La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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MessaggioInviato: 23/07/2009 - 09:22 
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Onebag.com è un sito dedicato esclusivamente all'arte di viaggiare con poco peso
Consigli per ogni tipo di spostamento, dal vestiario agli apparecchi elettrici
Bagaglio leggero ed essenziale
il vademecum ora è on line

di FEDERICO FORMICA

"Chi viaggia leggero, viaggia felice", diceva Antoine de Saint Exupery poco meno di un secolo fa. A maggior ragione nel ventunesimo secolo, viaggiare con poco peso è più comodo e più sicuro. Ma anche più economico. Le compagnie low-cost, infatti, prevedono regole molto severe sul peso massimo consentito. Dieci-quindici chili, non di più. Ma il bagaglio-fardello è una condanna per ogni tipo di viaggiatore. Di cielo, di terra e di mare. Onebag.com è un sito dedicato all'arte di viaggiare leggeri. Possiamo trovarci ogni tipo di consiglio su come riempire la valigia nel modo più intelligente possibile. Tutto gratuitamente. Onebag è curato e aggiornato da Doug Dyment, un accanito viaggiatore con esperienza quasi trentennale. Partito come un gioco, ha avuto tanto successo da meritarsi una citazione su Time Magazine e sul Wall Street Journal.

L'importanza di avere una lista. La prima sezione, dalla quale discende tutto il resto, è dedicata alla lista delle cose da mettere in valigia. Indumenti, oggetti, medicinali, utensili, apparecchi elettronici che torneranno sicuramente utili durante il soggiorno. Non si tratta, però, del classico promemoria che scriviamo il giorno prima di partire per non dimenticarci lo spazzolino da denti o il carica-batterie del cellulare. Quella di OneBag è una lista universale, adatta a qualsiasi viaggio. Un "testo sacro" dal quale - al limite - depennare qualcosa a seconda delle esigenze (a cosa serve una medicina anti-malarica per un viaggio a Parigi?), limitando al massimo gli extra.

Vestiti, qualche dritta. Gran parte dello spazio in valigia è occupato dal vestiario. Ma durante il viaggio avremo bisogno di mille altre cose, per cui tanto vale rassegnarsi: meno indumenti portiamo con noi, meglio è. Per molti di noi è una realtà dura da accettare.

Ecco qualche consiglio utile:
- Scegliete al massimo due abbinamenti di colori e, sulla base di quelli, pantaloni, magliette e quant'altro.
- Occhio agli indumenti in stile militare, come i pantaloni mimetici. In molti Paesi, dove questa moda non c'è, vengono "male interpretati".
- La scelta del tessuto è fondamentale. Quelli naturali sono più pregiati, ma oltre ad essere pesanti, fanno molte grinze e si asciugano lentamente. Date la precedenza ai tessuti sintetici. Non si stirano, asciugano presto e pesano meno. Potete fare un test a casa prima di partire: mettete la vostra maglietta preferita ad asciugare prima di mettervi a letto. Se la mattina dopo è ancora bagnata, non vale la pena di portarla.
- Inutile mettere in valigia 6-7 cambi di biancheria. E' molto più semplice portarne 2-3 e fare, ogni tanto, un salto in lavanderia. Se vi trovate in un Paese in cui non ci sono lavanderie, andrà bene anche il lavandino del vostro bagno. Basta avere con sé una saponetta e uno stendibiancheria da viaggio. Pesa pochissimo e si monta in un minuto, basta avere a disposizione due pareti alle quali attaccare le ventose.

Ogni città e paese che visitiamo offre tante risorse che spesso neanche prendiamo in considerazione. Le lavanderie non sono certo l'unico strumento in loco che può darci una mano. Se durante il viaggio ci siamo fatti prendere la mano dallo shopping, ad esempio, potrebbe essere più conveniente auto-spedirci via posta ordinaria tutto quello che abbiamo acquistato. Un bel pacco, e il gioco è fatto: la valigia peserà esattamente come nel viaggio d'andata.

