La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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MessaggioInviato: 26/12/2007 - 09:29 
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Località: l'isola che non c'è
Mattia faresti una cosa per me?

un abbraccio fortissimo al tuo papà da parte mia.

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Renato Brunetta: mens NANA in corpore NANO!


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Matti@ ha scritto:
È Natale!! È Natale!!

Questa mattina mi son svegliato presto, e son corso in sala, dove papà dormiva ancora…
e…sorpresa! Non ci posso credere!! Babbo Natale è passato anche da me!!
Ecco perché papà ha sonno: lo ha aspettato tutta la notte, lo ha aiutato a scaricare la slitta!

Mi son subito tuffato vicino all’albero, dove mille luci e mille pacchetti mi aspettavano. Tutti quelli rossi sono miei!
Poi ce ne è uno giallo e due blu…chissà di chi sono….
Apro tutto, subito, senza fermarmi: il gormita che parla, il monte della valle dei gormiti, il camion di saetta, la lancia dei power rangers (io sono quello rosso, papà quello giallo) un libro dei pirati con le figure che escono, il gioco del dottore-papà dice che tra dieci anni ne farò uno più bello: chissà che vuol dire- le maschere che parlano dell’uomo ragno rosso e quello nero!!
Quanti doni!

Gli altri non sono per noi…papà si gira e va di la…

Poi litigo con il nonno: non capisce che oggi non è giorno di messa! È natale, ci sono i giuochi! E poi a messa vado con il mio papà.
Papà mi monta tutti i giochi, vedo che fa fatica, allora lo aiuto, gli passo i pezzi: mi dice meno male che ci sei tu, cosi invece di un’ora ne impieghiamo due!!
E mi sorride, mentre si stringe un fianco…
Infine la mia pista di saetta è pronta, posso giocare. Vinco sempre io: papà non sa giocare…
Mamma va a comprare le pile per i caschi degli uomini ragni, io resto con papà.

Poi arrivano la zie e le cugine, e subito il nonno spiega cosa serve un libretto postale: ci saranno i gormiti sul libretto?...
Infine ci sediamo a tavola…sono vicino a papà…
Ma succede qualcosa, che non capisco…papà mi dice che di porci a tavola ne abbiamo già uno, di comportarmi bene: io stavo solo ruttando, come il nonno…
E papà si alza e va via, dopo aver detto qualcosa alla mamma…

Papà torna la sera: vedo che è arrabbiato. Forse perché ha la febbre, forse perché…

Meglio andare a nanna…chissà se la mamma mi porta o guarda la tv?...


Terribile![size=18][/size]

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Lentamente muore chi non cambia marcia e non capovolge il tavolo, chi evita una passione e un insieme di emozioni. Lentamente muore chi distrugge l'amor proprio e non si lascia aiutare.


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MessaggioInviato: 27/12/2007 - 15:38 
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no, quotidiano...

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Matti@ ha scritto:
no, quotidiano...

Non può essere quotidiano perchè Natale viene una volta l'anno e meno maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!

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MessaggioInviato: 05/01/2008 - 16:27 
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I tre giorni della merla


Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova c'era il nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. C'era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l'estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie: "Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un'idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino, così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata".
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì. La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido, scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia! Il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l'inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera.
Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e, per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti "I tre giorni della merla".

