La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 24/02/2012 - 14:10 
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:roll: dove state andando a finire, tutti e due? :)

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 24/02/2012 - 19:34 
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Iscritto il: 08/05/2009 - 22:03
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Ottobre ha scritto:
Bene, ma esporsi in prima fila cosa vuol dire, esattamente? Dire "io sono contro la violenza sulle donne" sottointendendo "io voglio distinguermi dalla massa di bestie che seguono la direzione del proprio pene"? Affermare la necessità di tutele come le quote rosa (criticabili eppure positive) per poter affermare la propria estraneità al patriarcato e adesione a lotte e cause altrui? Farsi accettare e "salvarsi" di fronte a una presunta parte migliore della società?

Non fraintendermi, Giuditta, ho conosciuto parecchi uomini da poco, i quali disprezzano le proprie donne facendo loro mancare supporto, aiuto e complicità, lasciandole sole e pretendendo da loro un amore e una fedeltà incondizionate (non parlo di violenza fisica, per fortuna, solo di disattenzione e mancanza di cura, di empatia, che pure è una forma di violenza psicologica). Ma almeno una minoranza di uomini più evoluti in grado di comportarsi con rispetto e amore, c'è: di cosa devono occuparsi? Come potrebbero cambiare i loro colleghi maschilisti? Quale supporto potrebbero dare, in concreto, alla causa femminista?

OK, io mi metto di fronte alla società e dico "dobbiamo rispettare la donna, il suo corpo e la sua mente, no alla violenza fisica e psicologica, rispettiamole e rispettiamo noi stessi"; e dopo? Io sono d'accordo con molte rivendicazioni, non ho mai stuprato né picchiato, e sostengo la causa. Ma cosa cambia? Dietro l'angolo ci sarà sempre una bestia che crede che a una donna piaccia essere presa con la forza, non sarà il mio discorso con le femministe a cambiare le cose... non è con "me" che si risolvono le cose.

Scusami, forse sono un po' confuso, non so bene cosa pensare.


sono molto confusa anch'io, sai? oltre che incazzata! leggi qui:

"L'approvazione di questa legge crea un grande precedente nella storia del Nicaragua, perché per la prima volta lo Stato riconosce e punisce tutte le forme di violenza contro le donne. È uno strumento importante che ci è costato tanto sacrificio e che abbiamo ottenuto con la lotta, ma ne è valsa la pena. L’unica cosa che continua a farci male sono le 800 donne assassinate negli ultimi dieci anni", ha dichiarato Sandra Ramos, presidentessa di "María Elena Cuadra" (MEC), Movimento delle donne lavoratrici e disoccupate.

Il 26 gennaio scorso, il Parlamento del Nicaragua ha approvato la "Ley Integral en contra de la Violencia hacia las Mujeres", una legge contro la violenze sulle donne: 84 sono stati i voti a favore della legge e nessuno contrario.

Articolo 1: "La presente legge si pone come obiettivo quello di attuare contro la violenza che si esercita nei confronti delle donne, con il proposito di proteggere i diritti umani delle donne e garantire loro una vita libera dalla violenza, che favorisca il proprio sviluppo e benessere conformemente ai principi di uguaglianza e non discriminazione, stabilendo misure di protezione integrale per prevenire, sanzionare e radicare la violenza e fornire assistenza alle vittime, stimolando un cambio nella struttura socioculturale e patriarcale che caratterizza le relazioni di potere".

Tale volontà viene espressa introducendo il concetto di "femminicidio", l’esercizio dell’abuso di un uomo sino all’uccisione della donna. Per questo reato, la pena massima è di 30 anni, da 12 a 15 per violazione aggravata, da 7 a 13 per lesioni gravi contro una donna, da 5 a 7 per sfruttamento sessuale, da 2 a 5 per violenza economica.

Nel mirino quindi non solo le violenze fisiche, anche psicologiche, patrimoniali, economiche, lavorative, nelle funzioni pubbliche e la misoginia.

"Oltre a tipificare e sanzionare i reati, questa nuova legge ha un obiettivo preventivo. La violenza di genere ha a che vedere con i valori e coinvolge la società nel suo insieme", ha spiegato la deputata Irma Dávila, presidentessa della Commissione Giustizia e Affari Giuridici.

Verranno istituiti una Commissione Nazionale Interistituzionale, Tribunali di Distretto Penale specializzati sulla violenza (i giudici dovranno possedere una laurea specialistica in violenza di genere).