"Come faccio se la regina mi invita a cena?", ironizza Onebag. In effetti, un viaggio può nascondere molte sorprese di fronte alle quali nemmeno la magica lista potrà aiutarci. Una serata di gala, oppure una partita di calcio con gli amici appena conosciuti. Inutile mettere in valigia un indumento per ogni situazione. Molto più facile affittarlo. Soprattutto nelle grandi città, sono molti i negozi dove si possono noleggiare vestiti da sera, scarpe e calzoncini per fare sport.

Apparecchi elettrici. Il consiglio è il solito: meno se ne portano, meglio è. Meglio un pennello e una lametta piuttosto che un rasoio elettrico. Portate solo gli apparecchi indispensabili e, soprattutto, informatevi sul paese di destinazione: molto spesso il voltaggio e il tipo di spina variano e potreste aver bisogno di adattatori e convertitori di voltaggio.

Il tabù della valigia con le ruote. OneBag ha anche una sezione dedicata alla scelta della valigia ideale. Molto dipende dal tipo di viaggio che stiamo per intraprendere. Un weekend di lavoro, una vacanza in una capitale europea, un'avventura in Sud America? A seconda della risposta può essere meglio una borsa o una valigia.

Tuttavia, alcune regole valgono per tutti. A cominciare dalle valigie con le ruote, messe al bando. Sono i prodotti più pubblicizzati in televisione e i più esposti nei negozi, eppure hanno difetti che le rendono incompatibili con le esigenze di chi vuol viaggiare leggero. Difetti strutturali, che dipendono dalle ruote e dal manico allungabile. Rispetto a una valigia a mano della stessa misura, le valigie con le ruote sono più pesanti e meno capienti. E il progresso non fa altro che peggiorare la situazione. Più una valigia è arrotondata, più è difficile infilarci vestiti e oggetti. Così bistrattato dal desing moderno, l'angolo squadrato rimane ancora il miglior amico del viaggiatore.

Piccoli ma utili. Una torcia, un cucchiaio di plastica. Una delle sezioni più curiose di Onebag è quella dedicata agli oggetti utili. Quelli che a nessuno verrebbe in mente di mettere in valigia. La torcia può essere utile per orientarsi se ci troviamo in un quartiere poco illuminato, oppure per trovare il bagno di notte senza ruzzolare per le scale. Il sito consiglia soprattutto le luci al Led.

Se vogliamo risparmiare qualche euro, poi, sarà meglio evitare di mangiare ogni giorno al ristorante. Ci sono tanti modi per consumare un pasto piacevole in viaggio: un pic-nic al parco con cibi comprati al supermercato, ad esempio. Ed ecco spuntare una forchetta-cucchiaio e una ciotola in plastica. Il nostro coperto. E il pranzo è servito.

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MessaggioInviato: 23/07/2009 - 11:37 
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IF ha scritto:
[...]
Tuttavia, alcune regole valgono per tutti. A cominciare dalle valigie con le ruote, messe al bando. Sono i prodotti più pubblicizzati in televisione e i più esposti nei negozi, eppure hanno difetti che le rendono incompatibili con le esigenze di chi vuol viaggiare leggero. Difetti strutturali, che dipendono dalle ruote e dal manico allungabile. Rispetto a una valigia a mano della stessa misura, le valigie con le ruote sono più pesanti e meno capienti. E il progresso non fa altro che peggiorare la situazione. Più una valigia è arrotondata, più è difficile infilarci vestiti e oggetti. Così bistrattato dal desing moderno, l'angolo squadrato rimane ancora il miglior amico del viaggiatore.



Non solo.
Alcune pur essendo della misura giusta come bagaglio a mano, per colpa delle ruote non entrano in quegli aggeggi dove, quando si fa il check-in, ti fanno infilare la valigia per controllarne le misure. Con il risultato che per poterla portare con te la devi imbarcare come bagaglio da stiva, ovviamente pagando in più.