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L'altalena delle stelle


C'era una volta un giovane boscaiolo, Giorgio, che viveva con suo padre ai margini del bosco in una piccola casa davanti alla quale stava una grande pietra.
Il giovane sedeva spesso su quella pietra e guardava il bellissimo paesaggio che si vedeva di lassù, oppure fantasticava tutto solo per ore ed ore, quando aveva finito di lavorare.
I suoi compaesani, a motivo di questo suo amore per la solitudine e la fantasticheria, gli avevano messo il nome Giorgio il sognatore. Dopo la morte di suo padre, il boscaiolo diventò ancor più solitario e silenzioso.
Un giorno che, secondo il solito, Giorgio se ne stava tutto solo sulla pietra a fantasticare, gli accadde proprio di addormentarsi e di sognare davvero. Gli pareva di vedere venir giù dal cielo un'altalena sulla quale stava una meravigliosa principessa, che si dondolava graziosamente gettandogli delle rose. Ad un tratto l'altalena e la principessa volarono su nel cielo, fin che sparirono agli occhi del nostro Giorgio.
Quando il giovane si svegliò, vide che sulla pietra c'era un mazzo di rose rosse.
Il giorno seguente si addormentò di nuovo e sognò la stessa cosa. Di nuovo, quando si svegliò, trovò accanto a sé le rose.
"Andrò in cerca della principessa!" decise Giorgio e, chiusa la sua casa, partì.
Dopo aver viaggiato per molti giorni, giunse ad una grande foresta. Ad un tratto sentì dei lamenti ed accorse là di dove venivano: due uomini dall'aspetto feroce stavano percuotendo un vecchio.
Giorgio tagliò da un albero un grosso ramo che, appena nelle sue mani, si trasformò in una alabarda. Con essa si gettò contro i due che, gridando, disperatamente fuggirono, lasciando in terra il vecchio più morto che vivo.
Giorgio lo rialzò, lo confortò e gli domandò perché quei due uomini volevano ucciderlo.
"Sono il re de sogni" spiegò il vecchio "e, per sbaglio, sono entrato nel regno della realtà il cui re è mio eterno nemico e m'ha mandato contro quei due furfanti, perché mi uccidessero. Grazie di avermi salvato! Per dimostrarti la mia gratitudine ti accompagnerò nel mio regno e ti farò conoscere i miei sudditi, i sogni".
Si avviarono per una lunga strada e, dopo aver molto camminato, arrivarono ad un botola nascosta tra i cespugli. Il re dei sogni la sollevò e condusse Giorgio giù per cinquecento scalini, in una grotta immensa, illuminata a giorno, che si stendeva per miglia e miglia.
Si vedevano laggiù castelli in mezzo ad isole che nuotavano sulle acque azzurre di grandi laghi: bastava chiamarli, perché quelli si accostassero a riva.
C'erano, inoltre, giardini pieni di fiori profumati di giorno e splendenti come lampade vive di notte; tra gli alberi volavano bellissimi uccelli che sapevano raccontare delle fiabe meravigliose. Giorgio si guardava intono incantato. Il re dei sogni lo prese per mano.
"Vieni" gli disse "ti mostrerò i miei sudditi. Ne ho di tre specie: di buoni, di cattivi e di dispettosi". Così dicendo lo condusse davanti ad un castello piuttosto strano: faceva ridere soltanto a guardarlo.
"Qui abitano i sogni burloni: quelli che buttano giù la gente dalle scale e dai campanili, quelli che si siedono sul petto delle persone, quelli che abbaiano e mordono come cani....
Laggiù, invece, abitano i sogni cattivi" spiegò il re, avviandosi con Giorgio verso un edificio cupo e spaventoso. Appena entrati, incontrarono un sogno che stava per uscire.
"Dove andrai stanotte?" gli domandò il re. Quello raccontò che stava per andare da un ricchissimo uomo che viveva in un sontuoso palazzo e aveva negato aiuto a suo padre. Ogni notte il sogno lo picchiava di santa ragione e lo sbatteva su un mucchio di ghiaccio, fin che l'uomo cattivo si svegliava terrorizzato.
Giorgio fece per scappare via, spaventato da quei sogni tremendi, e allora il re lo condusse in un bellissimo giardino dove, accanto al cancello, c'era una giovane con le braccia cariche di balocchi.
"Questo" spiegò il re "è un sogno che va dai bimbi ai quali è morta la mamma: sta con essi tutta la notte ma, siccome i piccini si addormentano molto presto, è il primo che esce dal mio regno: è sera, ormai, ed è pronto ad uscire".
Ad un tratto Giorgio, che stava passeggiando con il re, gridò tanto forte che tutti i sogni si voltarono. Aveva visto la principessa!
"Ah, sì, è lei!" fece il re " Ed è il più bel sogno del mio regno!"
Giorgio andò verso la principessa ed essa, appena lo vide, gli corse tra le braccia. Sedettero tutti e due su di un sedile d'oro parlando della gioia che avevano provata nel rivedersi.
Il re disse alla principessa di andare a prepararsi per scendere sulla terra.
"Maestà" pregò Giorgio " tenetemi qui o lasciate che la principessa venga con me, sulla terra. Non posso vivere senza di lei!"
"Mi hai salvata la vita e perciò non posso rifiutarti il più bel sogno del mio regno. Porta con te la principessa: appena sulla terra, diventerà di carne e d'ossa come le altre donne".
"Grazie" disse Giorgio "Ma ora che ho una principessa, desidererei anche un regno ...."
"Ti darò un regno invisibile" disse il saggio monarca "sarai re nella tua casa".
Giorgio ringraziò ancora, poi salutò il re e risalì la scala. La botola gli sfuggì di mano e cadde con un tonfo che lo fece svenire per lo spavento.
Quando si riebbe, si trovò seduto sulla pietra, con la sua cara principessa, divenuta una fanciulla come tutte le altre. Entrò con lei nella sua casetta, che per incanto, si trasformò in un castello bellissimo, con scale di cristallo, torri di marmo, tappeti di velluto, ma per loro due soli.
Per le stanze passeggiavano dei paggi, che s'inchinavano a loro due che erano il re e la regina.
Furono molto felici, ebbero sei figli uno più bello d'altro, i quali furono tutti principe e principesse in casa loro ma nel villaggio nessuno se ne accorse, perché il regno di Giorgio era invisibile e la gente comune non poteva capire certe cose...