"Come potere giudiziale siamo disposti a mettere tutto il nostro impegno affinché gli obiettivi e i principi di questa legge vengano rispettati e la sua applicazione garantita in modo serio ed efficiente - ha affermato la presidentessa della Csj (Corte Suprema di Giustizia), Alba Luz Ramos -

Cominceremo ad avviare un tribunale-pilota per renderci conto di quali siano le difficoltà e i problemi e per risolverli. Poi, con il tempo, creeremo tutti i tribunali che sono previsti dalla legge."

Ogni tribunale specializzato avrà un costo di circa 60 mila dollari all’anno.

La Legge entrerà in vigore dopo 120 giorni dall’approvazione. Nel frattempo le istituzioni si stanno preparando.

Prima dell’adozione della Legge, per la quantità di violenze verso ragazze minorenni e la libertà goduta dai criminali che li compievano, il Comitato delle Nazioni Unite per la Protezione dell’Infanzia aveva sollecitato il governo del Nicaragua a un intervento radicale per arginare il triste fenomeno.

Due anni fa i movimenti femministi avevano consegnato una proposta di Legge in tutela delle donne, il 24 settembre del 2011 il Movimento de Mujeres Trabajadoras y Desempleadas (MEC) ha dato a Wilfredo Navarro Moreira, Segretario dell’Assemblea Nazionale, la proposta della legge che è poi stata approvata.

Molte sono state le pressioni e gli sforzi e finalmente una legge è stata approvata. Ora dovrà essere rispettata!
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in Nicaragua! sono riusciti finalmente a fare una legge contro il femminicidio, in qualunque forma si manifesti! e noi, qui, padtria di belle speranze, non riusciamo a far vietare la cartellonistica stradale con la donnina in primo piano, non blocchiamo lo stalking, non fermiamo la violenza in famiglia, economica, psicologica fisica!
essere tutti insieme a chiedere questo? per l'aboto ci riuscimmo, eravamo tantissime! per il divorzio i tempi erano maturi per donne e uomini. ed ora? davanti ad un'uccisione o uno stupro quotidiano non siamo in grado di muoverci! o se ci si muove si è ancora troppo pochi. com'è possibile? mi viene da pensare che è questo tipo di società marcia e assassina che lo vuole. altrimenti, perchè qui non si riesce a fare neanche una chiara e definita norma contro la violenza sulle donne?

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 25/02/2012 - 00:04 
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Località: ...fuori dal suo cuore...
Ottobre ha scritto:
MyrrdinWilt ha scritto:
Ottobre ha scritto:
perdonami, ma stai scherzando o ti sei fumato marijuana andata a male? :shock:



ti perdono, ti offro la marja, ti scherzo....
ma tu partorisci se riesci!!

oddio, t'è venuta la sindorme di eugenio... :perpl:

:mrgreen:


niente marja!! cosi impari a dirmi certe cose!! cativo!!

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Non vivo per qualcosa che finisce già domani.
l'amore è solo sabbia tra le mani...
..vivo al peccato, a me morendo vivo.
ווייַפאַרער
Chiunque abbia amato porta una cicatrice...


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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 26/02/2012 - 11:39 
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Mi pare significativo, questo articolo, della situazione disastrosa italiana, però è pr vero che molte donne si stanno muovendo, con risultati alterni e, purtroppo, anche con un po' di sessismo. Ma ci sono anche spazi, soprattutto web, dove un po' di discussione si può fare.

Da qualche giorno sto dibattendo su una pagina di un sito, "Le Vocianti", a proposito del ruolo degli uomini nelle lotte di genere. Il link è questo E noi uomini?. I commenti di alcuni uomini mi fanno capire, alla luce di ciò che ho scritto anche qui e che sentivo, come sia difficile comunicare tra generi. A volte, uno vorrebbe che l'altro acquisisse completamente il suo modo di pensare; altre volte, come in questo caso, un uomo sembra essere femminista e gli altri uomini lo attaccano. Non c'è facilità di comprensione. Forse perché non siamo in Nicaragua!

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 26/02/2012 - 15:42 
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siamo in in un'itolaiota degenerata, priva di qualsiasi dignità e rispetto.
con una cultura di decenni e decenni.
oggi un'altra donna è stata uccisa....
è su questo che ci si deve confrontare.
anche se abbiamo, di fatto, la stessa posizione, diversi come siamo.

