La Torre della Rosa d'Argento

ddd. devil & daimon 's dream
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 Oggetto del messaggio: In punto di diritto, il "fine vita"...
MessaggioInviato: 16/02/2009 - 06:51 
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La legge del governo sul fine vita viola i diritti umani



I professori di diritto civile contestano punto per punto le aberrazioni della proposta di legge governativa.

1. Nelle ultime concitate settimane si sono verificate attorno al caso Englaro forzature istituzionali molto preoccupanti in sé e per sé, ma assolutamente inaccettabili quando si controverte di valori fondamentali della persona come il significato del diritto alla vita, la dignità dell’uomo, l’habeas corpus, il diritto all’autodeterminazione: temi che per rispetto delle radici stesse della convivenza civile in una società pluralistica richiedono di essere affrontati, in sede normativa, sulla base di approfondite e documentate conoscenze, di mediazione ed ascolto delle diverse posizioni etiche, e con procedure adatte a consentire la discussione, il confronto, la ricerca di un attento bilanciamento.

2. Ora il Parlamento sta per approvare in tempi stretti una legge in materia di direttive anticipate (c.d. testamento biologico). A quanto è dato di conoscere, la maggioranza pare intenzionata ad una discussione rapida di un testo fortemente limitativo del fondamentale diritto all’intangibilità del corpo. Verso questo obiettivo si procede a passi spediti, senza tener conto dei principi costituzionali di diritto interno e sovranazionale ed ignorando l’esigenza di rispetto di posizioni morali diverse.

3. Sembra quindi necessario richiamare alcuni capisaldi giuridici in materia:

a) La Convenzione di Oviedo, che l’Italia ha sottoscritto e di cui è stata approvata la legge di ratifica, dispone all’art 5, che “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”. La previsione non riguarda solo le terapie in senso stretto, ma ogni “intervento nel campo della salute”, espressione più ampia che può corrispondere a quella di “atto medico”, vale a dire qualsiasi atto che, anche a fine non terapeutico, determini un’invasione della sfera corporea.
All’art 9 si prevede che “I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione”, ove se da un lato non si qualificano i “desideri” come vincolanti, dall’altro è evidente che il rispetto va dato non soltanto alle “dichiarazioni di volontà” (men che meno alle sole dichiarazioni solenni come l’atto pubblico) ma ad ogni espressione di preferenze comunque manifestata.

b) La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea protegge il diritto alla vita (art.2) e il diritto all’integrità della persona (art.3) nel titolo dedicato alla Dignità, che è anche il primo, fondamentale diritto della persona (art.1). All’integrità della persona, in ragione della dignità, è consustanziale il principio di autodeterminazione stabilito nel secondo comma dell’art. 2, secondo il quale “Nell'ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, ecc.” Ancora una volta il principio non è limitato ai trattamenti terapeutici, ma riguarda la libera determinazione nel campo medico-biologico.

c) La Costituzione italiana, che tutela l’autodeterminazione all’art. 13, configura all’art. 32 il principio del consenso come elemento coessenziale al diritto alla salute, e prevede che anche nei casi in cui il legislatore si avvalga del potere di imporre un trattamento sanitario, “in nessun caso possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Tale dignità non può essere intesa solo in un senso affidato a criteri oggettivi, ma implica il rispetto dell’identità senza la quale cade la ragion d’essere della dignità dell’uomo.

d) Il principio che consente il rifiuto di atti medici anche benefici è un’acquisizione consolidata della giurisprudenza europea, a valle di una evoluzione che risale alla fine dell’800; e più volte si è confermato che anche di fronte allo stato di necessità il libero, consapevole, lucido dissenso dev’essere rispettato. Un tale diritto di rifiutare le terapie, anche di sostegno vitale, non ha nulla a che fare con l’eutanasia, che consiste invece in una condotta direttamente intesa a procurare la morte.

e) Egualmente estraneo all’eutanasia è il principio condiviso in bioetica e in biodiritto per cui l’interruzione delle cure, anche senza volontà espressa del paziente divenuto incapace, debba essere praticata non solo quando le cure sono sproporzionate (c.d. accanimento terapeutico) ma anche quando esse siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale (cfr. l’art. L 1110-5, 2° comma, del Code de la santé publique, modificato dalla L. n. 2005-370 del 22 aprile 2005 “Relativa ai diritti del malato ed alla fine della vita”, e l’art. R 4127-37 del Code de la santé publique, modificato dal decreto n. 2006-120 del 6 febbraio 2006).

Confidiamo che il legislatore italiano saprà e vorrà tenere in conto questi principi e adeguare ad essi la disciplina delle direttive anticipate, evitando di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, di combattere il male secondo le proprie misure e - se ritiene - praticando soltanto il lenimento della sofferenza, senza rimanere prigioniera, per volontà di legge, di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica.

Il documento è sottoscritto dai seguenti Professori di diritto civile:
(in ordine alfabetico)

Guido Alpa - Università di Roma La Sapienza
Giuseppe Amadio - Università di Padova
Tommaso Auletta - Università di Catania
Angelo Barba - Università di Siena
Massimo Basile - Università di Messina
Alessandra Bellelli - Università di Perugia
Andrea Belvedere - Università di Pavia
Alberto Maria Benedetti - Università di Genova
Umberto Breccia - Università di Pisa
Paolo Cendon - Università di Trieste
Donato Carusi - Università di Genova
Maria Carla Cherubini - Università di Pisa
Maria Vita De Giorgi - Università di Ferrara
Valeria De Lorenzi - Università di Torino
Raffaella De Matteis - Università di Genova
Gilda Ferrando - Università di Genova
Massimo Franzoni - Università di Bologna
Paolo Gaggero - Università di Milano Bicocca
Aurelio Gentili - Università di Roma Tre
Francesca Giardina - Università di Pisa
Biagio Grasso - Università di Napoli Federico II
Gianni Iudica - Università Bocconi Milano
Gregorio Gitti - Università di Milano Statale
Leonardo Lenti - Università di Torino
Francesco Macario - Università di Roma Tre
Manuela Mantovani - Università di Padova
Marisaria Maugeri - Università di Catania
Cosimo Marco Mazzoni - Università di Siena
Marisa Meli - Università di Catania
Salvatore Monticelli - Università di Foggia
Giovanni Passagnoli - Università di Firenze
Salvatore Patti - Università di Roma La Sapienza
Paolo Pollice - Università di Napoli
Roberto Pucella - Università di Bergamo
Enzo Roppo - Università di Genova
Carlo Rossello - Università di Genova
Liliana Rossi Carleo - Università di Napoli
Giovanna Savorani - Università di Genova
Claudio Scognamiglio - Università di Roma “Tor Vergata”
Chiara Tenella Sillani - Università di Milano Statale
Giuseppe Vettori - Università di Firenze
Alessio Zaccaria -Università di Verona
Mario Zana - Università di Pisa
Paolo Zatti - Università di Padova