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...nell'alessandrino riecheggia una notizia..."Matti@ compie 6 anni!!!"

...auguri piccolo...un bacino...

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...vivi di più, chiediti di meno...

A volte è giusto fare cose sbagliate . . . come a volte è sbagliato fare cose giuste.


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siiiiiiiiiiiiiii
il tredici di momembre, duemiladue, sono nato io!!

ero piccolo, stavo sul braccio di papà. non sapevo pallare, non sapevo camminare-nemmeno correre-
però piangevo sempre...
e mamma e papà mi tenevano in braccio, sin che non smettevo.

oggi mamma e papà mi han preparato la fetta: domani vengono i miei amici, di 'cuola, di 'cherma, di calcio.
quelli di nuoto no: non abitano qui.

mi son già arrivati dei regali, che papà mi ha montato, con il cacciavite e le parole magiche; quelle che la mamma non vuole che io usi. forse ha paura che divento mago anche io..
come harry potter!!
ma io non ho gufo.

oggi, per stare quantrilli, papà e io siamo andati all'esselunga, dove ci sono i giocattoli. e la roba da mangiare.
ma noi siamo andati ai giocattoli.
abbiamo comprato i palloncini colorati, il filoo di spago, e il cartoncino.
(papà ha detto che chi ha confezionato il cartoncino ha il pisellone...)

arrivati a casa, io copn la pompetta (papà ha detto che da grande devo averla e non usarla...non capisco...) lui soffiando, come il lupo ezechiele, loi abbiamo gonfiati tutti.
poi abbiamo tagliato il cartoncino, io a pezzetti, papà no...e legato il filo di spago ai cartoncini.
uno, giallo, lo abbiamo colorato tutto. sembra una faccia!
la mamma rideva, dicendo che sembrava tutto tranne una faccia
(fattela te la faccia se sei capace!!)

poi...papà ha legato i cartoncinoi ai palloncini, ha tirato il filo, ha fatto...una magia!!

è diventato un pagliaccio di palloncini!! che bello!!
è alto come papà, tutto colorato e ride!!
domani scoppio tutti i palloncini.
oggi no, altrimenti papà ha detto che mi fa iol culetto a peperone...giallo?...

