La Torre della Rosa d'Argento

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Australia
MessaggioInviato: 30/04/2014 - 00:14 
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Iscritto il: 19/06/2007 - 07:57
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Australia. Isola di biodiversità
di Luigi Bolognini
Canguri, koala, pinguini, "diavoli", ornitorinchi. Un mondo animale unico, diverso da tutto, in un ambiente paradisiaco. Da Uluru alla Kangaroo Island alla Tasmania

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Il cammello è un animale tipico australiano». Trovate l'errore in questa affermazione. Semplice: l'errore è dire che c'è un errore. Perché è vero che se uno pensa all'Oceania pensa subito al canguro, al koala, all'ornitorinco e il cammello è associato ai deserti di Asia e Africa. Invece ce n'è circa un milione, discendenti di esemplari portati dall'Africa a metà Ottocento: le attrattive più curiose dell'outback, l'enorme nulla che è oltre il 90 per cento dell'isola e il suo cuore geografico. Ma un giro zoologico dell'Australia può passare anche da altri animali insospettabili. L'ape (per di più ligure) e il leone marino di quel fossile vivente che è Kangaroo Island. Il Diavolo della Tasmania, che non è solo un personaggio dei cartoon. Addirittura - se si è fortunati con la stagione - le balene e i pinguini non troppo lontano da Melbourne.

Sicuramente a incuriosire di più è il cammello, che spadroneggia tra Ayers Rock e Alice Springs (zona di qualche migliaio di chilometri quadrati, un fazzoletto dei circa 7,5 milioni totali dell'isola). Pare incredibile, ma è ancora usato come mezzo di locomozione: a chi vive nella zona di Alice Springs può capitare di vedersi, infatti, arrivare il portalettere sulla "nave del deserto". E a sud della cittadina c'è la Frontier Camel Farm, fattoria che ospita un museo dedicato ai cammelli e permette di fare escursioni a due gobbe. Ma il trionfo dei cammellieri è più a sud, ad Ayers Rock, che si può vedere tutta a dorso di questi animali. Non si arriva ai piedi della roccia perché gli aborigeni, che ne hanno ri-ottenuto da poco la gestione, non gradiscono ma in uno qualunque dei tanti belvedere che la circondano a distanza di alcuni chilometri. Si possono scattare fotografie strepitose. Meglio scegliere l'alba o il tramonto, momenti durante i quali il gigantesco monolite si tinge di colori diversissimi. Il costo dell'escursione è di 119 dollari australiani, ovvero circa 90 euro, visto che un dollaro vale sui 75 centesimi di euro mentre
se ci si vuole togliere la soddisfazione di un giro nel deserto sul cammello si spendono da 15 a 75 dollari, a seconda della durata della gita. Altri prezzi, infine, per scorrazzare lungo la spiaggia a Broome, nel Nord-Ovest.

Lo sfruttamento turistico è quasi un risarcimento che gli australiani chiedono ai cammelli. Gli animali creano serissimi problemi all'ambiente: producono quantità inimmaginabili di metano con le loro emissioni di gas organici, prosciugano le poche sorgenti del deserto e distruggono le piantagioni al ritmo annuale di una tonnellata di vegetali a testa. Per questo il governo ha anche varato un piano di abbattimenti controllati. E dove finisce la carne delle povere bestiole? In gran parte marcisce nel deserto, ma si trova anche nei bar della zona di Ayers Rock dove si consuma quotidianamente il camel-burger che è esattamente ciò che il nome fa intendere. Provatelo una volta nella vita: il cammello è dolciastro, quasi insopportabile.

Chiunque arrivi in Australia si renderà conto dell'attenzione quasi spasmodica che alla dogana mettono per bloccare frutta e verdura. Perché? Non va guastato l'isolamento ambientale di un Paese che è stato un mondo a parte per millenni e che ancora oggi in parte lo è. Certo, sbarcando - dal traghetto o dall'aereo - a Kangaroo Island la polizia domanda ossessivamente se qualcuno ha con sé del miele o delle api. Il motivo? L'isola è il solo luogo al mondo dove esiste ancora nella sua versione pura l'ape Ligustica, ovvero Ligure. Arrivò qui con un immigrato che sbarcò nel 1822 e ci si è trovata benissimo. Il suo miele è unico perché non succhia fiori di acacia né di castagno, ma di eucalipto, albero del sidro, cup gum, cong mallee e altre piante che esistono solo qui. In più non è mai stata incrociata con altre razze, tanto che Italia e Australia hanno avviato un progetto di cooperazione per il recupero del suo patrimonio genetico. E il solo modo per comprare il suo miele è venire qui: per motivi sanitari è vietato spedirlo all'estero. Ci sono varie fattorie dove imparare tutto, ma proprio tutto, sulle api e la produzione di miele, cera e pappa reale e ovviamente fare acquisti.

Kangaroo Island offre l'occasione per osservare una carrellata di animali. Leoni marini, per esempio, che si possono (quasi) toccare al Seal bay. Stanno in riva al mare, sbadigliano, giocano, si contendono qualche pesce, si mettono in posa per le foto (i tour vanno da 15 a 60 dollari, 11.45 euro a seconda del momento del giorno e della presenza o meno di una guida). Mentre chi vuole provare il brivido di farsi mangiare in mano dai canguri o grattare la schiena di un koala può andare al Parndana Wildlife Park (12 dollari, 9 euro): uno zoo senza gabbie ricco di uccelli, tartarughe, echidna e tutto il bestiario australiano. La sera, imperdibile il molo di Kingscote: al tramonto un omino con due secchi pieni di pesce nutre i pellicani e la baruffa che si vede ricorda molto quella di un pollaio quando arriva il becchime.

Davvero made in Australia è il Diavolo della Tasmania, noto per due personaggi che ne hanno il nome: il voracissimo Taz Devil dei cartoni animati della Warner e un supereroe gay e tormentato dei fumetti Dc. Mantello nero, urla notturne spaventose, dieta a base di carogne e una presa coi denti che è così forte da tritare anche le ossa e la capacità di mangiare in mezz'ora carne per il 40 per cento del suo peso (fatte le debite proporzioni, un uomo di 80 chili ne dovrebbe ingurgitare 32). E pensare che il Diavolo è pacifico, a meno che non lo si disturbi. Si lascia tranquillamente osservare nei parchi di cui la Tasmania è piena.

Ma fatelo con il rispetto che si deve a un malato: circa la metà degli esemplari ha un tumore facciale che sta decimando la specie. I soldi per curarlo vengono anche dalla Warner, che aveva messo il copyright sul nome Tasmanian Devil, per poi raggiungere un accordo coi governi locali. Eper chi non si accontenta di osservare gli animali terrestri, nella zona di Melbourne si possono incontrare balene e pinguini (non siamo lontanissimi dal Polo Sud). I cetacei si avvistano nell'inverno australe al largo di Warrnambool, città in fondo alla Grand Ocean Road, 240 chilometri ininterrotti di scorci, fari e belvedere.

Ben più vicina a Melbourne, Phillip Island, regno delle moto una volta all'anno e per tutto l'anno dei pinguini. Di giorno vanno a zonzo, di sera rientrano. È allora che li si può osservare ciondolare dalla spiaggia ai nidi. Attenzione però: i tour guidati sono carissimi (da 80 dollari, 60 euro), bisogna star zitti e soprattutto sono proibite le foto.


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