(15 febbraio 2009)

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MessaggioInviato: 18/02/2009 - 10:38 
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Fine vita: I medici dei malati terminali già da una settimana chiedono che la legge venga fermata.



Il documento della Società italiana di Cure Palliative e della Federazione Cure Palliative che spiega come con la nuova legge, che rende obbligatorie nutrizione e idratazione forzate, si moltiplicherebbero le sofferenze dei malati terminali. Una prospettiva sadica e raccapricciante.

Un grave rischio ci impone di intervenire nel difficile e delicato dibattito su idratazione ed alimentazione: la veloce approvazione di una legge sulle direttive anticipate dopo anni di discussioni interminabili, con la formulazione che sembra configurarsi nel testo che approda alla discussione di Camera e Senato in queste ore, potrebbe causare una situazione clinica ed assistenziale le cui conseguenze non sembrano chiare a tutti.
Proprio per questo noi, operatori di cure palliative, che ogni giorno ci troviamo di fronte alle situazioni di confine tra la vita e la morte, con l’obiettivo di accompagnare fino al termine della loro esistenza le persone colpite da una malattia cronica in fase terminale e la “missione” di non farle soffrire, sentiamo il dovere di mettere in luce che, se dovesse essere approvata una legge che esplicitamente ed indiscriminatamente impone l'idratazione e l’alimentazione per tutti i pazienti, ci troveremmo di fronte a tale obbligo anche per coloro che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalità, per le quali non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia ma di accompagnarle a una fine dignitosa con tutte le conoscenze e gli strumenti che la medicina oggi ci offre.
È incontrovertibile che, nell'accompagnamento del processo di morte naturale, per evidenti cause cliniche, il paziente non è più in grado di ricevere acqua e cibo proprio perché sta morendo.
E’ il corpo stesso della persona che sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita che non sente più il bisogno di mangiare e bere, come sa chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara. Per non andare contro questa possibile legge cosa dovremmo fare allora? Dovremmo mettere in atto un trattamento clinicamente inappropriato aumentando la probabilità di un peggioramento di quei sintomi, di quella sofferenza, che noi stessi siamo chiamati a curare? Questo disegno di legge, è evidente, ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle pratiche contrarie al bene dei pazienti.
Nel condividere e rispettare l'appello al silenzio nei confronti della singola vicenda di Eluana Englaro, su cui ci pare che da più parti si stiano travalicando i limiti del buongusto, chiediamo alla politica di ripensare il suo ruolo e di fermarsi di fronte a una decisione che potrebbe avere delle ricadute concrete e dolorose sulla fine, naturale e faticosa, di tante persone come conseguenza di malattie per cui purtroppo non c'è guarigione, ma per cui rimane possibile un percorso di cura che sappia dare senso anche agli ultimi giorni.

Milano, 10 Febbraio 2009

(17 febbraio 2009 - micromega)

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MessaggioInviato: 21/02/2009 - 08:15 
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2009-02-20 16:38
TESTAMENTO BIOLOGICO: MONS.FISICHELLA, BENE IL PRIMO SI' DEL SENATO

ROMA - Il primo voto favorevole giunto ieri dalla commissione Sanità di Palazzo Madama sul ddl Calabrò per il fine vita "é certamente un buon passo", secondo il presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella. "Dobbiamo soltanto creare un clima in cui il Parlamento possa lavorare con serenità in un saggio confronto - ha detto a margine di un convegno su "Genetica o eugeneticà promosso dalla stessa Accademia - perché su questi temi non c'é bisogno di conflitto. C'é soltanto bisogno di saggezza - ha aggiunto - di capacità di ascoltarsi gli uni gli altri per il bene del paese e soprattutto per il bene del progresso di tutti: il progresso della scienza e della tecnologia e anche per il rispetto di tutte quelle situazioni che appartengono alla dimensione etica".

Secondo Fisichella il caso Englaro ha rappresentato "un momento molto triste per il Paese" ma anche una "incredibile e positiva provocazione" per entrare nel dibattito sul fine vita e per "porre le basi di una cultura della vita" nella società.

VERONESI, NON E' LEGGE, E' OBBROBRIO - Beppino Englaro ha definito, scatenando le polemiche, la legge sul testamento biologico passata in Commissione al Senato come "una barbarie", oggi il senatore del Pd Umberto Veronesi la definisce "pessima". "Non è una legge" ha detto Veronesi a margine della presentazione della sede milanese del Mpa, perché da un lato dà la possibilità di esprimere la propria volontà, ma dall'altra non garantisce operativamente che questa venga rispettata. "Si cannibalizza - ha aggiunto -. E' un obbrobrio giuridico". E' invece "un peccato" che in Commissione al Senato Ignazio Marino non sia più capogruppo del Pd, un ruolo dove è stato sostituito dall'ex Udc Dorina Bianchi che nella votazione si è astenuta. "Marino è un amico - ha concluso il professor Veronesi - e sostiene una legge intelligente".