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“Nobody dies a virgin... Life fucks us all.” (Kurt Cobain)


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MessaggioInviato: 23/07/2009 - 18:11 
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io mi porto due cose 2

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Tu vedi cose che esistono
e ti chiedi: perché?

Io sogno cose mai esistite
e mi chiedo: perché no?

(G.B.Shaw)


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MessaggioInviato: 24/07/2009 - 04:31 
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E se lo perdete? CERCATEVELO! :lol:



Cita:
un programma leggerà l'etichetta del biglietto e poi aggiornerà il cliente via sms
Bagagli smarriti in aeroporto, arriva il software per ritrovarli da soli
Entro l'anno la Sita metterà negli scali dei chioschi con cui rintracciare le valigie perse


MILANO - Dopo il check-in, il «fai da te» arriva anche per i bagagli smarriti: entro l’anno Sita (la società formata da compagnie aeree di tutto il mondo per fornire servizi di telecomunicazione ed informatica alle compagnie stesse ed agli aeroporti) renderà disponibili i chioschi con l’applicativo World Tracer, il programma che già 440 compagnie aeree hanno adottato per rintracciare e restituire i bagagli «disguidati».

COME FUNZIONA - Così, se la valigia non arriva, sarà sufficiente inserire i dati personali e avvicinare allo scanner di lettura l’etichetta del bagaglio rilasciata al momento del check-in. I passeggeri avranno così la possibilità di «tracciare» via web i bagagli, che saranno contrassegnati come «missing bag». Il chiosco genererà automaticamente un reclamo contrassegnato da un codice identificativo, evitando di dover affrontare lo stress di lunghe code agli sportelli per i reclami. Il passeggero, poi, semplicemente digitando il codice emesso dal chiosco su un sito dedicato o contattando telefonicamente il servizio clienti WorldTracer, potrà continuare ad essere informato sulla «posizione» del proprio bagaglio. Il chiosco, infatti, sarà collegato via web al software WorldTracer di SITA. Nel 2008 il «baggage report» di Sita ha mostrato che, grazie a questo genere di programma, il bagagli smarriti sono scesi dai 42,4 milioni del 2007 a 32,8 milioni, con un risparmio di circa 800 milioni di dollari: dei 32,8 milioni di bagagli «disguidati», la maggior parte è stata riconsegnata comunque entro 48 ore. Ora, con il «chiosco fai da te», sarà possibile seguire attraverso il palmare il proprio bagaglio, oppure ricevere un sms con gli aggiornamenti. «Volevamo qualcosa che contribuisse a rendere più facile la vita in caso di ritardo o smarrimento del bagaglio», ha sottolineato Eraldo Baluci, Vice President Sales & Relationship Management per il Sud Europa di SITA.

Laura Guardini

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MessaggioInviato: 26/07/2009 - 04:23 
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I preparativi Che cosa evitare e che cosa non va dimenticato
Dal gioiello etnico alle palle di carta velina Le 10 regole per la valigia (quasi) perfetta Rigida solo se si viaggia in auto. Lui in lino, lei in abito aperto sulla schiena




Di solito la prima dolorosa dimen­ticanza ferisce al check-in o sul treno già in movimento. Perché mai la ca­micia azzurra che tanto dona all’oc­chio o quel tubino nero che lima due chili sui fianchi sono rimasti in guar­daroba? Eppure erano al primo posto della lista-viaggio, prima di occhiali, tachipirina e crema anti-età.

Nella categoria sogni-incubi ricor­renti, con la scena muta all’esame di maturità e l’incapacità di muovere le gambe o urlare aiuto se qualcuno ci insegue, c’è anche una valigia da riempire senza sapere come fare e che cosa metterci.

E non c’entrano né lo stress post-lavoro né le lancette dell’orolo­gio sempre molto veloci quando c’è una partenza da rispettare.

Il problema vero, dunque la condi­zione ansiogena, viene da una casisti­ca ostile che ci ricorda oggetti inutil­mente portati, causa bizze del meteo o errata valutazione della destinazio­ne finale. Le vacanze si possono sal­vare in mille modi però è chiaro che sbarcare su un’isola greca vestiti co­me se si andasse a Deauville (e vice­versa), non garantisce un soggiorno di buon umore.