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Giulia e Elena


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Località: La Torre della Rosa d'Argento
Ma buon compleanno! :D



(e un bacio di bentornato alla "gialla"... :wink: )

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Si vis amari, ama.

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Matti@ ha scritto:
Il mantello di confetti


Fabrizio salì sulla bicicletta fatta di cioccolata e di ricotta e cominciò la lunga passeggiata tra le nuvole.
Guardava il mondo dall'alto e, ad un certo punto, si accorse che cominciava a nevicare: una strana neve, fatta di confetti, cadeva dolcemente coprendo i prati d'un mantello bianco candido.
Quel mantello scendeva sempre di più, ma... all'improvviso, si fermò davanti al BUCO NERO del villaggio dove vagavano i lati oscuri degli abitanti che continuavano a soffrire, perchè in ognuno di essi c'era qualcosa di negativo che andava eliminato al più presto.
Il MANTELLO di confetti passò anche lì imprigionando i lati oscuri della gente.
Quella sera, nel villaggio, scoppiò il Natale: una gioia stupenda, un grande calore e tanta felicità nei cuori della gente e nel cuore di Fabrizio che custodiva, allegramente, quel ricordo.


...lasciando un forte odore di confetto...

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"La follia è frattura, sempre." piuma n. 5


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MessaggioInviato: 16/11/2008 - 09:57 
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...matti@...permetti?...due paroline al tuo papà e gliele voglio dire qua perchè riguardano anche te...


...quando ti sento come ieri e stamattina...quando myrr e peter si amalgamano come in queste ore...quando il desiderio di far felice mattia e la tua voglia di giocare si miscelano rendendoti frenetico, agitato, gioioso, entusiasta...mi sento felice...
...divertiti, amico mio, e trascina nei tuoi giochi magici quella masnada di piccolini che ti invaderanno casa...

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 Oggetto del messaggio: la gnagnatela
MessaggioInviato: 01/10/2009 - 23:56 
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Iscritto il: 14/12/2007 - 07:33
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Località: lettone
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per gfare questa ragnatela occorrono
gli stecchini degli spiedini (non usati...)
l nastro adesivo (di papà)
il filo da cucire (daella mamma)
i pennarelli colorati (poi il sapone...)
papà....

dire a papà di tenere gli stecchi vicinivicini, come a paperissima, mentre io, con impegno, li fisso col nastro. se poi papaà si sbrigasse a sciogliere le sue dita ne attaccheremmo altri due...
ottenuta la forma che papi sa dire, unire gli angoli con il filo bianco, senza stringere, e annodare, annodare, annodare...sin che non si annoda...
poi spiegare a papà che deve fare una gnagnatela più piccola dentro, per tenere fermo tutto.
io intanto buco la castagna e ci metto le zampette al gnagno: solo sei, otto mi fanno schiro...
appena papà si è sbrigato a legare gli stecchi (lui usa delle parole magiche...) legare il gnagno alla gnagnatela e andare dalla mamma gridando
"mammamamma: guarda cosa HO fatto!!"

(prima di mettere le mani sulla tovaglia lavarle, o la mamma si arrabbia....le sue parole magiche non han fatto sparire le macchie colorate...

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 Oggetto del messaggio: Re: Matti@
MessaggioInviato: 17/01/2010 - 01:30 
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Località: ...fuori dal suo cuore...
polvere di sogni

c'era una volta, molto, molto tempo fa
un bambino piccolino che voleva sapere
come fosse il sorriso della Luna...
cosi costruì delle ali, potenti e leggere
con le quali si librò nel cielo
contando le stelle...
arrivato che fu sulla luminosa falce di Luna
scopri che il sorriso era sereno.
si accucciò sulla punta,
con le gambe a penzoloni
e dalla tasca estrasse una magica rete.
con quella rete,
legata ad un filo, pescò nel cielo i sogni
e le emozioni degli uomini.
quando riempì la tasca, decise di tornare.
i sogni si erano intanto ridotti polvere
che lui seminò sulla Terra
andando a ricoprire
i teneri cuori dei bimbi
che, con la testolina sul cuscino
potevano far la nanna
e vivere in un sogno...