GASPARRI, ENGLARO OFFENDE PARLAMENTO - "Le parole di Beppino Englaro dimostrano che non eravamo soltanto di fronte ad un dramma umano e familiare, ma ad una precisa iniziativa politica. Englaro da un lato voleva che la politica non si occupasse di questa vicenda, dall'altro invade il campo con espressioni offensive nei confronti del Parlamento, dove esiste invece una forte maggioranza schierata in difesa della vita". Lo sostiene il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che parla di "campagna politica in favore dell'eutanasia". "Non ci faremo intimidire - dice Gasparri - e il rispetto per le singole persone, anche se dedite a speculazioni politiche, non ci impedirà di esprimere la nostra volontà. La commissione del Senato si è già pronunciata in maniera chiara così come l'Aula di Palazzo Madama ha approvato con una amplissima maggioranza la mia mozione affinché l'idratazione e l'alimentazione siano garantite comunque a tutti in ogni condizione". "Andremo avanti. Senza subire le minacce di chi evidentemente agisce in base a logiche che non sono personali o individuali, ma di ben altra natura", conclude Gasparri.

FINOCCHIARO, DA PDL OFFESE A ENGLARO - "Trovo inaccettabile che dal Governo e dalla maggioranza vengano lanciate in queste ore, dopo le strumentalizzazioni di una vicenda tragica fatte nelle scorse settimane, accuse e offese a Beppino Englaro". La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, difende il padre di Eluana che ha definito "una barbarie" la bozza di maggioranza sul testamento biologico approvata ieri dalla commissione Sanità del Senato. La famiglia Englaro ha vissuto con dolore e responsabilità una vicenda umana da rispettare. E credo sia necessario usare proprio maggiore rispetto per le opinioni, anche dure, dei cittadini" sottolinea Anna Finocchiaro che esprime l'augurio che "il confronto parlamentare si svolga nelle prossime settimane con il fine di trovare una soluzione all'altezza senza cercare la strumentalizzazione di vicende umane cariche di sofferenza".

"Questo deve essere il compito della politica e del Parlamento" dice la capogruppo del Pd al Senato che ribadisce le sue critiche al testo Calabrò come "un arretramento rispetto al testo che fu approvato, all'unanimità, nel 2005". "Lavoreremo - conclude Anna Finocchiaro - per presentare i nostri emendamenti che riassumeranno la posizione prevalente espressa nel nostro partito e ci impegneremo per ottenere una legge che rispetti il dettato costituzionale e vada incontro alle aspettative dei cittadini italiani".


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MessaggioInviato: 21/02/2009 - 09:09 
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L’appello di 150 medici: legge antiscientifica e antideontologica
Su http://www.desistenzaterapeutica.it è possibile sottoscrivere l'appello a cui hanno già aderito oltre 150 medici, relativo ai contenuti antiscientifici e antideontologici del ddl sul testamento biologico.

LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO NON PUO' CONTENERE UN PREGIUDIZIO ANTISCIENTIFICO NE' ESSERE IN CONTRASTO CON IL CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA

Come medici impegnati ogni giorno nel prestare le cure bilanciando la volontà e le preferenze della persona malata con i fondamenti giuridico-deontologici della professione e con le acquisizioni della comunità scientifica, nell'imminenza dell'esame da parte del Parlamento del ddl sul Testamento Biologico, con grande preoccupazione ma con altrettanta convinzione desideriamo far presente che una legge sul Testamento Biologico:

1. Non deve essere in contrasto con l'assunto condiviso da tutta la comunità medico-scientifica che la Nutrizione Artificiale è un trattamento medico e quindi come tale non può essere attuata in presenza di una volontà contraria della persona.

2. Non deve essere in contrasto con l'art. 53 del Codice di Deontologia Medica, che afferma che: "Quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi … se è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di Nutrizione Artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla."

3. Non può essere in contrasto con quanto affermato nell'art 32 della Costituzione "…Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge…"

Ci rivolgiamo in particolare ai numerosi Colleghi medici presenti in Parlamento affinché, proprio nel loro ruolo di valore istituzionale, non disattendano quanto si evince, in materia di nutrizione artificiale, dalle oggettività scientifiche unanimemente condivise e dalla deontologia medica.

E' possibile aderire a questo appello inviando il proprio nome, cognome, qualifica professionale a info@desistenzaterapeutica.it

Hanno aderito:

1. Davide Mazzon; Direttore UO Anestesia e Rianimazione e Dipartimento "Discipline Chirurgiche" - Ospedale di Belluno
2. Maurizio Muscaritoli; Professore Associato di Medicina Interna Dipartimento di Medicina Clinica Sapienza - Università di Roma. Presidente S.I.N.P.E. (Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo)
3. Giulio Bergamasco; Medico di Medicina Generale. Responsabile Veneto Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita
4. Giorgio Berlot; Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione Università di Trieste
5. Guido Bertolini; responsabile del Laboratorio di Epidemiologia Clinica Istituto. M. Negri - Ranica (BG) e del Centro di Coordinamento GiViTI (Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva)
6. Virginio Bonito; U.S.C. Neurologia Ospedali Riuniti Bergamo. Coordinatore uscente del Gruppo di Studio per la Bioetica e le Cure Palliative S.I.N. (Società Italiana di Neurologia)
7. Franco Contaldo; Professore Ordinario di medicina interna - Università di Napoli. Coordinatore della commissione di bioetica S.I.N.P.E.
8. Edoardo Geat; Direttore Dipartimento Anestesia e Rianimazione Azienda Provinciale Socio-Sanitaria Trento
9. Manrico Gianolio; Dipartimento di Emergenza. Centro per il Trauma. Ospedale CTO Torino. Presidente I.R.C. (Italian Resuscitation Council)
10. Giuseppe Gristina; Dipartimento di Emergenza. Centro per il Trauma - Ospedale S.Camillo-Forlanini Roma. Coordinatore Gruppo di Studio Bioetica S.I.A.A.R.T.I.
11. Gaetano Iapichino; Professore Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione Università degli Studi Milano. Past President: S.I.N.P.E.; E.S.P.E.N. (European Society for Clinical Nutrition and Metabolism)
12. Yigal Leykin; Direttore UO Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore Azienda Ospedaliera S.M. degli Angeli Pordenone
13. Giuseppe Moretto; Direttore U.O.C. Neurologia Azienda Ospedaliero - Universitaria Verona
14. Luciano Orsi; Rete di Cure Palliative Crema; membro Commissione di Bioetica S.I.A.A.R.T.I.
15. Marcello Orzalesi; già Professore Ordinario Clinica Pediatrica Policlinico Umberto I Università degli Studi "La Sapienza" Roma
16. Aldo Pagni; Past President F.N.O.M.C.e O. (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri)
17. Maria Serenella Pignotti; U.O.C. Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Meyer - Università degli Studi Firenze
18. Francesco Procaccio; Direttore U.O.C. Anestesia e Terapia Intensiva Neurochirurgia Azienda Ospedaliero-Universitaria Verona. Presidente della Società Europea dei Transplant Coordinators
19. Ida Rosa Salvo; Direttore U.O.C. Anestesia Rianimazione Ospedale dei Bambini Milano. Past President: S.A.R.N.eP.I. (Società di Anestesia Rianimazione Neonatale e Pediatrica Italiana)
20. Federico Tremolada; Direttore UO Medicina Interna e Dipartimento "Discipline Mediche" Ospedale di Belluno. Presidente Soc. Scientifica F.A.D.O.I. (Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Medicina Interna) sez. Veneto
21. Cristiano Samueli; Medico di Medicina Generale. Presidente Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita
22. Marcello Vettorazzi; Coordinatore screening oncologici Regione Veneto
23. Bruno Balicco; Primario del Servizio di Anestesia e Rianimazione Policlinico San Marco Zingonia
24. Fulvio Calucci; Medico, Direttore del Distretto Basso Isontino, ASS2 Isontina - Monfalcone
25. Roberto Lippi; Anestesiata rianimatore, Coordinatore regionale trapianti Organizzazione Toscana Trapianti
26. Brita De Lorenzo; Anestesista Rianimatore, Istituto G.Gaslini Genova
27. Carlo Coniglio; medico, Anestesista Rianimatorre UO Rianimazione-118 DEU Ospedale Maggiore Bologna
28. Zennaro Francesca; Specialista anestesia rianimazione Parma
29. Carlo Alberto Castioni; Servizio di Anestesia e Rianimazione B-DEA Ospedale San Giovanni Bosco - Torino
30. Maria Passafiume; Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedale Buccheri La Ferla - FBF Palermo
31. Anna Belvisi; medico anestesista
32. Ambrogio Aquilino; Direttore Medico dell'Area Accreditamento, Qualità, Formazione e Ricerca dell'Agenzia Regionale Sanitaria della Puglia
33. Giovanni Gordini; Direttore UOC Rianimazione-118; Direttore Dipartimento Emergenza-Urgenza, Ospedale Maggiore. Bologna
34. Sergio Livigni; SC Anestesia Rianimazione B-DEA Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
35. Andrea Gardini; medico
36. Ciro Antonio Francescutto; Medico
37. Cristina Ricci; anestesista, Servizio di Anestesia e Rianimazione Ente Ospedaliero Galliera, Genova
38. Paolo Narcisi; MD Senior Staff Critical Care Unit - Emergency Dpt. C.T.O. ORTHOPAEDIC HOSPITAL AND TRAUMA CENTER Torino, Presidente dell'Organizzazione Umanitaria Rainbow for Africa - R4A - medical development
39. Luciano De Biase; Professore associato di Cardiologia Università di Roma La Sapienza Ospedale Sant'Andrea
40. Luigi Blarasin; Medico in Servizio presso il DEA ASS 6 Friuli Occidentale
41. Sofia Soccorsa; medico di Pronto Soccorso, specialista in medicina interna
42. Rodolfo Muzzolon; Medico specialista in Pneumologia Ospedale San Martino ULSS 1 Belluno