Ma ci sono regole sul fare bene una valigia? Che sia un argomento sentito, particolarmente in questi giorni, lo si evince da Internet, prodi­go anche di consigli specializzati sul­la valigia intelligente, esotica, legge­ra, rurale e perfino sexy, con tanto di consulenza di escort asiatiche. Ecco allora dieci consigli per una partenza senza rimpianti.

Cominciamo proprio dalla valigia. Rigida o morbida? La prima conserva meglio, ma su un treno affollato e nervoso, con quegli spigoli possono essere dolori: meglio in macchina. E il colore? Puntare sul neutro con ine­vitabili equivoci e moltitudini che si buttano verso lo stesso bagaglio o su un vispo verde cavalletta, riconosci­bile ma sconcertante anche per il più alternativo dei tassisti? Meglio neu­tro magari con un vistoso adesivo co­lorato.

Sul contenuto ci si può sbizzarrire. Salvo caricatore di telefonino, adatta­tore elettrico, pastiglie di elementare emergenza e quei libri lungodegenti sul comodino, dipende dove si va. In una metropoli, in montagna, in Gro­enlandia, in soggiorni cioè «mirati» è più difficile sbagliare, fra abbiglia­mento formale e tecnico, che nella ge­nerica vacanza marina, la più diffusa in Italia.

In questo caso che cosa non può dimenticare lui? Camicia di lino bian­ca, maglietta-polo, buone da portare in bermuda e con il pantalone blu la sera, cashmirino leggero sulle spalle. Quello che non può mancare a lei? Abito aperto magari più sulla schie­na, sandalo con tacco, pashmina o sciarpa di seta anti-refolo, pantaloni alla caprese, gioiello etnico, un po’ aggressivo, non si sa mai. Fresche ba­nalità sullo sfondo di mandolini e lu­ne piene? Forse, ma non è che tutte le alternative siano per forza miglio­ri.

E come «costruire» la valigia? Da dove cominciare? Il sito OneBag.com ne fa quasi una scienza. Ma le scuole di pensiero sono diverse. C’è chi con­siglia, procedendo a strati, di comin­ciare dalle cose più leggere e finire con le più pesanti o viceversa. C’è chi raccomanda di mettere tutto sotto cellophane come in freezer e chi pro­pugna l’arrotolamento di magliette e la sistemazione delle camicie con col­letto alzato. E invece chi mette all’in­dice gli strati per passare a un sapien­te, rischioso arrotolamento.

I buchi lasciati dai sacchetti delle scarpe? Si riempiono con fazzoletti e calzini. Ma la tendenza montante è la profusione di carta velina: a strisce e a «palle» per smussare contrasti e li­mitare spiegazzamenti. Che fatica an­dare in vacanza.


Gian Luigi Paracchini

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MessaggioInviato: 27/07/2009 - 04:10 
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Niente standard per le dimensioni delle borse da portare con sé in cabina
E Ryanair vieta perfino le buste di plastica dello shopping ai duty-free
Aiuto, mi si è ristretto il bagaglio
Nuova sfida tra compagnie low cost
di VINCENZO NIGRO

LONDRA - Nella Grande Corsa al volo a basso costo c'è un nuovo ostacolo. Piccolo, ma fastidioso e pronto a diventare caro. Quanto può essere largo e quanto può pesare il bagaglio che porti in aereo? Aeroporto di Stansted, uno dei quattro che servono Londra, quello preferito alle compagnie aeree low-cost. In un corridoio ci sono tre bilance elettroniche: ti fanno pagare 50 pence per pesare il tuo bagaglio, ma è meglio farlo lì, prima di arrivare al check-in, pronti a ritornare alla casella zero se la valigia è troppo grande o troppo pesante. Grazie alla liberalizzazione i prezzi scendono, ma le compagnie aeree si inventano ciascuna una regola diversa per dimensioni, peso e numero dei bagagli.

