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Cose sottratte e danneggiate in albergo: quando e in che limiti risponde l'albergatore?
di Maria Nefeli Gribaudi


Il Contratto di albergo, pur essendo frequente nella realtà economico-sociale, non trova una specifica regolamentazione all'interno del codice civile né da parte della legislazione speciale.

Si tratta infatti di un contratto atipico, non espressamente previsto in sede legislativa, in forza del quale l'albergatore, organizzando la sua attività in forma di impresa, si obbliga al compimento di molteplici prestazioni, aventi tra loro natura diversa: la locazione dell'alloggio, la fornitura di servizi e la custodia delle cose del cliente.

Sotto il profilo formale si tratta di un contratto a forma libera che può concludersi per iscritto tramite telegramma, fax, lettera cartacea o elettronica, ovvero verbalmente, di persona o telefonicamente o, infine, attraverso un comportamento concludente. In riferimento a quest'ultimo, non è tuttavia sufficiente l'ingresso nei locali dell'albergo, ma occorre, invece, che sia formulata la richiesta di alloggio e che vi sia la relativa disponibilità, indipendentemente dalla concreta assegnazione e, a maggior ragione, dell'occupazione dell'alloggio.
Il contratto d'albergo può anche concludersi per via telematica attraverso la compilazione degli appositi moduli reperibili sui siti internet degli alberghi. In tal caso vengono applicate le disposizioni della Direttiva sul commercio elettronico CE 31/2000, recepita dall'ordinamento italiano con d.lgs. 70/2003, secondo cui l'albergatore deve dare conferma dell'ordine al cliente senza ritardo e per via elettronica.



Responsabilità per le cose sottratte, distrutte, deteriorate in albergo

Il codice civile agli articoli 1783 e seguenti, tuttavia, si interessa espressamente del contratto di albergo laddove prevede specifiche regole che definiscono e limitano la responsabilità dell'albergatore.
Tale responsabilità, è diversamente graduata a seconda della circostanza che le cose sottratte distrutte o danneggiate siano solo portate dal cliente in albergo ovvero siano da questi effettivamente consegnate in custodia all'albergatore.
Si tratta di norme inderogabili dall'autonomia contrattuale delle parti ed i patti contrari, volti ad escludere o a limitare la responsabilità dell'albergatore, sono affetti da nullità e sostituiti dalla disciplina prevista dalla legge.






Responsabilità per le cose portate in albergo

Sono considerate cose portate in albergo:

a) le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dell’alloggio;

b) le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia, fuori dell’albergo (perché nel caso contrario si ricade nell’ipotesi di cose consegnate in custodia) durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone dell’alloggio.

c) le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia sia nell’albergo, sia fuori dall’albergo, durante un periodo ragionevole, precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’albergo: è questa la tipica ipotesi del bagaglio inviato prima dell’arrivo o lasciato dopo la partenza per essere prelevato dopo la spedizione.



Le cose dimenticate in albergo, invece, non soggiacciono a tale disciplina: in tal caso, infatti, il contratto alberghiero viene meno, avendo ormai esaurito i suoi effetti e troverà applicazione la disciplina generale dettata dall'articolo 2043 del codice civile il quale subordina, tra l'altro, la responsabilità alla prova del fatto colposo o doloso dell'albergatore.



La responsabilità dell'albergatore, quando si tratti di cose portate in albergo, ovvero quando siano ivi introdotte senza che delle stesse vi sia stata materiale consegna da parte del cliente, incontra un limite quantitativo: il risarcimento del danno è limitato al valore delle cose sottratte, distrutte o deteriorate, sino ad una somma pari all'equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell'alloggio per giornata.



Il parametro del prezzo di locazione dell'alloggio per giornata sottolinea il nesso esistente tra la prestazione alberghiera ed il dovere di protezione delle cose del cliente, quale obbligazione accessoria strumentale al soddisfacimento della prima.



Secondo le regole generali, spetta in ogni caso al cliente provare l'introduzione della cosa in albergo e l'entità del danno subito.



Per prezzo di locazione giornaliero dell'alloggio deve intendersi il corrispettivo pattuito dalle parti per il godimento della camera e per la somministrazione dei servizi ed accessori indispensabili; rimangono invece esclusi i servizi accessori.



Tale parametro, tuttavia, assume una portata più ampia quando sia pattuito, fin dall'origine, un prezzo comprensivo sia dell'alloggio sia di prestazioni accessorie ed ulteriori, ad esempio la somministrazione dei pasti, qualora queste siano assunte negozialmente quali condizioni imprescindibili dell'alloggio.