43. Giorgio Gambale; medico anestesista Direttore U.O. di Anestesia e Rianimazione Dpt. Emergenza Ospedale "G.B. Morgagni - L. Pierantoni" - AUSL di Forlì
44. Giovanni Frezza; Medico Oncologo Radioterapista Direttore Dipartimento di Oncologia AUSL di Bologna
45. Maria Teresa Montella; medico chirurgo, direzione medica refente organizzativo dipartimento materno infantile ospedale maggiore bologna
46. Carlo Naldoni; Medico Oncologo e di Sanità pubblica
47. Carlo A. Perucci; Direttore Dipartimento di Epidemiologia ASL RM Roma
48. Sandra Vernero; medico specialista in anestesia e rianimazione staff Azienda USL di Bologna
49. Sabrina Bernini; Programmazione e Controllo AUSL di Bologna
50. Liberti Maurizio; medico rianimazione 118 Ospedale Maggiore Bologna
51. Francesco Cremonese; Direttore U.O.C. di Anestesia e Rianimazione 2 e Direttore Dipartimento DEA Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini Roma Italia
52. Marco Bonetti; medico
53. Giuseppe Nardi; Direttore UOC Shock e Trauma Az Ospedaliera S Camillo-Forlanini Roma
54. Marco Rambaldi; Direttore U.O. Anestesia Rianimazione e Terapia Antalgica Nuovo Ospedale Civile S. Agostino Estense - Modena
55. Gennaro Savoia; uosc anestesia e rianimazione pediatrica aorn a, cardarelli napoli
56. Daniela Ranocchia; medico, Perugia
57. Germanà Bastianello; Direttore Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia Ospedale S. Martino Belluno
58. Roberto Copetti; medico, Cassacco (Udine)
59. Flavia Petrini; Prof. P.O. Anestesia e Rianimazione - Università G.D'Annunzio, Chieti-Pescara - DEA, P.O.Clinicizzato SS.Annunziata - ASL Chieti
60. Roberto Iovine; medico ospedaliero di medicina fisica e riabilitazione Bologna
61. Massimo Favat; Medico Chirurgo Spec. in Radiologia Diagnostica O.C. San Martino Belluno
62. Cosimo Picoco; Referente Medico CO 118 UO Rianimazione 118 Dipartimento di Emergenza Urgenza AUSL di Bologna
63. Vincenzo Reale; Dirigente Medico 1° livello Pneumologia
64. Carlo Lesi; Direttore U.O.C. di Dietologia e Nutrizione Clinica AUSL di Bologna
65. Maria Assunta Longo; Medico di Medicina Generale (PD)
66. Daniele Santoro; dirigente medico, UOD Traumatologia muscolo-scheletrica e Chirurgia del bacino CTO - Torino
67. Sergio Livigni; Direttore SC Anestesia Rianimazione B-DEA Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
68. Franco Maria Bobbio Pallavicini; Direttore "U.O.C. di Rianimazione di PS e Trauma Center" Azienda Ospedale Università San Martino, Genova
69. Luigi Prosperi; Direttore U.O. Ortopedia Bentivoglio
70. Pierluigi Trevisan; Anestesista Rianimatore Unità OperativaAnestesia e Rianimazione Ospedale Civile S. Martino di Belluno
71. Catia Costanzo Boschieri; medico-chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia Padova
72. Rita Orsoni; medico psichiatra
73. Daniele Poole; Anestesia e rianimazione Ospedale S. Martino di Belluno
74. Daniela Tarquini; medico neurologo, Roma
75. Carlo Peruselli; Direttore S.C. Cure Palliative ASL Biella
76. Claudio Benetton; medico anestesista-rianimatore Anestesia e Rianimazione Terapia intensiva NCH Ospedale Civile Ca' Foncello TREVISO
77. Simona Esposto Gasparetti; ricercatrice universitaria, Università di Roma3
78. Paolo Casarotti; Specialista in Anestesia e Rianimazione Ospedale Maggiore della Carità Novara
79. Angelo Giordano; neurologo, Catania
80. Maddalena Gasparini, neurologa, Milano
81. Massimo Musicco; Ricercatore Neurologo ed Epidemiologo
82. Angelo Barlattani; specialista epatologo ASL Roma A- ospedale S. Giacomo
83. Gian Domenico Borasio; Cattedra di Medicina Palliativa Centro Interdisciplinare di Cure Palliative Policlinico dell'Universitá di Monaco di Baviera, Germania
84. Aurora Piccardo; anestesista rianimatore - Azienda Policlinico Umberto I - Roma
85. Fabio Ricagna; Direttore della SC di Chirurgia Ospedale S. Martino - Belluno
86. Elisabetta Biagiotti; Medico specialista in Anestesia e Rianimazione
87. Veronica Perlo; Medico, Servizio Anestesia Rianimazione B-DEA Torino Ospedale S.Giovanni Bosco
88. Paolo Nichelli; professore Ordinario di Neurologia Direttore del Dipartimento Integrato di Neuroscienze dell'Università di Modena e Reggio Emilia
89. Edoardo Calderini; Direttore UO Anestesia e Rianimazione PO MARE Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena Milano
90. Alberto Primavera; Prof. Associato di Neurologia Università di Genova
91. Giorgio Zanardo; Anestesista Rianimatore, Castelfranco
92. Maurizio Rizzon; medico Pronto Soccorso O.C. San Bassiano, Bassano d. G. (VI)
93. Antonio Galzerano; Anestesista Rianimatore, Ospedale S.Maria della Misericordia, Perugia
94. Elena Sabatini; Anestesista Rianimatore, Ospedale S. Maria della Misericordia, Perugia
95. Mariolina Congedo; medico neurologo, ASS 5 "BASSA FRIULANA"
96. Franco Guida; medico chirurgo Uoc di neurochirurgia, Resp. uosd di neurotraumatologia Ospedale all'Angelo Mestre-Venezia
97. Maria Luisa Borgia; Ricercatore di Anestesia e Rianimazione Università"La Sapienza" Roma
98. Maurizio Solca; Anestesista Rianimatore, direttore Struttura Complessa Anestesia e Rianimazione, Presidio Ospedaliero "A.Uboldo" di Cernusco sul Naviglio, Azienda Ospedaliera Ospedale di Circolo di Melegnano (MI)