(notte piccolo...)

myrr

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 Oggetto del messaggio: Re: Matti@
MessaggioInviato: 17/12/2011 - 15:55 
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Iscritto il: 30/05/2007 - 14:25
Messaggi: 13276
Località: ...fuori dal suo cuore...
La vera storia di Babbo Natale.

si narra che una notte di neve, vento e freddo, un gruppo di bambini,
coperti di tutte le sciarpe trovate in casa,
si ritrovarono dietro la fontana dei giardini, ridotta alla forma di un castello trasparente,
con guglie di ghiaccio e mura dove è impossibioe inerpicarsi.
Confabulando concitati resero la decisione di ragiungere la casa di
Babbo Natale, sicuri di poter dare una mano al rubicondo vecchietto.
Incamminandosi cosi verso Nord, attraversano lande coperte di morbida neve,
chiedendo di tanto in tanto indicazioni per la strada da percorrere.
Finalmente giungono ad una casetta in mezzo al bosco:
-è troppo piccola per essere la casa di Babbo, ma forse troveremo cibo...-
propone uno dei bimbi.
Invece, come per una antica magia, appena varcata lasoglia scoprono che quella casa è senza fine: si snoda in stanze dove folletti tagliano il legno, in soppalchi dove fate sgargianti colorano giocattoli,
banchi da lavoro dove Pinocchio e Geppetto costruiscono pupazzi mentre Braccoio di Ferro carica scatoloni, aiutato da un Bruto sorridente e gentile...
che meraviglia incredibile: mai pensavano fosse una cosa cosi! in breve si trovano in mezzo al lavoro: spingono carrelli, stringono pacchi, cuciono bambole, lavano macchinine, salutano Topolino...

ma...in tutto quel trambusto vige un ordine preciso:
ognuno aiuta il vicino senza nulla chiedere. ognuno fa il suo dovere col sorriso, senza mai intralciare o disturbare. e si divertono pure!!

finalmente i sacchi di doni sono pronti, e i piccoli lavoranti si accasciano a terra stanchi...
ma...e...Babbo Natale...dov'è?..

Lo sguardo curioso dei nostri avventurieri esplora la stanza, cercando la grossa, tonda e rossa figura...quando all'improvviso...una musica arrva dall'esterno.
Subito uno gnomo apre la porta, e agi occhi dei presenti una sfilza di Babbo Natale entra canticchiando, ridendo, chiaccherando gioioso.Paralano molte lingue diverse...francese, tedesco, spagnolo, russo!! ce ne son anche due dalla pelle scura come la notte senza stelle, e la loro barba bianca risalta come un abbaraccio inaspettato!

ma lo gnomo spiega ai bambini che purtroppo non ci sono ancora tutti...ci son dei posti dove l'uomo non permette a Babbo Natale di muoversi, di andare...ci sono le guerre e le invidie, la fame e le malattie...
e soprattutto...l'egoismo.

i bambini assistono esterefatti all'esplosione di gioia che invade il luogo, e quando le slitte sono pronte, ognuno prende posto vicino a un gaudente distributore, il quale, con la sua classica risata, da il via al lungo viaggio, che li porterà a destinazione proprio la notte di Natale.

E' cosi che i Bambini scoprono che Babbo Natale vive, ed è sempre esistito.
Siamo noi, cancellando dalla mente la fantasia, spegnendo nello spirito la voglia di ridere, chiudendo le porte del nostro cuore all'altruismo e alla generosità, che lo abbiamo ucciso.
Con la nostra indifferenza, la nostra fretta di chissa cosa, il nostro voler primeggiare su chi...
Babbo Natale vive! nei cuori di chi, con un sorriso, con una canzone, con un gesto, ti ricorda che è cosi facile essere buoni.

Buon Natale a tutti.

MW

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