Fino a oggi i passeggeri hanno potuto poco o nulla, ma adesso l'Air Operators Association britannica ha iniziato a porsi il problema, soprattutto per la confusione che si provoca tra i passeggeri, e le loro reazioni spesso nevrotiche quando all'ultimo momento sono costretti a comprare un trolley più piccolo o pagare un sovrapprezzo. Ed Anderson, capo della Aoa, lo chiede chiaramente: "Sarebbe meglio standardizzare le regole per misure del bagaglio e peso. Ogni problema ai passeggeri crea problemi negli aeroporti; il check-in online ormai è sempre più diffuso, ma se poi ci sono intoppi col bagaglio si blocca tutto".

In Gran Bretagna l'ultimo pericolo alla libertà di bagaglio è arrivato dalla Ryanair: nella sua politica di taglio selvaggio dei costi ha vietato anche di portare a bordo le borse di plastica con i prodotti dei duty-free se i passeggeri hanno già un bagaglio personale. La low-cost irlandese, con la Easyjet, addirittura ha ridotto le misure dei bagagli a mano: il massimo adesso è di 55 centimetri per 40 per 20. Il ministero dei Trasporti britannico permette 56 per 46 per 25, e infatti questa è la misura della British Airways. Altre compagnie di bandiera come Alitalia e Air France permettono 55 per 35 per 25. I numeri di Lufthansa invece sono 55-40-20. Ma la confusione e le soluzioni più costose arrivano dal peso: British Airways e Bmi non pongono limiti, Air France permette 12 chili mentre la sorella Alitalia 5. Aer Lingus e Virgin 6, Qantas 7, Lufthansa 8, Iberia, Jet2 e Monarch 10 chili.

"Le regole che cambiano sono un incubo per i clienti e per il nostro staff: noi non diamo più consigli", dice al Times Miranda Mahler, responsabile acquisti di una catena commerciale che vende bagagli negli aeroporti. Il grande magazzino Selfridges ha chiesto assistenza alle compagnie aeree: "Abbiamo scritto più volte: niente da fare". Le compagnie rispondono che misura e peso dei bagagli sono una scelta commerciale. Non hanno alcun interesse ad adottare standard. Anzi con misure diverse provano a farsi concorrenza.

"Negli Aeroporti di Roma il problema delle misure e del peso dei bagagli è stato affrontato l'anno scorso, ma soprattutto dal punto di vista della sicurezza - dice un funzionario della società che gestisce Fiumicino e Ciampino - Volevamo capire se era possibile individuare standard dei bagagli per i controlli ai raggi x. La mia impressione è che alla fine, con misure così diverse, gli standard li faranno solo le fabbriche di valigie". "La standardizzazione sarà difficile - ammette Paolo Di Prima, di Alitalia - i passeggeri devono armarsi di pazienza e informarsi. Sul nostro sito le misure e il peso sono indicati". Insomma: prima di viaggiare in aereo bisogna navigare sul web e leggere proprio tutto, fino in fondo.

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MessaggioInviato: 14/03/2010 - 07:05 
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Trolley stipati, abbigliamento multistrati, buste duty-free
Così si aggirano i costi extra, a volte esorbitanti a partire dai "low cost"
Bagaglio a mano, viaggiatori creativi
all'assalto dell'aereo