99. Annamaria Colombo; Medico anestesista, Dipartimento delle fragilità ASL Lecco
100. Susanna Alberici; medico in Staff alla Direzione dell'AUSL di Bologna
101. Paola Mazzoni; UOC Anestesia e Rianimazione Ospedale Sandro Pertini Roma
102. Alessandro Russo; Internista, Tossicologo, Anestesista-Rianimatore Centro Antiveleni - Università degli Studi di Roma "Sapienza"; Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto 1° - Roma
103. Ignazio Rigoni; medico ostetrico ginecologo. Ospedale San Martino Belluno
104. Luigi Arru; Ematologo Ospedale San Francesco Nuoro
105. Amato De Monte; Direttore SOC. Anestesia e Rianimazione 1 Azienda ospedaliero-universitaria S. Maria della Misericordia Udine
106. Paolo Malacarne; Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione - P.S. Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
107. Rita Regoli; dirigente medico I livello anestesia rianimazione
108. Paola Tortora; medico anestesista struttura pubblica
109. Pier Lorenzo Papanti Pelletier; medico geriatra
110. Donatella Lai; medico chirurgo, psichiatra e psicoterapeuta, dirigente medico ASL n° 6 - Sanluri - Sardegna
111. Eugenio Pucci; Neurologo dirigente medico I livello UO Neurologia ASR Marche ZT9 - Macerata
112. Michele Fortis; U.S.C. Terapia del dolore-Hospice, Ospedali Riuniti Bergamo
113. Laura Manzoni; medico chirurgo specialista fisiatra, RUDA (UD)
114. Roberta Perin; medico Cure Palliative APSS TRENTO
115. Alessandro Mele; anestesista rianimatore,Azienda Policlinico Umberto I,Roma
116. Massimo Cozza; psichiatra, segretario nazionale FPCGIL Medici
117. Massimo Pelli; medico psichiatra, Roma
118. Maria Benvenuti; USL 3 Pistoia UO Malattie Infettive
119. Rocco Antonio Cordiano; Dirigente Medico presso Dipartimento di Medicina Interna e Cardiologia. Ospedale Civile. Adria (RO)
120. Pietro Gavagnin; medico di medicina generale, Venezia
121. Vincenzo Novacco; Dirigente medico 1° livello U.O. Oculistica Ospedale Avezzano
122. Fabio Baccetti; medico dirigente 1° livello, U.O.s Diabetologia e Malattie Metaboliche ASL 1 Massa e Carrara
123. Maurizio Alberto Gallieni; Ricercatore, Nefrologo Università degli Studi di Milano, Polo Ospedale San Paolo
124. Paolo Conci; Direttore Medico "Area Territorio", Primario del Servizio di Medicina di Base e Distretti Sanitari Comprensorio Sanitario di Bolzano
125. Pierluigi Caldara; Specialista in Anestesia e Rianimazione Ospedale Maggiore della Carità Novara
126. Giorgio Di Mola; Medico Anestesista, Milano
127. Antonello Murgia; medico pneumologo, Cagliari
128. Carlo Liva; medico, dipendente pubblico, esperto in metodologie di valutazione e miglioramento della qualità in sanità
129. Luciana Dorigo; Dirigente Medico Ospedale di Velletri
130. Eugenio Antonio Ullucci; Medico Psichiatra ASL SA/3 - UOSM Distretto di Roccadaspide-Capaccio
131. Donatella Poggi; medico di medicina generale
132. Giovanni Buttini; Dirigente medico DEA CENTRO ASL LATINA PS Sabaudia e Ponza e Direttore Dipartmento Farmacologia e Medicine Alternative LUMUCI Orvieto
133. Francesco Puccinelli; medico, Roma
134. Renato Gigli; medico, Roma
135. Alberto Pingi; medico, Roma
136. Enrico Cotroneo; medico-chirurgo, Roma
137. Sandro Centonze; Direttore Struttura Complessa Programmazione & Controllo
Azienda Ospedaliero Universitaria "Ospedali Riuniti di Trieste" TRIESTE
138. Ignazio Majolino; Direttore Ematologia S.Camillo, Roma
139. Cesare Autera; medico ginecologo , Corvino San Quirico - PAVIA
140. Carlo Tanzi; Medico chirurgo Assistenza primaria, Città di Castello - Perugia
141. Mariacristina Banfi, Medico Chirurgo, Milano
142. Alessandro Caneschi; dirigente medico, vice direttore del DEA dell'ospedale S.Maria Nuova di Firenze
143. Severino Occari; Medico di Medicina Generale U.L.S.S. 15 ALTAPADOVANA
144. Giuseppe Di Giminiani; medico-chirurgo, spec.psichiatria, Direttore SERT - ASL di Teramo
145. Agostino Dossena; Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione Ospedale Maggiore di Crema
146. Quinto Tozzi; Cardiologo ospedaliero
147. Paolo Franchi; Medico Specialista in Igiene e Medicina Preventiva - Contrattista Universitario - Università di Perugia
148. Emanuele Di Bartolo; Dirigente Medico Di Oftalmologia U.O. Chirurgia Oftalmica Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana Pisa
149. Stefania Rodella; Coordinatore Osservatorio Qualità ed Equità Agenzia Regionale di Sanità della Toscana
150. Franco Benini; medico internista Policlinico G.B. Rossi Verona
151. Paolo Magnini; Medico Chirurgo Servizio Pneumologico Senigallia An
152. Giuseppina Petrelli; Dirigente medico I livello PS Medicina d'Urgenza Ospedale Civile San Benedetto del tronto
153. Gianluca Fiorini; Dirigente Medico, Divisione di Cardiologia, Ospedale Fatebenefratelli, Milano
154. Cornelia De Marchi; medico psichiatra Sostegno (Biella)
155. Crescenza Abbinante; anestista rianimatore, BARI
156. Fabio Suzzi; medico di medicina generale Imola
157. Maria Robuschi; Professore Associato Malattie Apparato respiratorio