Il limite massimo del danno risarcibile, tuttavia, viene meno qualora la sottrazione, distruzione, ed il deterioramento delle cose portate in albergo siano dipesi da colpa dell'albergatore, dei membri della sua famiglia o dei suoi ausiliari, da valutarsi in riferimento alla natura dell'attività professionale esercitata.



La colpa dell'albergatore può anche tradursi nell'inadeguatezza o nell'inefficienza dell'organizzazione alberghiera, ovvero in un comportamento negligente o imprudente tenuto dall'albergatore o dai suoi collaboratori, che sia causa o concausa della produzione del danno; sarà tuttavia onere dell'albergatore provarne l'esistenza del comportamento colposo. Quando il danno sia ascrivibile a colpa dell'albergatore non sussiste quindi il limite del centuplo del prezzo giornaliero stabilito per l'alloggio ed il danno risarcibile dovrà invece considerare, alla luce delle regole generali, il danno emergente ed il lucro cessante, debitamente provati dal cliente.



Responsabilità per le cose consegnate in custodia



Per “cose consegnate” debbono intendersi tanto le cose consegnate e ricevute dall'albergatore o dai suoi preposti e rappresentati, quanto quelle che da questi siano state rifiutate pur avendo l'obbligo di riceverle.



L'albergatore ha infatti l'obbligo di ricevere carte-valori, denaro contante ed oggetti di valore; egli può rifiutarsi di riceverle solo qualora si tratti di oggetti pericolosi, come ad esempio materiale esplosivo o sostanze tossiche, ovvero di natura ingombrante o di valore eccessivo rispetto alle condizioni di gestione dell'albergo. L'albergatore ha tuttavia il diritto di esigere che le cose gli vengano consegnate in un involucro chiuso o sigillato: il rifiuto del cliente rende legittimo il rifiuto dell'albergatore di riceverla in custodia, salvo che si tratti di un comportamento non contrario a buona fede.



Nel caso di cose consegnate o di rifiuto illegittimo di riceverle, la responsabilità dell'albergatore è illimitata: il danno risarcibile verrà commisurato alle tradizionali voci di danno emergente e di lucro cessante.



In caso di rifiuto legittimo, invece, opererà il limite quantitativo pari a cento volte il prezzo giornaliero dell'alloggio.



L'onere di denuncia del cliente




Il regime di responsabilità previsto dal legislatore per l'albergatore, viene meno quando la distruzione, sottrazione ovvero il deterioramento vengano denunciati dal cliente con ritardo ingiustificato, salvo il caso in cui tali eventi dannosi siano dipesi dal comportamento colposo dell'albergatore o dei suoi collaboratori.



L'onere di denuncia in capo al cliente consente all'albergatore di venire a conoscenza dell'evento dannoso e di attivarsi positivamente per eliminarne le cause e limitarne le conseguenze dannose.



Tuttavia, tenendo conto della finalità per la quale è posto l'onere di denuncia, si ritiene che, qualora l'albergatore venga altrimenti a conoscenza del fatto e, quindi, venga ugualmente posto nelle condizioni di intervenire, non possa validamente eccepire il mancato assolvimento dell'onere di denuncia per andare esente da responsabilità.



Altre cause di esonero della responsabilità dell'albergatore



Il legislatore prevede delle cause, tipiche e tassative, di esonero della responsabilità, applicabili tanto alle ipotesi in cui le cose siano portate in albergo, quanto a quelli in cui vengano materialmente consegnate all'albergatore. Questi, infatti, non è responsabile quando distruzione, deterioramento e sottrazione sono dovuti:

a) a colpa del cliente, alle persone che lo accompagnano, che sono al suo servizio o gli rendono visita;

b) a forza maggiore;

c) alla natura della cosa.





La colpa del cliente diviene causa di esclusione della responsabilità dell'albergatore, quando, a prescindere dalla sua intensità, diviene causa esclusiva di produzione del danno; quando invece diviene concausa alla produzione del danno, essa rileverà non ai fini della configurabilità della responsabilità dell'albergatore, ma della misura del danno risarcibile.



La condotta del cliente deve essere valutata alla stregua del parametro del buon padre di famiglia ed in riferimento alle circostanze del caso concreto.



Ambito di applicazione delle norme in materia di responsabilità dell'albergatore


Le disposizioni di legge inerenti alla responsabilità dell'albergatore, non si applicano ai veicoli, alle cose lasciate negli stessi, né agli animali vivi.

Viceversa, tali norme, sono applicabili alle case di cura, ai stabilimenti di pubblici spettacoli, agli stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto o simili, esercitati in forma di impresa.

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