di ALESSANDRA RETICO



Il viaggiatore moderno è creativo. Il bagaglio a mano è la sua opera: stipato, colmo, strizzato. Quando questo scoppia, viene accompagnato da buste del duty free, ormai esenti da controlli, già affrancate dal passaggio ai raggi X. Guardarci dentro è aprire un guardaroba, e anche una farmacia: scarpe, magliette, saponi, lozioni (entro i 100ml). E anche l'abito non ha più solo la funzione di coprire, adesso contiene: non è difficile vedere ai gate cappotti e pastrani imbottiti di suppellettili e chincaglierie, doppi golf, pantaloni a strati. Neanche si partisse per l'esilio eterno. Eppure meglio salire a bordo così, corpi valigia, piuttosto che pagare supplementi per spedire il bagaglio. Molte compagnie, specie americane, non passano più la legittima franchigia di un tempo, una valigia gratis se non supera i 32 chilogrammi (limite che però varia a seconda delle linee) e l'eccedenza a pagamento. Continental, Delta, United e American Airlines dall'inizio di febbraio fanno pagare per i voli interni 25 dollari per il primo bagaglio da stiva, 35 per il secondo. Un aumento di 5 dollari rispetto a prima. Per recuperare i costi del carburante, per compensare gli sconti sulle tariffe.

In questo le low cost hanno fatto scuola, imposto un modello economico. Il biglietto lo paghi niente, ma se vuoi viaggiare con qualche bene personale, la tassa sul bagaglio è a parte (senza parlare dell'aggiuntiva spesa per saldare con carta di credito). Il corpo vola leggero, ma le cose hanno un peso e conseguente costo. Meglio allora fare le valigie con un po' di ingegno. Di scientificità. George Clooney è un professionista nel campo. Vive in aereo, viaggia per licenziare gente, oggi qui domani là. Bisogna imparare da lui quando in Sopra le nuvole compone il suo trolley. Niente di più, niente di meno. Con gesti rituali e armonici, non produce un bagaglio, ma un risultato. A prova di scanner e cappelliere. L'aumento o l'introduzione di extra per la spedizione ha sviluppato nell'umano viaggiatore un talento preventivo: conoscere il numero delle seats chiamate per prima all'imbarco favorisce la colonizzazione delle capelliere da parte dei passeggeri con trolley. Prima sali, meglio sistemi la borsa. Anche quando è fuorimisura, sfuggita al vaglio dei triplici e anche quadrupli varchi di sicurezza attraverso i quali ormai si è costretti a passare prima di tornare a essere cittadini non sospetti. Alla prova degli ostacoli la valigia ha dimensioni lecite, poi magicamente si trasforma e riproduce. Un genio camaleontico.

Certo, trascinarsi a mano tutto, benché su due ruote, dà luogo ad altri inconvenienti: attese, ritardi, obiezioni che potrebbero farsi rispedire indietro al check in per imbarcare la borsa sovradimensionata. Non tutte le compagnie hanno i medesimi limiti in volume e peso per il bagaglio a mano, dunque all'aeroporto bisogna arrivare molto preparati. E decisi: pagare per spedire tutto, oppure affrontare (spesso con una sensazione di colpevolezza) la sicurezza. Le variabili sono queste, oppure il dirottamento sulle compagnie che ti fanno imbarcare anche bauli senza tasse o ancora partire senza niente. I bagagli aspettano già in albergo, un'agenzia privata ce li ha recapitati per pochi euro al chilo. Non sempre è più economico, ma che gusto saltare le file, scivolare a bordo innocenti.

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MessaggioInviato: 28/03/2011 - 04:38 
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Oddio ho perso la valigia! Vademecum per ritrovarla
25 milioni di bagagli persi l'anno


ROMA - Scendi dalle scalette, vai in aeroporto e ti precipiti al nastro trasportatore, aspetti stanco e speranzoso la valigia....Che non arriva. Gli altri 'compagni di viaggio' se ne vanno con il loro bagaglio. Tu sei rimasto solo. Che fare? Inutile farsi prendere dalla collera. Meglio correre all'ufficio Lost and found, quello degli oggetti smarriti. Una situazione, purtroppo, in cui incappano in molti specie nei picchi di traffico come possono essere state le festivita' natalizie appena trascorse. E ad aumentare il caos quest'anno - osserva il presidente dell'associazione dei consumatori Aduc, Primo Mastrantoni - ci si e' messo anche il maltempo, insieme all'alto numero di persone che si sono spostate.