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 01/03/2012 - 07:08 
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Le donne e gli elefanti non dimenticano mai un'offesa.
Saki


:wink:


(non azzannatemi, è solo uno scherzo)

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Bene qui latuit , bene vixit . ( Ovidio )


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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 01/03/2012 - 07:20 
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Scappa, Lev, scappaaaaaaaaaa!!!!! :D

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 01/03/2012 - 09:26 
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Leviathan ha scritto:
Le donne e gli elefanti non dimenticano mai un'offesa.
Saki


:wink:


(non azzannatemi, è solo uno scherzo)


:lol: sai, Lev, quante ne ho scordate? non si vive d'astio, e lo sai anche tu :D
a meno che ...io non sono una donna :shock:

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 01/03/2012 - 17:27 
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Località: la Grotta di Nereo
Eiko ha scritto:
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Avevo già visto la prima foto, la seconda no.
Osservo, a distanza di anni, quello sguardo che dava la sensazione di trapassarti, così tanto profondo quanto spaurito, diffidente e duro allo stesso temo, dove mancava la gioiosità dello sguardo dei bambini, la leggerezza.... nonostante la loro bellezza quegli occhi erano spalancati, sì, ma come se del mondo avessero già visto tutto... E' rimasto lo stesso...

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 08/03/2012 - 00:25 
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La giornata internazionale della donna



Nessun grande movimento degli oppressi si è compiuto nella storia dell'umanità senza la partecipazione delle donne lavoratrici. Le donne lavoratrici, le più oppresse fra tutti gli oppressi, non sono mai restate e non potevano restare ai margini della grande strada del movimento di liberazione. Il movimento di liberazione degli schiavi ha fatto sorgere, com'è noto, centinaia e migliaia di grandi martiri ed eroine. Nelle file dei combattenti per l'emancipazione dei servi della gleba militavano decine di migliaia di donne lavoratrici. Non c'è da meravigliarsi se il movimento rivoluzionario della classe operaia, il più potente di tutti i movimenti di emancipazione delle masse oppresse, ha raccolto sotto la sua bandiera milioni di donne lavoratrici.
La giornata internazionale della donna indica l'invincibilità e preannuncia il grande avvenire del movimento di emancipazione della classe operaia.
Le donne lavoratrici, operaie e contadine, costituiscono una grandissima riserva della classe operaia. Questa riserva rappresenta una buon metà della popolazione. Sarà questa riserva favorevole o contraria alla classe operaia? Da questo dipendono le sorti del movimento proletario, la vittoria o la sconfitta della rivoluzione proletaria, la vittoria o la sconfitta del potere proletario. Perciò il primo compito del proletariato e del suo reparto d'avanguardia, il partito comunista, è di condurre una lotta risoluta per sottrarre le donne, le operaie e le contadine, all'influenza della borghesia, per educare politicamente e organizzare le operaie e le contadine sotto la bandiera del proletariato.
La giornata internazionale della donna è un mezzo per conquistare al proletariato la riserva costituita dalle donne lavoratrici.
Ma le donne lavoratrici non sono soltanto una riserva. Esse possono e devono diventare - mediante una giusta politica della classe operaia - un vero esercito della classe operaia, che agisce contro la borghesia. Temprare la riserva costituita dalle donne lavoratrici, trasformandola in un esercito di operaie e di contadine che agisce fianco a fianco del grande esercito del proletariato: questo è il secondo compito decisivo della classe operaia.
La giornata internazionale della donna deve diventare un mezzo per trasformare le operaie e le contadine da riserva della classe operaia in un esercito operante del movimento di emancipazione del proletariato.
Viva la giornata internazionale della donna!

Stalin, Opere complete, Edizioni Rinascita, volume 7, pagg. 60-61

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 17/03/2012 - 06:16 
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Le donne non hanno mai giovani menti. Esse sono nate tremila anni orsono.
Shelagh Delaney

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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 08/04/2012 - 02:10 
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Iscritto il: 15/12/2009 - 00:41
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Barbapapà:
Cita:
Quanti mariti ho avuto? Miei o delle altre?
(Zsa Zsa Gabor)

Spiritosa! L'avrei messa nel mio thread "apologia della masturbazione", se non me l'avessero chiuso.

