Mario Rossetti detto “Musigna”: personaggio poliedrico, pittore ospite della Biennale di Venezia, poeta, scrittore, pescatore, marinaio, pranoterapista, racconta storie sulla laguna e su Ernest Hemingway che la amava, tanto da descriverla in “Al di là del fiume tra gli alberi”. Tra canneti e uccelli acquatici, si sbarca in un casone da pesca, tipica capanna lagunare di canne palustri rette da un’architettura di pali di legno, con tetti spioventi fino a terra. Qui, in un unico ambiente raccolto intorno al focolare, vivevano i pescatori per i lunghi mesi di attività.

Grazie al loro sforzo, oggi come allora si possono gustare brodetti e grigliate, anguille, seppie, scorfani, spigole e moeche, in pensioncine dall’ottimo rapporto qualità prezzo (ad esempio, l’hotel Sara, http://www.sarahotel.it) o ristoranti a gestione famigliare (ad esempio, Al Postiglione). Qualche chilometro fuori da centro, vale la pena raggiungere Ca’ Corniani, un’antica azienda agricola in un interessante complesso di architettura rurale: è il primo esempio di bonifica integrale della paludi venete realizzato su iniziativa privata. Nella cantina, interessanti soprattutto il Pinot Grigio e il Sauvignon, mentre l’Osteria offre piatti di pesce e di carne.
Davvero, come scriveva Hemingway, la laguna di Caorle è “rimasta antica nei suoi umori e nel sapore della vita”. Se vi conquista al punto di fermarvi per un altro weekend, il 6 e il 7 settembre avrete due sorprese: una ricca festa del pesce e un collaudato festival di teatro di strada con artisti provenienti da tutta Europa.

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