Gli ultimi dati disponibili sullo smarrimento dei bagagli non sono confortanti, anche se si registra un trend in calo negli ultimi due anni. Secondo l'annuale 'Baggage Report' della Sita, societa specializzata nella fornitura di soluzioni It e servizi di comunicazione per l'industria del trasporto aereo, diffuso a marzo scorso, sono stati oltre 25 milioni i bagagli smarriti nel mondo nel 2009 su un totale di 2,21 miliardi di persone che hanno viaggitato in aereo, 850 mila svaniti nel nulla. Un disguido costato circa 2,5 miliardi di dollari alle compagnie per la riconsegna, avvenuta nella maggior parte dei casi entro 48 ore. Dunque, numeri elevati., ma - come detto - in diminuzione: sempre nel 2009, infatti, si registra un - 23,8% del totale dei bagagli smarriti rispetto al 2008 e un - 40% sul 2007, con un risparmio per le compagnie di 460 milioni di dollari sui 9,4 miliardi di perdite totali accusate l'anno scorso dall'industria del trasporto aereo.

Tra le ragioni piu' frequenti per cui si perde il bagaglio al primo posto quando ci si trasferisce da un aereo ad un altro che incide per ben il 52% dei casi, al secondo posto il mancato carico del 'collo' nella stiva che incide (16% ), un errore nel biglietto o uno scambio del bagaglio o per questioni di sicurezza. E ancora: la perdita del bagaglio per un 6% dei casi e' riconducibile alla Dogana, alla situazione meteo, alla restrizione di volume e peso; e per il 7% e' dovuto ad un errore nel carico e scarico e per il 3% per una errata gestione all'aeroporto di arrivo e un errore di etichettatura.

ECCO UN VADEMECUM STILATO CON L'AIUTO DELL'ADUC PER CHI PERDE IL BAGAGLIO:

PAROLA D'ORDINE 'PAZIENZA'. La prima cosa da fare in caso di smarrimento o di danneggiamento del bagaglio (per esempio la maniglia divelta o il carrellino privo di ruote) e' quella di andare in aeroporto all'ufficio oggetti smarriti, presentare il proprio biglietto, il tagliando del bagaglio e compilare un modulo detto Pir (Property Irregularity Report).

SMARRIMENTO. Entro 21 giorni dalla consegna della denuncia , se il bagaglio non e' stato ritrovato, oppure entro 21 giorni dalla sua riconsegna, se si intende comunque chiedere un rimborso, deve essere inviata una richiesta di risarcimento alla compagnia aerea quantificando e documentando il danno, quindi allegando gli scontrini, le ricevute e tutto cio' che puo' attestare l'importo delle spese sostenute a causa della perdita. Nel dettaglio va allegata alla richiesta: il codice di prenotazione del volo se acquistato via Internet oppure l'originale della ricevuta in caso di biglietto cartaceo; l'originale del Pir rilasciato in aeroporto; l'originale del talloncino di identificazione del bagaglio e la prova dell'eventuale avvenuto pagamento dell'eccedenza bagaglio. Servono, inoltre, le liste dettagliate del contenuto del bagaglio e dell'eventuale contenuto che manca se il bagaglio e' stato ritrovato; l'originale degli scontrini e delle ricevute fiscali in sostituzione dei propri effetti personali contenuti nel bagaglio; l'indicazione delle coordinate bancarie complete.

DANNEGGIAMENTO. Entro 7 giorni dalla consegna della prima denuncia in aeroporto (il Pir gia' detto) va inviata una richiesta di risarcimento alla compagnia aerea quantificando e documentando il danno. Allegare alla richiesta: il codice di prenotazione del volo in caso di acquisto via Internet oppure l'originale della ricevuta in caso di biglietto cartaceo; l'originale del Pir rilasciasto in aeroporto; l'originale del talloncino di identificazione del bagaglio; l'elenco del contenuto del bagaglio che abbia eventualmente riportato danni.