Che dire di questo dibattito?
La mia scelta di lasciare le donne alle loro scelte mi sembra la più rispettosa di tutte.
Lasciate in pace le donne, sanno cosa fare, non servono suggerimenti interessati per apparire attempati (nel senso di "a tempo" dove "a" non è privativo). Tenere le mani a posto e le menti imbrigliate.
Ottobre, ancora con gli scritti di Stalin? L'assassino del 20 esimo secolo?
Che cosa ha fatto alle donne e alle loro famiglie quel criminale, uno dei peggiori di tutti i tempi?
Pensaci!
Per il resto prosegue la degenerazione della nostra civiltà occidentale, che si prepara ad essere sostituita. Non ha importanza cosa cambi, a breve o a medio termine (non ci sarà un lungo termine) quello è il destino.
Nessuna meraviglia che si torni a posizioni arretrate.
Ricordo un esperimento di fisica, dove una pallina lanciata in una semisfera, dopo qualche oscillazione, torna nella sua posizione più stabile: al centro e in basso.
I geni (nel senso di codice) vincono sempre, per motivi che è facile intuire, per chi ha letto Darwin.

Questa cosa sul "genere", di cui parla Ottobre, non mi sembra inglobi tutte le combinazioni di sessualità diverse esplose nell'ultimo quindicennio, per effetto della suddetta degenerazione.
La fate troppo semplice, forse per inconsapevole effetto di quella pallina di cui sopra, che torna al centro e in basso.
Quello che prevarrà, alla fine, spazzate via tutte le soluzioni del capitalismo avanzato (i cui avanzi stanno per essere sepolti) che pure ha prodotto il femminismo (non ci sarebbe stato senza un'evoluzione economica) sarà quella della donna che torna al "focolare" domestico, che si occupa della famiglia, dirigendola, educando i figli, che non prenderanno, in tal modo, strade traverse e perverse; lasciando all'uomo il compito di procurare le risorse.
Questa la soluzione vincente da migliaia di anni, ed a questa torneremo, non noi, quelli che ci sostituiranno.
Delle sessualità deviate o non emerse, riprenderanno ad occuparsi sessuologi e psicoterapeuti, com'è giusto che sia, per le cure necessarie a ristabilire identità corrotte da certe ideologie fasulle e da pessimi educatori.

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Stiamo arrivando !
... http://www.youtube.com/watch?v=aDaUppMa ... _embedded#
....http://www.youtube.com/watch?v=tejxVvwC ... re=related


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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 09/04/2012 - 00:55 
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"Cherchez la femme!", come disse astutamente Fouché. 8)


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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 16/04/2012 - 22:31 
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Iscritto il: 15/12/2009 - 00:41
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Un caso emblematico di dissidio fra coniugi: fare figli o non e quando

La trasmissione “Verdetto Finale” di RAI 1 va in onda alle 14.10 ogni giorno, da lu a ve, è condotta da Veronica Maya ed ha come tema la soluzione di casi giudiziari che un giudice di pace ed una giuria dovranno risolvere.
I giudizi della giuria, composta da 13 persone del popolo più vario, sono vincolanti per legge. Non si tratta, cioè, di una finction ma di un processo regolare ripreso in TV.
Le puntate possono essere riviste, per una settimana, sul sito internet di RAI 1. Per il caso che proporrò, il collegamento è il seg.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv. ... 04-13&vc=1