Qui si trovano le adesioni all'appello di cittadini non medici:

1. Fausto Paladini, pensionato, Gordes ( Vaucluse, Francia )
2. Salvatore Titolo, operaio, Bologna
3. Michele Sciannamea, studente universitario
4. Ferdinando Azzariti, Presidente e Curatore Salone d'Impresa, Venezia
5. Gianpaolo Gargiulo, infermiere, centro trapianti cellule staminali emopoietiche Az. Osp. Univ. Federico II di Napoli
6. Maurizio Bortali, vicepresidente Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita, Venezia
7. Alessandra Danielli, statistico, Bologna
8. Pier Giorgio Peirolo, imprenditore, Torino
9. Alberto Correnti, Presidente Organizzazione Umanitaria Maniverso Onlus
10. Giulia Semenzin, impiegata, Trieste
11. Martina Boscolo Cocuccia, psicologa, socio fondatore Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita, Venezia
12. Valter Carraro Gasparin, Istruttore Subacqueo
13. Flavia De Paoli, Asparetto di Cerea Verona
14. Silvia Ballarin, Educatore Professionale presso il Ser.t dell'ULSS 14 Chioggia
15. Bruno Melotti, impiegato metalmeccanico
16. Gianluigi Martani, laureato in psicologia, indirizzo sperimentale
17. Roberto Poletti, Insegnante, Biella
18. Elena Fanti, insegnante
19. Eugenio Baroncelli, scrittore, Ravenna
20. Daniela Linguerri, psicologa-psicoterapeuta
21. Emma Vitti, Arte terapeuta, Presidente di AGC onlus (associazione gilberto cominetta per le cure palliative in neurologia) Sede Hospice di Riguarda, Milano
22. Gabriele Vidano, insegnante di matematica e scienze
23. Silvia Bombarda, Dirigente, Bologna
24. Renato Filaferro, imprenditore
25. Paolo Casarin
26. Linda Quero
27. Kouros Purlak, Ingegnere civile edile
28. Annamaria Sent, Segretaria Venezia
29. Dorotea Cerra, Roma
30. Stefano Ceri, Professore universitario, Milano
31. Livia Zapponi, biologa, Roma
32. Marica Salvadori, insegnante
33. Giuliana Bellan, insegnante
34. Maria Beatrice Vatteroni, insegnante, Milano
35. Carlo Batini; Professore alla Universita' degli Studi di Milano Bicocca
36. Marina De Rose, insegnante, Biella
37. Marisa Uras, ostetrica
38. Massimiliano Bagagli, impiegato, Perugia
39. Marco De Vita, impiegato, Roma
40. Giuffrida Bonazza, Roma
41. Eleonora Macrì, laureanda in Ostetricia, università La Sapienza, Roma
42. Maria Irene Trovato, receptionist, Roma
43. Dario Burul, studente architettura, Roma
44. Vincenzo Durante, Ricercatore universitario Università di Padova
45. Carlotta Mazzetta studentessa medicina II Facoltà Medicina e Chirurgia-Sant'Andrea-"La Sapienza" Roma
46. Riccardo Macrì, batterista
47. Lebrun Gros Corinne, Assistente di Direzione, Roma
48. Alessia Menichetti, impiegata, Roma
49. Laura Sindici, impiegata, Roma
50. Alessandro Mazzetta, studente di Medicina e Chirurgia
51. Carlo Maria Roggero, chimico, Torino
52. Chiara Batini, biologa, Roma
53. Miriam Gargiulo, Napoli
54. Beatrice Amodeo, Architetto
55. Balboni Simona, studentessa in medicina, Ferrara
56. Silvio Veo, curatore d'arte, Taranto
57. Martina Milliaccio, Commerciante, Venezia
58. Carla Prendin, Resp.Commerciale Estero, Padova
59. Danilo Giuva, Chimico
60. Ilenia Prete, programmatrice, Roma
61. Annamaria Gerace, collaudatore sistemi informatici
62. Anna Maria Ferrulli, Impiegata, Bari
63. Alberto Verdoia, insegnante, Biella
64. Marco Piumatti; Impiegato nel settore bancario, operatore help desk assistenza operativa alle filiali del gruppo
65. Violetta Bellocchio, giornalista e scrittrice
66. Silvia Becagli, Impiegata
67. Irene Musumeci, ricercatrice e docente universitaria , Londra (GB)
68. Silvio Gregorini, Laureando in Matematica ed Applicazioni, Università di Camerino
69. Miriam Binucci, massoterapista
70. Elian Jani Pusceddu, studente universitario di Ingegneria Elettrica
71. Mattia Argiolas, studente di Medicina e Chirurgia
72. Fabiana Zezza, speaker radio
73. Valentino Luordo, Studente Facoltà scienze Biotecnologiche Mediche Napoli
74. Elisa Pinna, studentessa universitaria
75. Sandrina Lampis, dottoranda in scienze chimiche, Cagliari
76. Matteo Giusti, Studente di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze Prato
77. Angelica Simbula, studentessa Cagliari
78. Adriano Manciocchi, artista, Roma
79. Michele Avolio, Impiegato statale
80. Maria Giovanna De Martini, Studentessa di Archeologia, Sassari
81. Alessandro Ceregato, Paleontologo. Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Scienze Marine, Bologna
82. Mara Feciale, Agente immobiliare, Torino
83. Luigi Manueddu, Funzionario Agenzia delle Entrate
84. Sylvie Simbi, Studentessa, Roma
85. Lovaglio Francesco, Studente universitario Rionero in Vulture(pz)
86. Pierpaolo Rizzo, Traduttore, Cosenza
87. Isabella Calidonna, Storico dell'arte Calabria
88. Fabio Colelli, Libero Professionista Sulmona
89. Ivana Scalas, studentessa in Bioecologia Applicata, Cagliari
90. Claudia Di Mambro, Studentessa Universitaria, Olbia
91. Francesca Siciliano, studentessa corso di laurea Ingegneria Gestionale
92. Luisa Carpentieri, Avvocato
93. Alessandro Bandinelli, Operaio, Firenze
94. Marco Fumo, musicista
95. Antonella Lettieri, studentessa universitaria, Bologna
96. Sara Fulco, studentessa Medicina Veterinaria Università di Bologna
97. Carlo Schiavo, redattore autonomo
98. Dino Lecis Cocco-Ortu, laureando in ing edile-architettura all'università di Cagliari
99. Micheli Giuseppina, Doc. di Archeologia e Storia dell'Arte presso l'UPTER
100. Antonella Poli, casalinga
101. Sara Parodi, studentessa universitaria
102. Luisa Carpentieri, Avvocato
103. Laura Suzzi, tecnico informatico
104. Stefania Simonetti, impiegata
105. Alessandro Fabietti, studente in legge
106. Tiziana Giunchedi, impiegata, Bologna
107. Giuseppe Azzaro, studente/lavoratore
108. Graziella Ferraris, pensionata, Roma
109. Monica Rendina, impiegata
110. Franca Errani, Formatrice, Lugo (RA)
111. Alessandro Cintoli, Customer Care, Performing Arts RAI TRADE
112. Leandro Santoni, impiegato, Viareggio
113. Maria Pierattini, insegnante
114. Marinella Marini, pensionata, Oristano
115. Romano Bellezza, studente della Facoltà di Giurisprudenza dell'Alma Mater Studiorum, Bologna
116. Serafina Armango, docente
117. Anna Giunchi, autore televisivo, Chiari (Bs)
118. Francesca Nonnis, Studentessa di Medicina e Chirurgia
119. Jessica Cardinali, studentessa universitaria
120. Bruna Ghiglione Autera, laureata in scienze economiche commerciali, Corvino San Quirico - PV
121. Antonietta Marra, agente di commercio
122. Alfredo Cocco, pensionato
123. Marco Cireddu, Studente, Cagliari
124. Jessica Cardinali, studentessa universitaria
125. Domenico Rutigliano, in attesa di occupazione, Torino
126. Mariangela Tomasi, pensionata
127. Daniele Ciolli, studente universitario
128. Marco Ciari, impiegato, Torino
129. Simone Rosati, Elettricista, Roma
130. Maria Basciu, studentessa della Facoltà di Medicina e Chirurgia
131. Sarah Fabbri, Genova
132. Serena Biagi, Impiegata, Siena
133. Giuseppa Finanze, avvocata
134. Michela Mostosi, impiegata e imprenditrice Trenzano - Brescia
135. Maria Angela Diana, impiegata, Roma
136. Pino Catalano, impiegato, Roma
137. Valeria Mazzola, Studentessa, Milano
138. Lucia Cerri, Insegnante, Fidenza (Pr)
139. Paola Sironi, capo progetto informatico
140. Silvia Picciau, Biologa
141. Michela Furin, architetto, Rovigo
142. Maria Luisa Granzini, Psicologa
143. Barbara Bertoncin, mensile "Una Città", Forlì
144. Numa Giulia, Insegnante, Asti
145. Marielena Tessaro Porta, Collaboratore Informatico, Ministero dell'Interno, Roma
146. Clara Centrella, producer, Roma
147. Antonella Rega, Assistente parlamentare
148. Stefano Brunello, Dirigente Psicologo Ausl Modena
149. Antonietta Polenta, impiegata Roma
150. Giacomo Cambus, studente, Cagliari
151. Adriano Barone, Communication Manager, Rho (MI)