LIMITE DEL RISARCIMENTO. Per gli Stati che aderiscono alla convenzione di Montreal (a cui aderiscono la maggior parte delle compagnie) in caso di distruzione, danno, perdita o ritardo si ha diritto ad un risarcimento fino a circa 1.134 euro; se la compagnia e' di un paese che non aderisce circa 19 euro al chilo. Il rimborso, dunque, e' a bagaglio indipendentemente dal valore del bene perduto. Il risarcimento potra' essere maggiore se si e' fatta la 'dichiarzione di valore', dopo il pagamento di una tariffa aggiuntiva da parte del passeggero.

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MessaggioInviato: 01/09/2013 - 05:47 
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Mettere, piegare, organizzare. La scienza esatta della valigia perfetta

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Per un buon viaggio ci vuole una valigia leggera, resistente e funzionale. Per i viaggi in aereo meglio sceglierla rigida o, tutt’al più, semirigida, in modo che possa sopravvivere indenne
agli urti che i bagagli sono soliti ricevere. In ogni caso, è preferibile il trolley, con ruote ampie, che evita sovraccarichi a spese di spalle o braccia.

Scelto il contenitore, rimane il compito più arduo: decidere come e cosa inserirci. Innanzitutto, mai dedicare alla scelta le ultime ore prima della partenza. Obbligatorio stilare una lista con tutto quello che serve, compreso lo spazzolino da denti o i caricabatterie dei vari dispositivi elettronici. Questi sarebbe meglio venissero risposti nel bagaglio a mano, se il punto di partenza è lo scalo di un aeroporto. Nella borsa da portare con sé, inserire anche un cambio, nel caso il bagaglio in stiva arrivasse in ritardo, gli oggetti di valore e la pochette trasparente per liquidi con le mini taglie dei prodotti per viso e corpo. Inutile, infatti, portare le scomode e pesanti confezioni classiche. Carla Gozzi, ad esempio, style coach e conduttrice e dispensatrice di consigli in fatto di look dei programmi Ma come ti vesti? e Il guardaroba perfetto in onda su Real Time, consiglia di iniziare proprio dal beauty. Per gli abiti scegliere capi versatili e in base ai colori. Ogni pezzo dovrebbe essere abbinabile agli altri, in modo da ottenere innumerevoli combinazioni. «Per il giorno meglio vestirsi a strati. – consiglia Carla Gozzi – I jolly per uomo e donne sono t-shirt bianche, cardigan nero, pantaloni, almeno due camicie. Per lei, poi, gonna a matita e il classico little black dress, che può essere usato anche per occasioni mondane, ravvivato da una pochette oro e da un sandalo gioiello».

La regola generale vorrebbe che si scegliessero sempre gli abiti che si stropicciano meno. In ogni caso, sul fondo della valigia vanno posti gli oggetti più pesanti, come pochette e scarpe e, poi, a salire, i vestiti più delicati, che vanno subito appesi a una gruccia una volta arrivati a destinazione. Le piccole intercapedini di spazio possono essere riempite con calze, calzini, cinte, che aiutano a far stare tutto fermo al proprio posto. In quelle più ampie possono anche essere inserite magliette, maglioni e altri capi facili da arrotolare, tecnica che aiuta a risparmiare spazio e stiratura.

Gli uomini dovrebbero avere con sé comunque un completo. La giacca va piegata come le camicie, con attenzione al bavero, e al suo interno va adagiato il pantalone, ripiegato tre volte. Se la valigia non è proprio colma, meglio metterlo in una busta per abiti nella quale si avrà l’accortezza di lasciare un po’ di aria prima della chiusura. In tal modo si formerà un leggero cuscinetto che eviterà le sgualciture.

Da non dimenticare a casa: buste per i panni sporchi, un costume, che può tornare sempre utile nel caso l’albergo sia dotato di una spa, ciabattine di gomma, un libro e la lista, che può tornare utile per un appello degli oggetti da riportare.

All’andata la valigia, quindi, dovrebbe avere dello spazio libero o essere almeno dotata di soffietto, da aprire all’occorrenza e come extrema ratio per far spazio ad acquisti fatti durante il viaggio.

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