Dura un’ora ed è senza pubblicità, tranne quella iniziale.
Il caso del 13 aprile riguardava un dissidio fra coniugi: Paola e Saverio, coetanei di 34 anni, entrambi laureati (si conobbero all’università tre lustri fa, circa), con un buon posto di lavoro ed una carriera avanzata.
Entrambi avevano concordato di mettere al mondo almeno due bambini e Saverio, da tempo, sollecitava Paola ad avviare la prima gravidanza.
Paola ha sempre rimandato perché la sua carriera non le permetteva, al momento, un impegno gravoso.
Poche settimane fa, Paola ha comunicato a Saverio di dover rimandare ulteriormente la gravidanza, per almeno altri 4 anni, perché aveva sottoscritto un contratto per una nuova attività aziendale, che avrebbe comportato poi incarichi direttivi per molti anni a venire, con un notevole incremento di stipendio.
A questo punto, Saverio, non intendendo aspettare oltre, ha chiesto la separazione con addebito di colpa per Paola.
Paola accetterebbe la separazione, ma senza colpa, ciò significherebbe che i costi sarebbero sostenuti da Saverio. Non dovrebbe però esserci mantenimento a carico di Saverio, dal momento che Paola guadagna più di lui, con l’ultimo incarico acquisito in azienda.
Il verdetto è stato favorevole a Saverio per 7 punti a sei.
E’ probabile che, fra qualche anno, tale verdetto potrebbe invertito, per i successivi casi, perché la nostra società sta andando verso sempre maggiori impegni lavorativi, anche direttivi (quote rosa) per la donna.
Questo, che apparentemente può sembrate un progresso, come il parallelo sviluppo di provvedimenti a favore dei gay; in realtà è un fattore di decadenza della nostra società, per i motivi che ho già detto altrove e che qui riassumo, integrandoli con nuove riflessioni.
Il presente topic è una piccola raccolta di successi di donne famose e di rivendicazioni per torti subiti dalla donna nella storia, che riconosco e sui quali concordo.
La donna ha sufficientemente dimostrato di saper fare di più e meglio dell’uomo, in molti casi. Ciò nondimeno il suo destino e fine principale dell’esistenza, dovrebbe essere altro: mettere al mondo ed educare figli, non quello di duplicare la figura maschile in campo lavorativo, entrando in competizione con lui.
Questa formula di divisione dei compiti familiari ha funzionato bene per milioni di anni e, non averla seguita negli ultimi decenni, ha sconvolto la società, aumentando le separazioni, i divorzi, calo dei matrimoni, abbandono degli anziani, decremento demografico, esplosione del numero dei single, nuove generazioni disadattate, con confusione dei ruoli sessuali; stante l’aumento dei casi di omosessualità, transessualità, prostituzione, corruzione ecc.
L’uomo stesso è in crisi e preferisce rimanere scapolo, o diventare gay, piuttosto che andare incontro ad una vita di conflitti con una donna incontentabile, che lo attende al varco per dimostrare la sua superiorità, cercando tutte le scuse per sfuggire ai suoi naturali compiti di donna.
La donna, madre, sposa, è utile alla società in questi ruoli, il resto può farlo l’uomo, come sempre: è il suo compito.