(20 febbraio 2009)


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Federazione cure palliative: il ddl Calabrò aggraverebbe inutilmente le sofferenze dei malati

"La Federazione cure palliative (62 organizzazioni non profit operanti su tutto il territorio nazionale, che sostengono gli oltre 2000 operatori di questo settore) vuole evidenziare il grave pericolo contenuto nel disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di volontà che ieri ha ottenuto il via libera in Commissione Sanità al Senato.
Da 30 anni, ogni anno questo grande movimento risponde ai bisogni quotidiani di 200 mila persone e delle loro famiglie, dando sollievo al dolore e a tutti gli altri sintomi fisici, psicologici, sociali e spirituali che provocano sofferenza, aiutando il paziente a vivere quanto più attivamente possibile fino alla fine, sostenendo quindi la vita e la sua qualità, non affrettando né posponendo la morte, ma guardando a essa come a un processo naturale.
Alla luce di questi principi irrinunciabili sentiamo il dovere di evidenziare che, se dovesse essere approvata una legge che esplicitamente ed indiscriminatamente impone l'idratazione e la nutrizione artificiale per tutti i malati (art. 5 comma 6), ci troveremmo di fronte a tale obbligo anche per le persone che vivono una fase di inevitabile e prossima terminalità. Per loro non si tratta di non iniziare o sospendere una terapia, ma di accompagnarli a una fine dignitosa con tutti gli strumenti che la medicina oggi offre. Nell'accompagnamento del processo di morte naturale, per evidenti cause cliniche, il malato non è più in grado di ricevere acqua e cibo, è il corpo stesso della persona che sta vivendo l’ultimo periodo della sua vita che non sente più il bisogno di mangiare e bere, come sa bene chiunque abbia assistito alla fine di una persona cara.
Imporre per legge nutrizione e idratazione artificiale ai malati terminali rischia di peggiorare la loro qualità di vita che noi siamo chiamati a migliorare, accompagnandoli fino alla fine.
Ci appelliamo dunque al Parlamento perché sappia ricondurre al necessario equilibrio la legge in discussione, consentendo agli operatori le cure necessarie e adeguate a tutti i cittadini."

Milano, 20 febbraio 2009


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Di Pietro: “Per la vita e contro la tortura di Stato”


Domani, sabato 21 febbraio alle 15, saremo in piazza Farnese a Roma per la manifestazione, promossa da Micromega, ‘Per la vita e contro la tortura di Stato’.
L’Italia dei Valori ritorna in piazza e lo fa senza bandiere, né simbolo di partito perché questa è una battaglia che non ha colore e perché mai come in questo momento è necessario fare squadra. Su questo tema non deve esistere distinzione tra cattolici e laici: il diritto ad una vita dignitosa appartiene a tutti, così come il diritto ad avere una morte dignitosa. Non siamo solo noi a dirlo (perché sarebbe poca cosa), ma in modo più solenne lo hanno già affermato Paolo VI e Giovanni Paolo II.
Provo ancora vergogna per la brutta pagina scritta da molti politici su questa materia proprio negli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro. E’ stato uno spettacolo poco edificante che ha offeso tutti i cittadini e, in primis, proprio Eluana e le tante persone che oggi sono nella sua stessa situazione. Anche noi domani porteremo in quella piazza la nostra testimonianza, anche noi vogliamo continuare a batterci e a lottare.
Vogliamo una legge sul testamento biologico che rispetti la libertà di coscienza e, nel caso questo non accadesse, proporremo un referendum dando ai cittadini la possibilità di scegliere.
L’appuntamento è per domani alle 15 a Roma.

Antonio Di Pietro


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21 febbraio, l’adesione di Maria Bonafede (pastora valdese) e Daniele Garrone (teologo valdese)

Maria Bonafede, pastora valdese, e Daniele Garrone, Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, hanno dato la loro adesione alla manifestazione "Sì alla vita, no alla tortura di Stato", che si svolgerà sabato 21 febbraio a Roma in piazza Farnese.
Daniele Garrone, che prenderà anche la parola dal palco, ha rilasciato a MicroMega la seguente dichiarazione:
"Aderisco alla manifestazione del 21 febbraio perché non voglio che il diritto di rifiutare cure mediche – come sono ad es. l’alimentazione e l’idratazione forzata – sancito dalla Costituzione sia piegato ad una particolare concezione religiosa che invece pretende di valere come norma, fondamento e Verità per tutti. Sostengo che questa mia/nostra rivendicazione è più giusta di quella del cosiddetto “popolo della vita” e delle gerarchie romane, perché la libertà che io rivendico per me non coarta quella altrui di decidere per se in senso opposto, mentre la posizione cosiddetta della Vita obbliga me ed altri a vivere e morire come altri ha sancito, al posto mio, in nome della sua verità. Come credente voglio vivere e morire sottomesso solo al mio Signore, che non mi inchioda ad un legge, ma mi dona la sua compassione, e voglio camminare con la schiena dritta e a testa alta, cioè da adulto responsabile, di fronte a chi vuole legiferare anche per me, e che in nome di Dio si erge a mio tutore."


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Località: La Torre della Rosa d'Argento
Secondo me, in questa battaglia di civiltà si sta vedendo l'unica vera anima dei progressisti italiani, che non è quella nomenklatura miserabile che ancora cerca di arrabbattarsi per sopravvivere, ma quella della gente, delle persone comuni, più o meno colte, più o meno preparate, ma tutte attente a questa orribile faccenda che il populista del consiglio e i suoi sgherri ci stanno combinando per ingraziarsi clientele vaticane.

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