Per far fronte a questi disagi, una nuova legislazione dovrebbe accordare maggiori protezioni e sussidi, ma solo per la donna che decida di rimanere in casa, ad allevare bambini, perché questa è la donna che è sempre servita a tutte le società, non la barricadiera, la femminista, la donna in carriera.
Maggiori meriti e riconoscimenti, che oggi mancano, dovrebbero essere indirizzati alla casalinga, madre e moglie, non alla donna in carriera che, nella maggioranza dei casi, rimarrà sterile o non si dedicherà punto ai figli, lasciandoli a tate e governanti, magari straniere, che daranno ai bimbi un’educazione non della qualità che spetterebbe ai figli di genitori culturalmente ed economicamente assai abbienti.
Sommando i redditi della donna che lavora fuori casa, sovente essi non arrivano a compensare le spese per il personale che la sostituisce.
L’attività della donna fuori casa qualche volta si rende necessaria per dare alla famiglia una maggior quantità di beni di consumo ed un’istruzione superiore ai figli, ma per periodi limitati.
Garantire questi standard si traduce nell’allevamento di un figlio unico, con costi crescenti, da non permetterne un secondo, vista la crisi che attraversiamo e che si tradurrà, probabilmente, in un cambiamento epocale di arretramento economico irreversibile.
Ciò di cui ha bisogno la donna, per avere uno o due figli e rimanere nel contempo a casa, è la fornitura, dal parte dello stato, di un maggior numero di servizi sociali, come la scuola a tempo pieno, la mensa gratuita, tasse scolastiche azzerate, con spese didattiche a carico dello stato, un servizio di pullman per l’accompagnamento a scuola e ritorno, ecc..
Questo dovrebbe permettere alla donna di lasciare il lavoro fuori casa.
Utile anche una campagna culturale permanente, che preveda un maggiore impegno domestico dell’uomo nel tempo libero, come aiuto alla compagna.
Via, quindi, tutte le tate, le badanti, le domestiche venute dall’estero, con un enorme risparmio per l’economia nazionale (rimesse all’estero degli immigrati: oltre 3 miliardi di euro l’anno), e l’azzeramento della disoccupazione.
Sarebbe opportuno, da parte dello stato, il varo di apposite leggi che rivalutino l’attività della donna di casa come superiore a quella di una in carriera, in modo da favorire la prima in ogni circostanza, rispetto a quest’ultima che, di fatto, svolge un doppione dell’attività maschile, in concorrenza con l’uomo, della quale non si riconosce un necessità vera.
La donna svolge un ruolo diverso dall’uomo, non inferiore, non è necessario che dimostri alcunché fuori casa.
Se vogliamo salvare la nostra civiltà, occorre un ritorno alla famiglia tradizionale, con nuove garanzie e vantaggi per la donna che rimane a casa e che si occupa direttamente dell’allevamento dei figli.
Oggi, infatti, i giovani sono sbandati, senza regole, in preda alla droga ed alle perversioni, che fanno ritenere ineluttabile un “passaggio di consegne” del nostro paese, alle nuove generazioni di immigrati, con conseguente scomparsa della nostra civiltà.
Come dire che, proseguendo in questo sviluppo alla rovescia, perderemo noi tutti e, in ogni caso, la donna, con un ritorno a passate condizioni subalterne, giustamente vituperate, perché l’alternativa è la società islamica.
L’educazione dei fanciulli deve essere orientata ai loro rispettivi compiti futuri, di uomini e donne, favorendo comportamenti attinenti al proprio sesso e reprimendo, senza esitazione, tutti gli altri estranei. Questo perché l’uomo è estremamente adattabile a nuovi ruoli, proprio come caratteristica di specie vincente, sopravvissuta.
Volendo, indipendentemente dal sesso e con la sola educazione, si può fare di un ragazzo normale un omosessuale (figuriamoci se figlio di gay, adottivo o non).
Da qui la pericolosità, per la nostra società, dei consensi ottenuti dai gay negli ultimi anni. Più si favoriscono questi movimenti, più l’omosessualità si diffonde, trattandosi di un condizionamento culturale, non di un destino biologico.
E’ tollerato che un gay viva la propria sessualità, ma in modo discreto, in privato. In società si deve comportare come un eterosessuale, proprio per evitare che faccia proseliti danneggiando ulteriormente la società. Del fatto che sia gay, non importa a nessuno, nessuno ha interesse a saperlo. Dico questo perché, fra gli atteggiamenti negativi della persona gay, che spesso la mettono in pericolo di violente reazioni, c’è quello di volersi mostrare sessualmente in azione, in pubblico; una sorta di esibizionismo che offende la libertà degli altri.
Ci sono persone che, solo di recente, e grazie alla insistente pubblicità, si sono date al gioco, sperperando somme enormi, fino ad arrivare alla rovina della propria famiglia.
Queste persone hanno scoperto tardivamente il vizio del gioco, al quale non pensavano di essere predisposte.
Noi abbiamo una quantità di vizi potenziali, dei quali potremmo divenire preda ma, se vigiliamo sul nostro comportamento, possiamo continuare in una vita sana, godibile ed equilibrata, senza dipendenze patologiche.
Quanti, fra quelli che vorrebbero smettere di fumare, rimpiangono quella prima sigaretta che fu loro offerta? Lo stesso per la prima “canna” o il primo sballo con l’alcool.
Se il gay vi blandisce, rispettatelo, ma scappate, se non volete diventare un gay anche voi.
In ogni istante abbiamo in mano il nostro destino, le nostre scelte ci possono far vincere o dannare.
Cosa ci dice la natura? Se l’uomo e la donna si mettono a fare i gay, inventandosi un terzo sesso, che non esiste (si tratta di scelte comportamentali, non di geni impazziti), se ciascuno non rispetta il ruolo ed il destino biologico che la natura gli ha affidato, perfezionato in milioni di anni di evoluzione umana, rafforzandolo ogni giorno… l’estinzione è sicura, non della specie, che in qualche modo sopravvivrà, grazie ad altre culture, dove l’omosessualità è bandita, ma di quella occidentale, più in generale, come le statistiche stanno anticipando: fra mezzo secolo, da Omèro a Einstein e colleghi, tutto cadrà nell’oblio, con il placet di Maometto e Allah.


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 Oggetto del messaggio: Re: donne
MessaggioInviato: 17/04/2012 - 04:15 
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non ho nessun motivo o interesse nel seguire certe trasmissioni.
e, magari, sarebbe opportuno da parte tua, inserire questo discorso in un altro argomento. non qui.

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